Una madre vuole aiutare la figlia di sette anni a diventare un’artista di successo e per farlo è disposta a tutto.
Uno spettacolo intelligentissimo sul rapporto fra la felicità e la realizzazione personale, che pone una riflessione su cosa sia la qualità artistica nell’epoca della post-verità.
Cosa viene prima? È l’esistenza che genera le idee o sono le idee che danno una forma all’esistente?
Tra pannelli scenografici bellissimi e metaforicamente perfetti, si dipana un riflesso della nostra società in cui si ride (tanto) e si riflette (tanto) grazie ad una scrittura e una regia eccellenti.