Čajkovskij e Dvořák: due volti del più profondo e sincero romanticismo, due facce di una stessa medaglia, che pone al centro l’afflato ottocentesco, lo slancio lirico e l’abbandono quali fonti di melodie che attraversano il tempo.
Si inizia con il “trittico” del russo dedicato al violoncello per poi continuare con la più nota sinfonia del compositore ceco, “Dal Nuovo Mondo”.
Un violoncello al centro della scena: è Ettore Pagano, tra i più interessanti interpreti della nuova generazione, cui il concerto Celloromantico affida l’apertura della serata.
Ettore è reduce da una impresa storica: nel 2026 è il primo italiano a vincere il Queen Elisabeth Competition, firmando una pagina straordinaria in uno dei concorsi musicali più prestigiosi al mondo. Pagano si confronta con tre pagine di grande complessità, le Variazioni su un tema rococò op. 33, il Pezzo capriccioso op.62 e il Notturno op.19, pagine profondamente diverse per concezione, ma accomunate da una scrittura di straordinaria intensità espressiva. Le Variazioni, in particolare, scritte nel 1876, appartengono alla stagione in cui Čajkovskij guarda con particolare interesse al classicismo settecentesco.
Il riferimento a Mozart è evidente nell’eleganza del tema e nella chiarezza dell’impianto, ma il linguaggio è inconfondibilmente romantico: il violoncello passa dalla grazia del tema iniziale a episodi di crescente intensità, attraverso variazioni che ne mettono in luce le diverse possibilità espressive e virtuosistiche. Dopo il fascino delicato del Pezzo Capriccioso e del Notturno, il programma si sposta su uno dei pezzi più amati dal pubblico: la Sinfonia “Dal Nuovo Mondo”, per l’occasione interpretata dall’Orchestra Sinfonica Suoni del Sud, sotto la bacchetta della direttrice d’orchestra di fama internazionale, Gianna Fratta.
Brano del 1893, segna il culmine della produzione di Dvořák durante il triennio di permanenza negli Stati Uniti in cui era stato invitato nel 1891 per assumere la direzione artistica del Conservatorio di New York. L'aspetto formale della Sinfonia è uno dei tratti che più garantiscono la sua coerenza, e quindi la sua indubitabile e coinvolgente efficacia in sede esecutiva, con i suoi quattro movimenti connotati da melodie che traggono ispirazione dalla tradizione popolare americana interpolate con stilemi tipicamente boemi.