Il programma propone un incontro tra Luigi Boccherini e Joseph Haydn, due protagonisti assoluti della musica da camera del Settecento, attraverso tre opere che mostrano la straordinaria varietà del linguaggio strumentale dell'epoca.
Ad aprire il concerto è il Quintetto in Mi minore G. 451 per chitarra e archi di Luigi Boccherini. La presenza della chitarra conferisce all'ensemble un carattere sonoro particolarmente originale: lo strumento non si limita a svolgere una funzione di accompagnamento, ma partecipa al dialogo con gli archi, creando un raffinato intreccio di timbri e di colori.
Segue il Quartetto in Si bemolle maggiore op. 1 n. 1 di Joseph Haydn. I quattro archi diventano autentici interlocutori e la musica si sviluppa come una conversazione fatta di domande, risposte, contrasti e trasformazioni. È proprio questa dimensione dialogica che contribuirà a fare del quartetto d'archi uno dei generi più importanti della musica occidentale.
Chiude il programma il Quintetto in Re maggiore G. 448 per chitarra e archi di Boccherini, celebre per il suo Fandango conclusivo il cui linguaggio cameristico si apre alla vitalità della danza spagnola: ritmi incalzanti, accenti marcati e suggestivi effetti strumentali restituiscono l'atmosfera festosa e coinvolgente della tradizione iberica.