Festa dell'Unità d'Italia: a Torino resta chiuso il primo parlamento italiano

Festa dell'Unità d'Italia: a Torino resta chiuso il primo parlamento italiano

Attualità Torino Lunedì 16 marzo 2020

© Alessandra Chiappori

Torino - Sarà un 17 marzo strano, quello del 2020, un anniversario dell’Unità d’Italia in cui l’Italia sarà purtroppo vuota e i tricolore sbandiereranno, al più, dai balconi ai quali sono stati appesi qualche giorno fa in occasione di uno dei tanti flash mob che stanno animando le balconate dei condomini e delle case in cui gli italiani sono chiamati a stare per affrontare l’emergenza Coronavirus.

Il 17 marzo ricorre infatti la festa che celebra la nascita dello stato italiano, siglata il 17 marzo 1861 con la proclamazione del Regno d’Italia. Una ricorrenza molto sentita a Torino, prima capitale d’Italia nonché sede del primo parlamento del nuovo stato. Ed è proprio a Palazzo Carignano, dove ha sede il Museo Nazionale del Risorgimento, che avrebbero dovuto tenersi in questi giorni le speciali visite alla camera dei deputati del Parlamento Subalpino, storica sala ellittica che impreziosisce il palazzo e che dà testimonianza viva di pagine decisive per la storia d’Italia.

Un luogo speciale, unica aula parlamentare tra quelle nate con i moti del 1848 ancora integra in tutta Europa e luogo dove i protagonisti del Risorgimento italiano Camillo Cavour, Giuseppe Garibaldi, Angelo Brofferio, Cesare Balbo, Massimo d’Azeglio, Vincenzo Gioberti, Quintino Sella posero le basi dell’attuale democrazia.

La Camera è visitabile sono in alcuni giorni dell’anno, tra cui quelli dedicati all’unità d’Italia, che solitamente ricorrono intorno al 17 marzo attirando centinaia di visitatori. L’emergenza Coronavirus ha tuttavia fatto chiudere le porte al Museo del Risorgimento come a tutti gli altri musei di Torino d’Italia. Niente visite speciali, niente tuffi nella storia tra i banchi del primo parlamento “italiano” e le sedute di nomi che siamo soliti trovare sui libri di storia, e che a Torino sembra quasi di intravedere tra un caffè storico e un antico palazzo (a proposito, avete già approfittato della gratuità dello streaming di A spasso coi fantasmi, il film che racconta insieme a Giuseppe Culicchia la Torino ottocentesca?).

Torino però non si è dimenticata dell’importante ricorrenza, accendendo con speciali led tricolori il monumento a Vittorio Emanuele II, inondato di un fascio tricolore fino al 18 marzo. L’occasione è data in realtà dall’intrecciarsi di due ricorrenze: il bicentenario della nascita del primo Re d’Italia (Vittorio Emanuele II nacque il 14 marzo 1820) e le celebrazioni dell’Unità d’Italia, della Costituzione, dell’Inno e della Bandiera del 17 marzo.

Un augurio lanciato dalla prima capitale d’Italia al paese intero in un momento di rara difficoltà, come si legge nelle parole del Comune: «Ricordare e celebrare l’impegno profuso per ottenere l’Unità del Paese da parte di Vittorio Emanuele II, di Mazzini, Garibaldi, Cavour e di tanti altri patrioti, serva dunque a ritrovare anche oggi che affrontiamo questa avversità lo spirito di forza, di responsabilità e di solidarietà che animò gli artefici dell’Italia unita».

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