Camera a Torino: le mostre 2017. Al via con l'Italia di Magnum

Camera a Torino: le mostre 2017. Al via con l'Italia di Magnum

© Martin Parr/Magnum Photos, Venice. Italy. 1989

Torino - Un luogo dove prima di tutto si fa cultura, che si mette in dialogo con la città e che, nonostante sia aperto da meno di due anni, è già un punto di riferimento per gli amanti della fotografia a Torino. Parliamo di Camera - Centro italiano per la fotografia, che ha appena presentato la sua nuova programmazione. L’obiettivo dichiarato è quello di ampliare il pubblico e gli interlocutori culturali sul territorio, a livello locale e nazionale.

Il primo risultato, come ha comunicato il presidente di Camera, Emanuele Chieli, è già stato raggiunto: la mostra di prossima apertura, L’Italia di Magnum - da Henri Cartier-Bresson a Paolo Pellegrin, sarà inclusa nell’Abbonamento Musei. Chi avrà questa tessera, quindi, potrà visitare gratuitamente l’esposizione.

«Torino è una città vivace – ha detto il nuovo direttore di Camera, Walter Guadagnini, in carica da pochi mesi – piena di cose che accadono e di persone che le rendono possibili». Il direttore ha sottolineato i rapporti già avviati con le istituzioni torinesi, come la recente mostra dedicata a Paolo Ventura, in collaborazione con il Teatro Regio.

«La mostra che inauguriamo il 2 marzo, L’Italia di Magnum – ha spiegato Guadagnini – ha la volontà di raccontare il passato recente del Paese attraverso i grandi fotografi che sono passati da Magnum. C’è, da un lato, il radicamento sul territorio, ma c'è anche Magnum, quindi una dimensione internazionale». La mostra ospita opere di una ventina di autori, che raccontano 70 anni di storia. Tra loro spiccano Henri Cartier-Bresson e Robert Capa, ma anche Ferdinando Scianna e Paolo Pellegrin.

L’Italia di Magnum sarà visitabile fino al 21 maggio e, in contemporanea, Camera allestirà anche una mostra collaterale, I Am Nothing, dedicata a Valerio Spada, fotografo insignito della prestigiosa Guggenheim Memorial Foundation Fellowship.

Guadagnini, poi, ha anticipato che presto saranno annunciate alcune importanti novità per i visitatori di Camera, che riguarderanno gli appuntamenti collaterali. «Le iniziative che accompagnano le mostre – ha aggiunto – portano il pubblico dentro alle mostre stesse e proseguono i racconti sviluppati al loro interno».

Ma nel programma del 2017 c’è anche una mostra dedicata a Erik Kessels, che sarà allestita tra giugno e luglio.

«Il bello – ha raccontato il direttore di Camera – è che Kessels mette in scena il nostro rapporto con la fotografia, con vere e proprie installazioni. Kessels ha anche il grande pregio di essere un autore divertente: osserviamo le sue mostre sorridendo anche di noi stessi».

L’anno si chiuderà con la mostra Arrivano i paparazzi! che, con duecento opere, non racconterà soltanto la storia di questo genere, ma si occuperà anche di indagarne le origini e di analizzarne l’evoluzione.

«Credo che Camera – ha evidenziato Guadagnini – abbia una struttura che si presta molto alle mostre. Le stanze qui presenti sono come dei capitoli che non aspettano altro che si di essere letti. Penso, infatti, che la leggibilità delle mostre sia fondamentale per la fruizione delle opere. Il nostro mestiere è quello di spingere il pubblico a vederne altre».

Infine un’anticipazione sull'anno prossimo. Il 2018 avrà una mostra dedicata all’opera fotografica del noto artista torinese Carlo Mollino. Personaggio unico della cultura italiana del Novecento, conosciuto anche all’estero.

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