Dopo Donald Trump, Stefano Massini torna a confrontarsi con una figura decisiva del nostro presente: Vladimir Putin. Dall’infanzia segnata dalla violenza all’arruolamento nel KGB, il racconto segue la sua scalata fino al vertice del Cremlino. Immaginando Putin intento a redigere un fascicolo su sé stesso, Massini mette sotto la lente la nascita di un potere fondato su controllo, ordine e paura.