Il Mariupol Theatre of Ukraine in Exile presenta un lavoro nato dalle voci dei giovani della città ucraina. Creato attraverso interviste, questionari, pratiche di teatro documentario e di creazione collettiva, lo spettacolo segue Stefania, detta Alaska, una ragazza costretta a lasciare la propria città a causa della guerra. Intorno alla sua storia si raccolgono monologhi, canzoni, testimonianze che interrogano l’adolescenza: solitudine, amicizia, amore, depressione, sessualità, abuso, famiglia. Dopo la distruzione del teatro e la morte di Iryna Rudenko, Alaska è diventato un lavoro vivo e multilingue, ricreato in ogni Paese con interpreti diversi insieme ai giovani attori ucraini in esilio. La versione realizzata con ERT nasce dentro questo processo di residenza e incontro. Uno spettacolo che si rinnova in maniera dedicata nelle città, un racconto vivo e condiviso, dove lingue, corpi, testimonianze e storie diverse danno forma a memoria, ferite e domande del presente: un messaggio artistico di pace rivolto al mondo.