In un’epoca dominata da ricette per la felicità e inviti alla gratitudine, Antonio Ornano guarda con ironia a chi resta perplesso davanti all’idea che tutto dipenda soltanto da noi e dalla nostra capacità di connetterci con l’universo. Mentre cerchiamo di diventare ciò che il mondo vorrebbe, rischiamo infatti di dimenticare chi siamo. (In)grato propone allora un bagno nella realtà e celebra, con leggerezza e misericordia, la splendida fallibilità degli esseri umani.