Mine Vaganti al Teatro Manzoni: da film a spettacolo con Francesco Pannofino e Iaia Forte - Milano

Mine Vaganti al Teatro Manzoni: da film a spettacolo con Francesco Pannofino e Iaia Forte

Teatro Milano Teatro Manzoni Mercoledì 9 marzo 2022

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© Romolo Eucalitto

Milano - Dall’8 al 20 marzo 2022 al Teatro Manzoni di Milano va in scena lo spettacolo Mine Vaganti con Iaia Forte e Francesco Pannofino. Si tratta della prima regia teatrale firmata da Ferzan Ozpetek e vede sul palco un cast composto da ben undici attori, tra cui Erasmo Genzini e Carmine Recano; spicca inoltre la partecipazione di Simona Marchini. Insieme affrontano il tema dell’omosessualità e del delicato momento del coming out. Ma non solo, come spiega l’attrice Iaia Forte: «è proprio una riflessione sulla necessità dell’inclusione rispetto ai percorsi di vita omologati. E in questo penso viva l’eterno successo di questo spettacolo, dodici anni dopo l'uscita del film, fa riflettere il pubblico su tematiche importanti e quanto mai attuali».

Lo spettacolo è infatti l'adattamento teatrale del film Mine Vaganti di Ferzan Ozpetek del 2010: la trama segue le vicende della ricca famiglia del sud Cantone, proprietaria di un grosso pastificio famoso in tutto il paese. Vincenzo Cantone, interpretato da Francesco Pannofino è il classico pater familiae borghese e nostalgico delle vecchie tradizioni culturali di un tempo. La sua premura è quella di lasciare in mano ai propri figli, Antonio e Tommaso, le redini dell’amata e longeva azienda. Ma questo perché ancora non sa che entrambi i ragazzi avranno qualcosa da confessargli. I segreti dei figli sconvolgeranno completamente i piani di Vincenzo e quelli della famiglia intera, che ancora non possiede gli strumenti culturali per sopportare tali verità. Uno dei figli dovrà ammettere alla famiglia che il suo vero sogno è quello di diventare uno scrittore, mentre l’altro dovrà trovare il coraggio di dichiarare apertamente la propria omosessualità.

Ferzan Ozpetek attraverso questa attuale e divertente commedia vuole condurre il pubblico in un viaggio in cui i luoghi comuni e i pregiudizi vengono mostrati in tutta la loro spaventosa essenza. I duri pensieri della famiglia Cantone sono lo specchio di uno spaccato di società che ancora esiste, e fatica a sradicarsi nonostante i numerosi passi fatti in avanti. Ed è la gravità e la pericolosità di certe parole e di alcuni pensieri che la pièce intende sottolineare affinché chi viva questa situazione possa ritrovarcisi e immedesimarsi. Come spiega Francesco Pannofino: «lo spettacolo, oltre che a far divertire il pubblico, lo invita a riflettere e a porre l’attenzione sulla questione dell’omosessualità. E se attraverso la storia della famiglia Cantone, simile a quella di molte altre in Italia, possiamo aiutare qualcuno a superare questo problema, noi avremo già raggiunto un grande e splendido traguardo».

Durante lo spettacolo viene coinvolto attivamente anche il pubblico, che come racconta lo stesso Ozpetek: «ho realizzato una commedia che mi farebbe piacere andare a vedere a teatro, dove lo spettatore è parte integrante della messa in scena e interagisce con gli attori, che spesso recitano in platea come se fossero nella piazza del paese e verso cui guardano quando parlano. La piazza (il pubblico) è il cuore pulsante che scandisce i battiti della piéce».

Un pubblico necessario poiché incarna perfettamente quella folla e quella gente che, come descrive Iaia Forte, «la famiglia Cantone tanto teme. La paura di perdere il rispetto del paese e degli amici diventa per loro un problema più grande dell’accettazione del proprio figlio. Ed è per questo motivo che Ferzan Ozpetek ha voluto coinvolgere gli spettatori e renderli partecipi di una storia simile a quella di molti». Il pubblico rappresenta l’altro, il giudizio e l’ignoranza interiorizzata su alcuni argomenti. La folla serve così per rimarcare quanto quella frivola apparenza nella famiglia Cantone sia un valore irrinunciabile, e di come il giudizio esterno non rivesti solamente un ruolo marginale, ma anzi, al contrario sia determinante nelle relazioni umane e sociali.

Lo spettacolo va in scena sul palco del Teatro Manzoni di Milano dal martedì al sabato alle 20.45 (sabato 19 marzo doppia replica alle 15.30 e alle 20.45) e la domenica alle 15.30. Biglietti: prestige 35 euro, poltronissima 32 euro, poltrona 23 euro. Per ulteriori informazioni contattare il Teatro Manzoni di Milano telefonando al numero 02 7636901 oppure via email.

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