La costruzione del potere (perché l'architettura fascista non esiste), passeggiata guidata con l'autore Gianni Biondillo

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Giovedì22Maggio2025
Evento terminato

Giovedì 22 maggio 2025, alle ore 18.30, l'autore Gianni Biondillo è protagonista di una passeggiata guidata alla scoperta dei luoghi del suo nuovo libro La costruzione del potere (perché l'architettura fascista non esiste).

L'itinerario guidato con Gianni Biondillo è a ingresso gratuito previa iscrizione: per partecipare all'evento è però richiesto l'acquisto del libro La costruzione del potere alla libreria Feltrinelli di piazza Piemonte 2/4, dove è previsto il ritrovo e da dove ha inizio la passeggiata.

Gianni Biondillo, architetto di formazione e narratore per vocazione, getta uno sguardo nuovo, personale e politico, su qualcosa apparentemente sotto gli occhi di tutti, ma di cui, man mano che ci si avvicina, sfugge sempre l’essenza: l’architettura fascista. In questo enorme calderone infatti oggi rischia di rientrare di tutto. Come raccontare quel periodo senza cadere preda di banalizzazioni e pregiudizi? L’autore si addentra nelle vicende dell’epoca, segue carriere e destini di architetti, ricercatori, critici, designer, ingegneri, per lo più conosciuti solo agli addetti ai lavori. Da Roma a Milano, da Bolzano ad Asmara, da Como alle città dell’agro pontino, esplora tutti i risvolti di una foga edificatoria che ha consegnato un lascito enorme e problematico.

Smontando i luoghi comuni e avanzando tesi spiazzanti, Biondillo racconta, con la competenza del saggista e la passione del romanziere, lo scontro generazionale tra i bolsi «accademici», sostenitori del monumentalismo, e la nuova generazione indomita dei talentuosi razionalisti. Se è vero che non esiste architettura che non sia di regime - perché a commissionare edifici pubblici è sempre il potere -, è però innegabile che non ha senso parlare di una generica «architettura fascista». Diversi sono gli stili, i protagonisti e il rapporto, conflittuale o condiscendente, di molti di essi con la classe dirigente. Così come differenti sono le strade per gestire questa pesante eredità. È giusto fare tabula rasa del passato e ricostruire sul nulla? O è arrivato il momento di aprire gli occhi sul paese che siamo stati e decidere finalmente quale vogliamo essere?

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