© Riccardo Frati
Raccontando il mito platonico della caverna in forma di fiaba, lo spettacolo accompagna bambini e bambine alla scoperta dei primi problemi filosofici con cui si misura l’infanzia: com’è fatto il mondo? Le cose sono così come la vediamo? In che modo le immagini condizionano le nostre emozioni? A fare da guida è Ciàula, il ragazzino minatore che nell’omonima novella di Pirandello. Con lui il pubblico esplora cunicoli e gallerie di quella grande miniera piena di tesori che è il teatro, alla ricerca delle preziose meraviglie che nasconde - attrezzi, luci e macchine del suono - fino a raggiungere la Caverna Magica del Teatro Strehler. Lì è in programma a uno spettacolo ispirato alla tradizione del teatro d’ombre, in cui Ciàula racconta la storia della sua scoperta più bella e importante: da bimbo curioso qual era, spinto dal desiderio di conoscenza, si chiedeva cosa si nascondesse al di là di quel mondo fatto di immagini e schermi, che quotidianamente lo affascinava e che facilmente si poteva scambiare per la realtà.
Invitando bambini e bambini a curiosare con lui dietro il telo su cui sono proiettate le silhouettes, Ciàula scopre che le immagini erano originate da un gioco di luci: eccola, la luna. Non era altro che un grande faro teatrale. Svelando gli artifici che stanno alla base dello spettacolo, Ciàula mostra a bambine e bambini come costruire un teatro d’ombre fatto in casa, esortandoli un giorno a tornare nella caverna per insegnare ad altri tutto ciò che hanno imparato.
Biglietti: posto unico 8 euro. Per info 02 21126116.