Mountain Echoes ai Bagni Misteriosi © Lorenzo Coluccia
Dal 13 al 26 aprile 2026 le tre Montagne Umane di Mountain Echoes approdano a Milano. Dopo aver mobilitato intere comunità alpine per l'inedito approccio antropologico, Mountain Echoes di Yuval Avital: e voci e i suoni della Valtellina in sculture sonore arriva nel cuore di Milano.
Quest’opera corale è stata protagonista - nel periodo olimpico e paralimpico - di un allestimento diffuso in Valtellina a Sondrio, Bormio e Tirano. Ora le tre grandi sculture sonore antropomorfe dell'artista multidisciplinare Yuval Avital si ricongiungono per la prima volta in un’unica sede: i Bagni Misteriosi del Teatro Franco Parenti (via Carlo Botta 18a, Milano), accompagnate dalla mostra multimediale: Mountain Echoes in Valtellina: lo sguardo dell’Artista.
Ideato e realizzato dal Comitato Cultura + Impresa insieme a Yuval Avital e considerato tra i migliori progetti dei Giochi della Cultura di Regione Lombardia, Mountain Echoes rappresenta una delle eredità culturali delle Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026 e porta nel capoluogo lombardo la restituzione dell’immenso archivio sonoro e di immagini fotografiche e video raccolto dall’artista tra le valli e le vette della Valtellina per condividerlo in uno dei momenti di massima visibilità internazionale, nei giorni della Milano Art Week e della Milano Design Week.
Le tre opere monumentali sono rivestite con 691 metri di tessuto locale resinato. Al loro interno risuonano 476 registrazioni audio raccolte in 25 luoghi diversi, creando un’esperienza sonora immersiva totale.
© Lorenzo Coluccia
Il viaggio di Mountain Echoes è iniziato con una residenza d'artista (ottobre-dicembre 2025) durante la quale Avital ha incontrato custodi della memoria, pastori e artigiani, catturando lingue quasi estinte, gesti millenari e suoni naturali. Supportato da dieci Virgili locali, l’artista ha trasformato la raccolta in un archivio vivente, dove ogni suono è testimonianza della storia e dell’interazione tra comunità e montagna. Le tre sculture sonore, figure totemiche realizzate in tessuti locali resinati, uniscono arte, tecnologia e tradizione. All’interno ospitano sistemi di diffusione e altoparlanti che restituiscono tre composizioni stratificate, dando vita a un paesaggio acustico corale. Le sculture sono il risultato di una rielaborazione evolutiva che ne intensifica la timbrica e la matericità, frutto dell'osservazione dello spettro cromatico valtellinese nel suo divenire stagionale. Il progetto diventa così occasione di ascolto, contemplazione e connessione tra passato e presente, tra tradizione e linguaggio contemporaneo.
Ogni scultura di Mountain Echoes è un’esperienza immersiva che invita il pubblico a un ascolto partecipativo, tra poesia e realtà. La prima Montagna Umana nasce dalla cava di Bagnada e dai suoni quotidiani della valle, dove gocce d’acqua, campane, voci in dialetto e gesti contadini intrecciano tradizione e memoria; la seconda segue percorsi riconoscibili come il Trenino Rosso di Tirano e mette in scena la comunità come corpo creativo, con cori, fiabe, riti e lavori tradizionali che dialogano con l’ambiente naturale; nella terza cori locali, l’organo della chiesa di Bormio, mestieri tradizionali e le storie di minatori e pastori restituiscono la montagna nella sua complessità, tra bellezza, rischio e responsabilità.
© Lorenzo Coluccia
Il progetto ha vissuto il suo primo atto corale nel gennaio 2026 con le inaugurazioni nei tre comuni simbolo: Sondrio (Palazzo Lambertenghi), Bormio (Museo Civico) e Tirano (Palazzo Foppoli). In quell'occasione, la comunità ha partecipato attivamente con i suonatori del corno grosino, gli Alpini di Tirano, la Compagnia di Mat di Bormio, i bambini di Albosaggia con il rito della chiamata dell’erba e gli alunni di Tirano con il Tirà li tòli. Oggi, quella stessa energia si trasferisce a Milano. La Valtellina diventa ambasciatrice dei valori della montagna lombarda, portando nel cuore del design internazionale un contributo culturale duraturo che riduce le distanze geografiche attraverso l'arte.
L'inaugurazione pubblica è fissata per lunedì 13 aprile in orario 19.30-22.00. L'esposizione è poi aperta al pubblico nei seguenti orari di visita: giovedì 16, venerdì 17, giovedì 23 e venerdì 24 aprile in orario 16.00-20.00; sabato 18, domenica 19, sabato 25 e domenica 26 aprile in orario 10.00-14.00 e 16.00-20.00. Biglietto 5 euro.