La storia raccontata dai pittori: il Risorgimento e i Macchiaioli, conversazioni a cura di Marco Carminati

Giovanni Fattori, Garibaldi a Palermo Giovanni Fattori, Garibaldi a Palermo
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DA Martedì03Marzo2026
A Domenica19Luglio2026

Dal 3 marzo al 19 maggio 2026, nell'ambito della mostra I Macchiaioli a Palazzo Reale a Milano, i tre curatori Fernando Mazzocca, Francesca Dini ed Elisabetta Matteucci sono protagonisti di tre conversazioni aperte al pubblico: a partire  da alcuni capolavori presenti in mostra e sollecitati dalle domande di Marco Carminati, Mazzocca, Dini e Matteucci offrono brillanti esempi su come la storia e i pittori possano camminare in parallelo, tracciando un quadro della propria epoca più coinvolgente e - è il caso di dirlo - assai più variopinto.

L'appuntamento è per martedì 3 marzo, giovedì 16 aprile e domenica 19 maggio nella sala conferenze di Palazzo Reale (piazza del Duomo 14, terzo piano): tutti gli incontri sono a ingresso gratuito fino a esaurimento posti, previa iscrizione on line.

Che gli artisti (e le loro opere) siano gli attori primari della storia dell’arte è qualcosa di ovvio ed evidente. Più difficile immaginare che gli artisti abbiamo fatto invece la storia nel senso più stretto del termine, ovvero siano stati protagonisti in prima persona non solo di grandi eventi (insurrezioni, battaglie, svolte istituzionali) ma anche partecipi di ideali politici, di ispirazioni sociali e financo di cocenti delusioni per il mancato raggiungimento degli obbiettivi prefissi. Un caso particolarmente eloquente in questo senso viene offerto dal singolare intreccio che si venne a creare tra l’epopea del Risorgimento Italiano, che portò all’Unità d’Italia, e le vicende umane e artistiche dei pittori Macchiaioli, i quali, come nessun altro movimento artistico, sorressero, incarnarono e illustrarono la concreta attuazione del Risorgimento.

Il primo incontro in programma, martedì 3 marzo alle 16.00, si intitola Viva l’Italia! In battaglia, armati di pennelli e ha come protagonista Fernando Mazzocca in dialogo con Marco Carminati (introduzione a cura di Francesca Tasso, direttrice dell'Area Musei del Castello,  Musei Archeologici e Museo del Risorgimento). Due quadri emblematici presenti in rassegna come Il trionfo della Verità di Luigi Mussini (1848) e Il campo italiano dopo la battaglia di Magenta di Giovanni Fattori (1862) offrono a Fernando Mazzocca l’opportunità di narrare da un lato il contesto dei valori su cui voleva appoggiarsi il Risorgimento e dall’altro i sacrifici concreti che le guerre per l’Indipendenza avrebbero comportato.

Giovedì 16 aprile alle 16.00 il programma prosegue con la conferenza Viva Firenze! Codesto Risorgimento sarà un Rinascimento, con Francesca Dini che conversa con Marco Carminati. Uno dei capolavori più celebri della Pinacoteca di Brera, Un dopo pranzo (Il pergolato) di Silvestro Lega (1868) è il punto di partenza di Francesca Dini per raccontare il ruolo che la Toscana (patria di quasi tutti i Macchiaioli) e in particolare Firenze (la culla del Rinascimento diventata tra il 1865 e il 1871 la Capitale del Regno d’Italia) ebbero quale luogo di elaborazione di una lingua nazionale nell’ambito della pittura.

Il ciclo si chiude domenica 19 maggio alle 16.00 con Viva Mazzini! Ma dov’è finito il Risorgimento?. Dopo l'introduzione a cura di Francesca Tasso, la conferenza vede Elisabetta Matteucci conversare con Marco Carminati. Il celebre dipinto In vedetta (il Muro Bianco) di Giovanni Fattori (1872) mette in scena la solitudine e lo smarrimento dei soldati. L’opera esprime il tramonto dei grandi ideali risorgimentali, tramonto che coincise per molti Macchiaioli con la morte di Giuseppe Mazzini avvenuta a Pisa nel 1872: le speranza di un’Italia nuova, giusta e democratica sembrò svanire con lui.

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