Falò del Povero Piero © facebook.com/cittaditrezzo
Sabato 21 febbraio 2026 si rinnova l'appuntamento con il Carnevale di Trezzo sull'Adda (Milano) e la tradizionale sfilata del Povero Piero per le vie cittadine, seguita dal tradizionale falò del fantoccio sul fiume Adda.
La manifestazione - senza dubbio tra gli eventi di Carnevale 2026 da non perdere vicino a Milano - ha inizio nel pomeriggio, alle ore 15.00 circa in piazzale Gorizia, dove parte la sfilata del Povero Piero con arrivo in piazza Libertà: qui sono previste poi animazioni fino a sera: dalle ore 16.00 sono in programma animazioni e intrattenimento per i bambini, mentre alle ore 18.00 ha inizio un aperitivo con dj-set anni Novanta/Duemila a cura del dj Emiliano Zero (alla stessa ora aperitivo anche in piazza Giovanni Paolo II, ma con musica lounge e street food).
Il programma del Carnevale di Trezzo 2026 prosegue alle ore 20.00 in via Brasca, con la sfilata dei carri allegorici accompagnata dagli arcieri della Compagnia del Bernabò. L'arrivo dei carri di Trezzo, Corezza e Inzago è previsto per le ore 20.30 in piazza Giovanni Paolo II, dove il divertimento prosegue con il Dj-Set Carnival Party a cura del dj Max Bonetti.
Il Povero Piero prosegue a questo punto fino al centro storico di Trezzo sull'Adda, fino ad arrivare all'Alzaia. Anche qui, a partire dalle ore 20.00, in attesa del Povero Piero è in programma un Dj-Set Carnival Party con Dj Camma, nell'area di fronte alla Centrale Idroelettrica Taccani.
Alle ore 22.00, a conclusione della sfilata sulle rive dell'Adda, il Povero Piero viene condotto in mezzo al fiume e a questo punto è previsto il tradizionale falò del fantoccio, incendiato dagli arcieri della Compagnia del Bernabò, e da uno spettacolo pirotecnico musicale a basso impatto ambientale (accesso gratuito all'alzaia previa prenotazione sul sito del Comune di Trezzo sull'Adda, fino a esaurimento posti).
Qual è la storia del Povero Piero? Si tramanda che il fantoccio rappresentasse un fattore o un proprietario terriero deriso fino al rogo durante una rivolta contadina. Dalla leggenda all’allegoria il passo è breve e negli anni diversi fastidii si sono identificati nel gigante da ardere. Nell’Ottocento, imbottito di paglia, il fantoccio veniva bruciato su una pira al sagrato di san Rocco; negli anni Venti il rogo venne trasportato in Valverde (davanti al Castello) e quindi ai giorni nostri lungo l’Adda. Il nome? Una scelta anticlericale di fine Ottocento battezzò il pupazzo Povero Piero: lo vestirono di nero, incenerendolo il sabato sera seguente al Martedì Grasso alla fine del carnevale di Rito Romano. L’accusa era precisa: non alla religione, ma al clero che, infatti, contrastò l’iniziativa sacrilega.
I trezzesi imperterriti continuarono la tradizione quasi ininterrottamente fino ai giorni nostri quando il Povero Piero non è più ovviamente una bandiera polemica, ma un perfetto esempio di tradizione popolare tramandata nei secoli. Dal 1976 il Povero Piero è il simbolo del carnevale trezzese e delle sue origini aggressive mantiene oggi solo una vena satirica di attualità.