Casa Italia alla Triennale di Milano per le Olimpiadi 2026: cosa vedere, orari di apertura, biglietti

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Casa Italia Milano © Simone Falso / Coni Casa Italia Milano © Simone Falso / Coni

Milano, 13/02/2026.

In occasione dei XXV Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026, il Coni (Comitato Olimpico Nazionale Italiano) è presente nelle località olimpiche di Milano, Livigno e Cortina d’Ampezzo con Casa Italia, spazio di accoglienza e punto di accesso privilegiato alle eccellenze del paese. Tradizionale casa degli atleti e fulcro delle celebrazioni sportive, quest'anno Casa Italia apre per la prima volta al pubblico, trasformandosi in un luogo di incontro e condivisione dedicato al racconto dell’Italia olimpica e dello sport.

Attraverso cultura, innovazione e tradizione, il progetto dà vita a un sistema integrato di spazi e contenuti: un percorso immersivo nel cuore dei Giochi che valorizza, sulla scena internazionale, il patrimonio culturale, artistico e umano dell'Italia grazie all’arte, all’architettura, al design e al food. Il tema scelto è Musa, in omaggio al ruolo ispiratore che l’Italia esercita da secoli sull’immaginario e sulla cultura mondiale, un richiamo alla bellezza, alla storia e alla creatività che rendono l’Italia un punto di riferimento globale.

A Milano, Casa Italia è aperta al pubblico dal 6 al 22 febbraio 2026 negli spazi della Triennale di Milano (viale Alemagna 6) e prevede un percorso espositivo articolato in nove sezioni, ciascuna dedicata alla musa ispiratrice di una disciplina: linguaggio, architettura, arti figurative, paesaggio, gusto, musica, arte drammatica, innovazione e sport. La rappresentazione di ogni musa è affidata a un oggetto iconico delle Olimpiadi proveniente dal Museo Olimpico di Losanna, sottolineando come i valori espressi siano condivisi e promossi dal Movimento Olimpico. Tra questi, le racchette usate da Marco Albarello e i guanti di Stefania Belmondo ad Albertville (1992),  gli scarponi e la tuta di Manuela Di Centa e la tuta di Deborah Compagnoni a Lillehammer (1994), la divisa di Armin Zoeggeler a Sochi (2014), i guanti e la tuta indossati da Federica Brignone a PyeongChang (2018) e Beijing (2022).


Casa Italia Milano Cortina 2026, installation view Musa at Triennale Milano © Pietro Savorelli / Coni

All’ingresso del percorso l’opera neon Welcome di Matteo Attruia dà il benvenuto ai visitatori, celebrando l’ospitalità e l’accoglienza, valori distintivi di Casa Italia sin dalla sua fondazione (Los Angeles, 1984). Nel corridoio, una scultura sospesa di Brian Hunt Re simboleggia quel respiro delle Muse capace di accendere la creatività e la tensione a imprese straordinarie. Infine, i ritratti fotografici di Claudio Abate documentano il passaggio in Italia degli artisti internazionali Marina Abramović, Joseph Beuys, Joan Jonas, Gilbert & George, Roy Lichtenstein, Jean Tinguely e Robert Smithson.

Con Calliope, musa della parola e del racconto, l’Italia si svela attraverso testi, immagini e segni. I pittogrammi olimpici, in uso a partire da Tokyo 1964, testimoniano il tentativo di costruire un linguaggio universale, mentre le opere di Juan Araujo, Tristano di Robilant, Matta Echaurren, John Giorno, Joseph Kosuth, Susan Kutter, Ugo Rondinone, Cy Twombly e Ben Vautrier intrecciano parola e visione in una narrazione plurale del nostro paese.


Casa Italia Milano Cortina 2026, installation view Musa at Triennale Milano © Simone Falso / Coni

La sezione dedicata a Clio, musa della memoria e della fama, esplora il tema dell’architettura come traccia duratura del gesto umano. Il modello del Palazzetto dello Sport di Pier Luigi Nervi, realizzato per le Olimpiadi di Roma 1960, e proveniente dalla collezione del Museo Olimpico, dialoga con le opere di artisti come Christo e Jeanne Claude, Chung Eun-Mo, Itamar Gov, Sol Lewitt, Vik Muniz, Denis Oppenheim, Yan Pei-Ming, Thomas Struth, Hiroshi Sugimoto, David Tremlett e Lihi Turjeman, componendo un racconto in cui lo spazio costruito diventa archivio di emozioni e visioni.

Con Polimnia, musa della poesia sacra, della pantomima, della retorica, della danza e della memoria, la mostra si apre al territorio italiano e alla sua biodiversità. Il cortometraggio animato giapponese, disegnato a mano nel 2021, Tomorrow’s Leaves, realizzato per le Olimpiadi di Tokyo 2020, introduce una riflessione sul rapporto tra uomo e natura. Le opere di Camilla Alberti, Giulio Bensasson, Ruth Beraha, Jessie Boswell, Fernando Botero, Binta Diaw, Elmgreen&Dragset, Bekhbaatar Enkhtur, Elger Esser, Keith Haring & L.A. II, JR, Gerhard Merz e Sislej Xhafa restituiscono la complessità, la fragilità e la ricchezza dei paesaggi contemporanei. In questa sezione anche i lavori vincitori del Premio Conai Arte Circolare, che raccontano il valore della sostenibilità.


Casa Italia Milano Cortina 2026, installation view Musa at Triennale Milano © Pietro Savorelli / Coni

Talia, musa della festa, celebra l’Italia come luogo di incontro, scambio e trasformazione. Il discorso fondativo di Pierre de Coubertin del 25 novembre 1892 Le Rétablissement des Jeux Olympiques (discours fondateur) fa da contrappunto alle opere di Ai Weiwei, Per Barcley, Ifeyinwa Joy Chiamonwu, Slawomir Elsner, Gelitin, Jonathan Monk, Park Eun Sun, Eva Sajovic, Anri Sala, Thomas Struth e Uwe Wittwer che indagano il corpo sociale, la memoria collettiva e il senso del rito. In questa sezione, i visitatori possono vivere, inoltre, un’esperienza immersiva in realtà virtuale che li conduce nella Tomba delle Olimpiadi di Tarquinia: attraverso una ricostruzione digitale accurata realizzata da Skylab Studios, affreschi e simboli del mondo etrusco si rivelano in un racconto che mette in relazione sport, ritualità e cultura antica. Un avatar digitale accompagna l’esperienza, offrendo chiavi di lettura storiche e simboliche, e trasformando la visita in un viaggio nel tempo che unisce memoria, innovazione e patrimonio culturale italiano.

Con Erato, musa della poesia amorosa, lirica ed erotica, il percorso si concentra su desiderio, gusto e dimensione sensoriale. La divisa olimpica disegnata da Giorgio Armani per Milano Cortina 2026 diventa simbolo di uno stile che unisce eleganza e identità, mentre le opere di John Armleder, Atelier dell’Errore, Wang Haiyang, Craigie Horsfield, Hayv Kahraman, Jannis Kounellis, Daniel Spoerri, Tursic & Mille e Alejandra Varela Perera esplorano il legame tra attrazione, materia e immaginazione.


Casa Italia Milano Cortina 2026, installation view Musa at Triennale Milano © Simone Falso / Coni

Nella sezione dedicata a Euterpe, musa della musica, l'opera di Arman, Carousel 1, accompagna un jukebox interattivo che permette di ascoltare tutti gli inni olimpici e nazionali dei paesi che partecipano ai Giochi, trasformando il suono in esperienza condivisa e ricordando come la musica accompagni, da sempre, i momenti più solenni e collettivi delle Olimpiadi.


Casa Italia Milano Cortina 2026, installation view Musa at Triennale Milano © Simone Falso / Coni

Con Melpomene, musa della tragedia, il racconto si fa più intenso, teatro e cinema si intrecciano in una riflessione su sfide, cadute e rinascite nello sport come nella vita. L’immagine di Muhammad Ali che accende il braciere olimpico ad Atlanta 1996, emblema di forza, riscatto e memoria, dialoga con le opere di Carlos Idun-Tawiah, William Kentridge, Davide Monteleone, Shirin Neshat, Adrian Paci e Newsha Tavakolian.

Urania, musa del cielo, apre lo sguardo al futuro e all’innovazione, raccontata attraverso opere di Arman, César e Miltos Manetas, in ambienti immersivi che invitano il visitatore a immaginare nuovi orizzonti in cui tecnologia, energia e visione progettuale si fondono. A parlare di innovazione concorrono due contributi speciali. Enel presenta l'installazione E nel futuro…, ideata e curata da Gabriele Simongini, che mette in dialogo arte, luce e tecnologia attraverso le visioni di Giacomo Balla, Fernando Jacopozzi e Alex Braga. Con Automatic Impermanence Alex Braga trasforma il visitatore in suono e luce, guidandolo in un’esperienza immersiva proiettata verso il futuro. Il secondo progetto è del Gruppo Fs Italiane, che presenta un’esperienza immersiva che intreccia mito, storia e innovazione per raccontare il viaggio come elemento fondante dell’identità collettiva italiana: attraverso immagini, suoni e narrazione simbolica, il percorso trasforma il movimento ferroviario in memoria viva e visione del futuro, conducendo il visitatore verso Milano Cortina 2026 come traguardo condiviso di un’Italia in continuo movimento.

Il percorso di Casa Italia alla Triennale di Milano si conclude con Tersicore, musa della danza, dove lo sport è protagonista assoluto. Grazie ai prestiti del Museo Olimpico di Losanna e delle Federazioni Sportive Nazionali Italiane, il visitatore è invitato a vivere un’esperienza che celebra il gesto atletico come sintesi di disciplina, bellezza e valori universali, culmine dell’intero racconto espositivo.


Casa Italia Milano Cortina 2026, installation view Musa at Triennale Milano © Simone Falso / Coni

Il progetto architettonico e di design assume un carattere concettuale nella sezione milanese di Casa Italia, proponendo una lettura astratta della montagna come musa. Nel Salone d’Onore della Triennale - spazio monumentale alto quasi 12 metri - l’intervento ridefinisce il volume attraverso drappeggi tessili e superfici inclinate che evocano le pendici della montagna. Il bianco, scelto come colore dominante, rafforza questo immaginario richiamando la luce, la neve e la dimensione rarefatta dell’alta quota, trasformando l’ambiente in uno spazio astratto, immersivo e fortemente luminoso. Qui le opere di Pablo Atchugarry, Stefano Cerio, Mario Merz, Alessandro Piangiamore, Laura Pugno e Davide Rivalta restituiscono la forza del paesaggio alpino, luogo fisico e mentale in cui natura e azione umana si incontrano.

L’ospitalità è parte integrante del racconto di Casa Italia e ne esprime l’identità culturale attraverso il valore simbolico e sociale della cucina italiana: un ruolo oggi ulteriormente valorizzato dal riconoscimento ufficiale come Patrimonio Culturale Imm ateriale dell’Umanità, conferito dall’Unesco il 10 dicembre 2025. In questo contesto, lo chef Davide Oldani, sport & food ambassador di Casa Italia da Rio 2016, è tra i protagonisti nella sede della Triennale, affiancato da Tommaso Arrigoni. Lo spazio milanese si configura come luogo di incontro e rappresentanza, in cui l’eccellenza della cucina stellata accompagna eventi e momenti istituzionali, offrendo agli ospiti un’esperienza che unisce gusto, cultura e spirito di squadra.

Casa Italia alla Triennale di Milano è aperta al pubblico tutti i giorni dal 7 al 22 febbraio 2026 in orario 10.30-22.00. Per visitarla bisogna acquistare un biglietto di ingresso al costo di 14 euro (biglietti ridotti: 9,50 euro per under 30 e over 65; 6 euro studenti e disabili; ingresso gratuito per bambini sotto i 6 anni). Per maggiori informazioni è possibile contattare direttamente la Triennale di Milano via email o telefonando allo 02 72434-1.

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