Olimpiadi, Casa Italia a Milano, Cortina e Livigno: tre sedi per un unico percorso emozionale tra mostre ed eventi

Casa Italia Milano © Marco Tripodi per Coni Casa Italia Milano © Marco Tripodi per Coni

Milano, 30/01/2026.

In occasione dei XXV Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026, in programma dal 6 al 22 febbraio, il Coni (Comitato Olimpico Nazionale Italiano) è presente nelle località olimpiche con Casa Italia, spazio di accoglienza e punto di accesso privilegiato alle eccellenze del paese. Tradizionale casa degli atleti e fulcro delle celebrazioni sportive, Casa Italia per la prima volta si apre al pubblico, trasformandosi in un luogo di incontro e condivisione dedicato al racconto dell’Italia olimpica e dello sport attraverso cultura, innovazione, sostenibilità e tradizione.

Le tre sedi d’eccezione di Casa Italia - la Triennale di Milano, il Centro di Preparazione Olimpica Aquagranda a Livigno e Farsettiarte a Cortina d’Ampezzo - danno vita a un sistema integrato di spazi e contenuti, costruendo un percorso immersivo capace di accompagnare il pubblico nel cuore dei Giochi Olimpici e di valorizzare, sulla scena internazionale, il patrimonio culturale, artistico e umano dell'Italia attraverso arte, architettura, design, food.

Per questo appuntamento straordinario, il Coni ha scelto per Casa Italia Milano Cortina 2026 il tema Musa, omaggio al ruolo ispiratore che l’Italia esercita da secoli sull’immaginario e sulla cultura mondiale: un richiamo alla bellezza, alla storia e alla creatività che rendono l’Italia un riferimento riconosciuto a livello globale. Nella tradizione classica, le Muse custodiscono la memoria, alimentano il sapere e trasformano il pensiero in armonia attraverso le arti. Simbolo dell’intuizione creativa e della conoscenza, rappresentano l’ispirazione che attraversa il tempo e genera visione. In questa prospettiva, Casa Italia sceglie Musa come chiave di lettura per raccontare l’Italia come fonte continua di ispirazione.

Un paese caratterizzato da una biodiversità unica, da paesaggi che attraversano idealmente Nord e Sud del mondo e da una storia millenaria stratificata in culture, linguaggi e tradizioni diverse. Un’Italia che continua a influenzare viaggiatori, artisti e pensatori e che si propone come luogo capace di accogliere e valorizzare la diversità, uno dei valori fondanti del Comitato Olimpico Internazionale. In questo senso, Casa Italia si configura come spazio di racconto del paese attraverso uno sguardo unico, capace di restituirne la complessità geografica, culturale e sociale.

Musa è il punto di arrivo di un processo evolutivo avviato nel 2016, che ha progressivamente trasformato la casa degli atleti da semplice Hospitality House a progetto culturale di rilievo internazionale, in grado di raccontare la cultura italiana e il sistema paese attraverso le sue eccellenze. Musa, quindi, raccoglie e sintetizza l’eredità delle edizioni precedenti di Casa Italia: Rio 2016 con Horizontal (la contaminazione tra culture), PyeongChang 2018 con Prospectum (il punto di vista italiano nel dialogo tra civiltà), Tokyo 2020 con Mirabilia (la meraviglia come cifra identitaria), Beijing 2022 con Millium (il viaggio come metafora di crescita) e Parigi 2024 con Ensemble (armonia e dialogo tra linguaggi). Con Milano Cortina 2026, Casa Italia torna in Italia e Musa ne rappresenta la sintesi consapevole.

Sviluppando questo concept unitario, Casa Italia declina un unico progetto artistico nelle tre sedi di Milano, Cortina e Livigno, trasformandole in percorsi scenografici ed emozionali, in cui sport, natura, arte, architettura, design d’arredo e lighting design dialogano in modo profondo e coerente. Il progetto architettonico e di interior design interpreta il tema Musa partendo dal paesaggio e soprattutto dalla montagna quale elemento naturale e simbolico, quinta e punto di arrivo dei Grand Tour settecenteschi che hanno ispirato generazioni di viaggiatori ma anche, e soprattutto, teatro naturale e ragion d’essere stessa degli sport invernali e delle Olimpiadi. L’allestimento, in tal senso, recupera l’estetica e le atmosfere della natura e della dimensione tecnica e sportiva della montagna, guidata da un forte spirito di condivisione, che si esprime per architetture, infrastrutture e materiali leggeri e resistenti, espressivi di un’occupazione temporanea, emozionale e rispettosa dei luoghi più straordinari ed impervi che i paesaggi montani offrono.

All'interno degli spazi prendono forma veri e propri progetti espositivi, con opere di Claudio Abate, Camilla Alberti, Juan Araujo, Arman, John Armleder, Pablo Atchugarry, Atelier dell'Errore, Matteo Attruia, Per Barclay, Giulio Bensasson, Ruth Beraha, Jessie Boswell, Fernando Botero, Stefano Cerio, César, Christo e Jeanne-Claude, Tristano di Robilant, Binta Diaw, Ifeyinwa Joy Chiamonwu, Elmgreen & Dragset, Slawomir Elsner, Bekhbaatar Enkhtur, Elger Esser, Chung Eun-Mo, Gelitin, John Giorno, Itamar Gov, Wang Haiyang, Keith Haring & L.A. II, Craigie Horsfield, Bryan Hunt, Carlos Idun-Tawiah, JR, Hayv Kahraman, William Kentridge, Jannis Kounellis, Susanne Kutter, Miltos Manetas, Roberto Sebastian Antonio Matta Echaurren, Gerhard Merz, Mario Merz, Jonathan Monk, Davide Monteleone, Vik Muniz, Shirin Neshat, Denis Oppenheim, Adrian Paci, Park Eun Sun, Yan Pei-Ming, Alejandra Varela Perera, Alessandro Piangiamore, Laura Pugno, Davide Rivalta, Ugo Rondinone, Anri Sala, Eva Sajovic, Daniel Spoerri, Thomas Struth, Hiroshi Sugimoto, Newsha Tavakolian, Lihi Turjeman, Tursic & Mille, Cy Twombly, Ai Weiwei, Uwe Wittwer, Sislej Xhafa.

Casa Italia a Milano

Il percorso espositivo alla Triennale di Milano (viale Alemagna 6, Milano) si articola in nove sezioni, ciascuna dedicata a una musa ispiratrice di una disciplina artistica: linguaggio, architettura, arti figurative, paesaggio, gusto, musica, arte drammatica, innovazione e sport. La rappresentazione di ogni musa è affidata a un oggetto iconico delle Olimpiadi, proveniente dall’Olympic Museum di Losanna, a sottolineare come i valori espressi in ogni sezione della mostra siano condivisi e promossi dal Movimento Olimpico.


Casa Italia Milano © Marco Tripodi per Coni

Fin dalla fondazione delle Olimpiadi moderne, Pierre de Coubertin aveva concepito lo sport in stretta relazione con l’arte, riprendendo il modello dell’antica Grecia. Dalle Olimpiadi di Stoccolma del 1912 fino a quelle di Londra del 1948, gli artisti gareggiarono accanto agli atleti nelle competizioni olimpiche. Successivamente, la partecipazione artistica è proseguita attraverso l’organizzazione di esposizioni, pur senza l’assegnazione di medaglie. Ancora oggi, le Cerimonie di Apertura Olimpica rappresentano una forma di arte performativa capace di trasmettere l’universalità del messaggio olimpico, racchiudendo alcuni dei più alti valori espressi dall’umanità.

La gastronomia è parte integrante del racconto di Casa Italia e ne esprime l’identità culturale attraverso il valore del cibo. In questo contesto, Davide Oldani è protagonista a Casa Italia Milano, dove coordina le attività degli chef coinvolti. Lo spazio milanese si configura come luogo di incontro e rappresentanza, in cui la cucina accompagna eventi e momenti istituzionali, offrendo agli ospiti un’esperienza capace di unire gusto, cultura e spirito di squadra.

Casa Italia a Cortina

Casa Italia a Cortina d'Ampezzo (Belluno) ha scelto la sede di Farsettiarte, ubicata in pieno centro a Cortina (piazza Roma 10) e aperta nel 2020 a seguito di un progetto visionario che ha convertito la stazione di partenza della vecchia funivia, che univa il Belvedere a Pocol, in spazio espositivo. L’edificio si affaccia sul vecchio Municipio e sulla Basilica dei Santi Filippo e Giacomo da un lato, e sulle montagne di Cortina d’Ampezzo dall’altro. Qui il progetto Musa racconta, attraverso le voci di illustri artisti stranieri e italiani, la capacità dell’Italia, enciclopedica persino, di raccogliere custodire e valorizzare la diversità, cosa che il Movimento Olimpico Internazionale pone come uno dei sui valori più alti.


Casa Italia Cortina (fronte) © Natura e Architettura per Coni

La mostra presenta opere storiche di Giacomo Balla, Massimo Campigli, Mario Ceroli, Giorgio De Chirico, Filippo De Pisis, Jean Fautrier, John Giorno, Jiri Kölar, Joseph Kosuth, Sol LeWitt, Hermann Nitsch, Robert Rauschenberg, Ottone Rosai, Mario Schifano, David Tremlett, Ben Vautier, oltre a due fotografie di artisti legati al territorio lombardo veneto, Luca Campigotto e Piero Gemelli. La selezione dei lavori evidenza come, in diversi momenti del XX secolo e con linguaggi artistici molto vari, l’Italia, con il suo territorio così variegato da farne la seconda nazione per biodiversità dopo il Brasile, con la sua posizione geografica che la rende a tratti simile ai paesaggi del nord Europa e a tratti a quelli dell’Africa, con la sua storia di dominatori e dominati che la impreziosisce di storie e di monumenti di inestimabile valore, con la sua varia umanità e complessità di usi e costumi, si fa complice di quel processo magico che chiamiamo ispirazione.


Casa Italia Cortina (retro) © Natura e Architettura per Coni

A Cortina d’Ampezzo, l’offerta gastronomica di Casa Italia è affidata a Graziano Prest, del Ristorante Tivoli, e a Fabio Pompanin, del Ristorante Al Camin, che interpretano i sapori della tradizione alpina con particolare attenzione alla qualità delle materie prime e all’accoglienza.

Casa Italia a Livigno

Casa Italia a Livigno (Sondrio) si configura come un hub dinamico di attivazioni creative, animato da un ricco programma di eventi serali, musica e incontri aperti al pubblico dal pomeriggio fino a mezzanotte. Il Centro di Preparazione Olimpica Aquagranda (via Rasia 999) è uno spazio vivo e partecipato, in cui l’intrattenimento si intreccia con l’energia olimpica, dando vita a momenti di condivisione che celebrano lo sport, la musica e l’emozione dei Medal Moment.

A Casa Italia Livigno, infine squadra di chef locali guida atleti e ospiti alla scoperta dei piatti tipici del territorio, valorizzando ricette e prodotti che ne esprimono l’identità.


Casa Italia Milano © Marco Tripodi per Coni
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