Dal 15 al 29 gennaio 2026 è in programma al Mic - Museo Interattivo del Cinema di Milano (viale Fulvio Testi 121) NeveR Alone: una rassegna cinematografica sul colore bianco nel cinema italiano contemporaneo, curata da Daniela Persico per il progetto NeveR Alone di Casa Testori a Novate Milanese: si tratta di tre appuntamenti dedicati ai film Balentes di Giovanni Columbu, Canone Effimero di Gianluca e Massimiliano De Serio e Il tempo si è fermato di Ermanno Olmi.
Il bianco al cinema è un colore tanto fondamentale, quanto poco esplorato soprattutto nella contemporaneità. Con la scomparsa della neve, con la frenesia dei ritmi contemporanei e l’esplosione dello spettro dei colori, sempre meno cineasti si cimentano con la sfida che propone un colore totalizzante.
Attraverso lo sguardo di diversi autori del cinema contemporaneo italiano, si attraversa la storia di un colore che diventa materia pittorica nello splendido film d’animazione Balentes di Giovanni Columbu, storia di brigantaggio nelle terre sarde che segna un nuovo approdo per un regista dalla pratica unica. Il bianco appare, invece, come finale simbolico in Canone effimero, catalogo sonoro sulla tradizione orale italiana raccolta con dedizione e amore dalla coppia di registi Gianluca e Massimiliano De Serio, in un viaggio attraverso l’Italia, che è anche una ricomposizione della nostra memoria collettiva. I due film vengono presentati in anteprima alla presenza degli autori.
A completare la rassegna è uno dei film fondamentali sulla dimensione altra spalancata dalla neve, presentato grazie al restauro della Cineteca di Milano: Il tempo si è fermato, primo lungometraggio di Ermanno Olmi.
Di seguito il programma completo della rassegna (biglietti 6,50 euro).
- Giovedì 15 gennaio, ore 18.30 - Balentes di Giovanni Columbu. Ambientato in Sardegna nel 1940 e basato su un fatto realmente accaduto, Balentes racconta l’ingenua ribellione di due ragazzi che, venuti a sapere che alcuni cavalli verranno requisiti dall’esercito, tentano di liberarli per salvarli dal fronte. Traditi e inseguiti dalla milizia, i due si confrontano con la brutalità della guerra, che travolge la loro idealistica spinta alla protezione. Il film conferma la profondità dello sguardo di Giovanni Columbu, che costruisce una pittura in movimento fatta di chiaroscuri, gesti minimi e paesaggi primordiali. In Balentes, il bianco diventa un elemento decisivo: richiama il bianco originario delle prime immagini cinematografiche a cui si ispira, ma viene rielaborato da Columbu come materia pittorica in un film d’animazione dipinto a mano capace di opporsi, visivamente e simbolicamente, ai totalitarismi d’ogni tempo. Ed è proprio in questo bianco totale che la guerra irrompe come una macchia scura, spezzando l’innocenza dei protagonisti. Rievocando la memoria di un fatto reale, Balentes si trasforma in una parabola sulla guerra, sull’eroismo e sul destino dei giovani, destinati a essere inghiottiti dagli stessi meccanismi di violenza contro cui avevano tentato di opporsi. La proiezione avviene alla presenza del regista e dell’interprete Simonetta Columbu.
- Giovedì 22 gennaio, ore 18.30 - Canone effimero di Gianluca e Massimiliano De Serio. Un viaggio attraverso un’Italia sotterranea e quasi invisibile, lontana dalle narrazioni dominanti, dove sopravvivono forme musicali di tradizione orale minacciate dall’omologazione culturale. Diviso in undici capitoli, il film segue persone e comunità che custodiscono canti polifonici, tecniche artigianali e strumenti antichi, rivelando una sensibilità sonora radicata e fragile. Il bianco - quello ovattato della neve e quello metaforico dei silenzi - non è un colore ma una condizione: una soglia in cui voci e gesti affiorano e svaniscono. È il bianco della memoria, in bilico tra cancellazione e riemersione. In questa rarefazione, le tradizioni diventano segni minimi e fragili, proprio per questo più preziosi. Con un’estetica rigorosa fatta di camera fissa e lente panoramiche su volti e paesaggi, i De Serio compongono una meditazione visiva sul tempo, sul lavoro della musica e sulla trasmissione di gesti e saperi. Il film restituisce la forza della tradizione senza idealizzarla, mostrando come queste pratiche continuino a generare senso nonostante la pressione del presente, in un atto di resistenza culturale. La proiezione avviene alla presenza dei registi.
- Giovedì 29 gennaio, ore 18.30 - Il tempo si è fermato di Ermanno Olmi. Ambientato in un remoto rifugio alpino durante l’inverno, a cavallo tra realtá e finzione, il film racconta l’incontro tra due uomini costretti a condividere un isolamento fatto di neve, silenzi e gesti quotidiani. Uno è un giovane studente incaricato di sorvegliare una diga; l’altro un operaio più esperto, taciturno e diffidente. Nel lento scorrere dei giorni, la distanza tra i due si assottiglia: il lavoro diventa un ritmo comune, il paesaggio un orizzonte condiviso e la solitudine un’occasione di conoscenza reciproca. Con uno sguardo essenziale e profondamente umano, Olmi trasforma questa convivenza forzata in una riflessione sul tempo sospeso, sulla fragilità e sulla forza delle relazioni che nascono lontano dal mondo.