Ti ho sposato con allegria © Laila Pozzo
Sabato 24 e domenica 25 gennaio 2026 - rispettivamente alle ore 21.00 e alle ore 16.30 - il Teatro della Quattordicesima di Milano ospita lo spettacolo Ti ho sposato con allegria di Natalia Ginzburg, interpretato da Giampiero Ingrassia, Marianella Bargilli, Lucia Vasini, Claudia Donadoni e Viola Lucio, con la regia di Emilio Russo. Produzione: Tieffe Teatro Milano/Quirino Srl.
Ti ho sposato per allegria è la prima delle undici commedie di Natalia Ginzburg. La scrisse nel 1965, tre anni dopo avere vinto il Premio Strega con il suo capolavoro Lessico Famigliare. Come in quasi tutta la sua produzione affronta ancora temi eterni come l’amore, le relazioni, le madri, la morte, la diseguaglianza sociale. E ancora una volta ne parla quasi senza parlarne raccontando storie in apparenza semplici e familiari con la lingua concreta di tutti i giorni. Nel suo inconsueto articolarsi tra assenze e presenze, Ti ho sposato per allegria è una sorta di vertigine, di labirinto che conduce
nello stesso punto dal quale si è partiti e da dove si riparte forse cercando un altro percorso. Chissà? Da qualche parte prima o poi si dovrà uscire. O forse no.
Nessuno dei personaggi sembra mosso da empatia verso l’altro. Non Pietro nei confronti della madre e viceversa, non Vittoria nei confronti di Giuliana e viceversa, non Pietro nei confronti di Ginestra e viceversa. Insomma sembra tutto reggersi o crollare negli obblighi mal sopportati dei vincoli familiari e borghesi (tema sempre presente nell’autrice). E Giuliana e Pietro come si comportano? Il loro rapporto può reggere per l’allegria, può andare avanti con allegria? Che poi a ben vedere non è tanto nell’embrione di ménage familiare che i due affrontano, non c’era nelle premesse (lei ragazza randagia sull’orlo del suicidio, lui non certamente ricco di sentimenti, in lotta - forse inconsapevole - tra un anticonformismo da cui si sente attratto e la gabbia borghese) e non si sa se questa allegria (per i sudamericani è la felicità) ci sarà in seguito.
C’è invece una quasi paradossale sincerità nel mostrarsi per quello che si è. Una sincerità a volte brutale che fa ripetere ad entrambi e ossessivamente la domanda (a solo una settimana dal matrimonio e dopo qualche settimana di conoscenza) perché ci siamo sposati?.