Festa per i 50 anni del Teatro del Buratto: spettacoli, mostra e libro

Jolanda Cappi e Gianfranco Bella in Sotto la Tavola, 1990 Jolanda Cappi e Gianfranco Bella in Sotto la Tavola, 1990
Teatro Bruno Munari Cerca sulla mappa
DA Venerdì28Novembre2025
A Domenica30Novembre2025
Evento terminato

Il Teatro del Buratto festeggia cinquant’anni di attività, confermandosi punto di riferimento del teatro per l’infanzia e la gioventù in Italia. Nata a Milano il 28 novembre 1975 grazie a Tinin Mantegazza, Velia Mantegazza e Jolanda Cappi, la compagnia si è da sempre posta l’obiettivo di nobilitare e rinnovare il teatro italiano destinato ai più giovani, contribuendo a diffondere una cultura teatrale di qualità, capace di dialogare con le nuove generazioni.

Sin dagli esordi, il Buratto trova la sua casa nello storico Teatro Verdi di Milano, sede che ha accompagnato la sua crescita e la creazione di alcune delle sue produzioni più significative. A partire dal 2018, a questa importante realtà si affianca il Teatro Munari, progettato da Italo Rota: uno spazio moderno e versatile, oggi cuore delle attività della compagnia e centro di produzione, formazione e sperimentazione teatrale.

Per celebrare questa importante ricorrenza, il Buratto ha in programma un evento speciale in programma da venerdì 28 a domenica 30 novembre 2025 al Teatro Munari (via Giovanni Bovio 5): tre giorni di festa pensati per ripercorrere la storia di una compagnia, ma anche un’occasione per guardare al futuro con rinnovata energia e creatività. Un evento aperto alla città, dedicato a famiglie, scuole, operatori culturali e a tutti coloro che riconoscono nel Teatro del Buratto un patrimonio di cultura e immaginazione.

La serata inaugurale, venerdì 28 novembre (su invito), è riservata alle istituzioni e agli ospiti della compagnia (attori, amici, compagni di strada). Sono previsti interventi di Alberto Bentoglio, Silvio Oggioni, Claudia Canella intercalati da brevi proiezioni di alcuni spettacoli, un saluto di Velia Mantegazza e una dedica di Renata Coluccini a Jolanda Cappi (che non può essere presente); Giangilberto Monti regala al pubblico una canzone estratta dal suo nuovo spettacolo e vengono inoltre presentati il libro Utopia di un Teatro, ricco di testimonianze, racconti e materiali inediti che ripercorrono mezzo secolo di attività, e l’Archivio Storico del Buratto, un percorso digitale, documentale e video, pensato per le nuove generazioni di studiosi, operatori e anche appassionati. Sabato 29 e domenica 30 novembre alle ore 16.30 debutta la nuova produzione Teresa che catturò il buio, scritto e interpretato da Jessica Leonello e Roberto Capaldo (e per l’occasione si possono acquistare i biglietti a un prezzo speciale di 5 euro).

Infine, il pubblico può visitare gratuitamente la mostra che ripercorre le tappe fondamentali della storia del Buratto, accompagnata da performance dal vivo con gli attori della compagnia, che per tre giorni (da venerdì 28 a domenica novembre 2025) offrono ai visitatori un’esperienza immersiva che celebra il passato e il presente del teatro per l’infanzia. La mostra resta aperta fino a Natale nei fine settimana (sabato e domenica, ore 15.30-18.30), in concomitanza con gli spettacoli, permettendo così a un pubblico più ampio di conoscere la sua storia.


I quattro musicanti, 1979

Il Buratto ha contribuito a rinnovare il panorama teatrale italiano con 127 spettacoli, di cui 7 realizzati solo negli ultimi tre anni, che hanno incantato generazioni di spettatori, in Italia e all’estero. Da sempre caratterizzato da una visione artistica capace di coniugare innovazione e tradizione, la compagnia continua a esplorare linguaggi e tecniche che spaziano dal teatro d’attore al teatro d’immagine e di figura, con una speciale vocazione per il teatro su nero, forma espressiva che anima pupazzi, oggetti e ombre in una dimensione poetica e fortemente suggestiva. Gli spettacoli sono rappresentati a Milano, in tournée su tutto il territorio nazionale e all'estero.

Fra le sue prime produzioni si ricordano L’Histoire du Soldat (1975) di Igor Stravinskij per il Circuito scolastico del Teatro alla Scala, Pierino e il lupo (1975) e il celebre Cipì (1978), diretto da Velia Mantegazza con musiche e testi di Mario Lodi, Tinin Mantegazza e Franco Spadavecchia. Negli anni successivi la compagnia si è distinta per la costante ricerca artistica e drammaturgica: da Quello Stolfo da Ferrara (1983), tratto dall’Orlando Furioso e vincitore del Premio Eti Stregagatto, a Hello George di Vincenzo Cerami su musiche di George Gershwin; da Cappuccetto Bianco, ispirato a Bruno Munari, a Sotto la Tavola, Premio Eti Stregagatto 1991 e Biglietto d’Oro Agis.


Cappuccetto Bianco, 1989

Collaborazioni prestigiose e nuove sperimentazioni hanno dato vita nei primi anni Novanta a spettacoli come Babar, il piccolo elefante di Francis Poulenc (in coproduzione con il Teatro alla Scala, con scene e pupazzi di Altan), Paneblu e Fly Butterfly, Biglietto d’Oro Agis 1995. Negli anni Duemila si è rafforzato l’impegno nel teatro per l’infanzia con titoli come È pronto! A tavola! e Seme di Mela firmati da Aurelia Pini o Il mio papà è Ulisse e Pescatori di Stelle di Renata Coluccini. Il Buratto ha continuato a distinguersi, specialmente negli ultimi quindici anni, con produzioni innovative dedicate a tematiche sociali e culturali. Il progetto giovani, dedicato ai temi dell’adolescenza, ha affrontato con sensibilità e forza espressiva questioni sociali di grande attualità come il binge drinking (Binge Drinking: Mondo Liquido, 2011), il cyberbullismo (Nella Rete, 2013) e il gioco d’azzardo (Io me la gioco, 2015). A questi si aggiungono le produzioni Janis: take another little piece of my heart (2021) e Fashion victims: l’insostenibile realtà del Fashion (2022), che
continuano a riscuotere successo e saranno in scena a primavera 2026. Per il pubblico adulto spicca poi di Dario Fo e Franca Rame (2018), con la regia di Massimo Navone e, per l’infanzia Rumori nascosti di Emanuela dall’Aglio, del 2021 realizzato in coproduzione con Css di Udine.

Parallelamente la compagnia ha sviluppato un originale progetto di teatro in lingua inglese, in collaborazione con la compagnia scozzese Charioteer Theatre e la regia di Laura Pasetti, con titoli come A cup of tea with Shakespeare (2021), The Strange Case of Mr. Stevenson (2023) e il prossimo - in debutto nel 2026 - Romeo and Juliet (are dead). Un capitolo fondamentale della storia è rappresentato dalla sperimentazione nel teatro su nero, che ha portato il Buratto nei più importanti festival internazionali in Europa e America Latina: da Giocagiocattolo (2005) di Beatrice Masini a Nei cieli di Mirò (2011) e Becco di Rame (Premio Eolo 2017 come Miglior spettacolo di figura), fino a Kai nel cuore del blu (2023).

Per il Buratto il teatro è creazione, incontro e formazione. Fin dagli inizi, il Verdi ha ospitato compagnie ed artisti emergenti, diventando spesso il primo approdo milanese per nuove realtà e voci della scena contemporanea. Tra il 2007 e il 2019 la compagnia ha organizzato If: Festival internazionale di Teatro di Figura, che gli ha permesso di collaborare con numerose ambasciate, consolati ed enti culturali. Dal 1990, insieme a Elsinor, è anche organizzatore del festival Segnali, appuntamento di rilievo per il teatro ragazzi. Dal 2025 è il capofila dell’iniziativa Sciroppo di Teatro, rassegna di teatro per l’infanzia, promossa da Fondazione di Comunità Milano e Fondazione per l’Infanzia Ronald McDonald, che porta in scena 28 spettacoli in 9 teatri di Milano e Hinterland.

Lo stesso spirito di ricerca e apertura si ritrova fin dalla sua apertura al Teatro Munari, dedicato al teatro per l’infanzia. La formazione teatrale è un elemento essenziale della propria identità artistica e culturale. Ai percorsi formativi rivolti in particolare al mondo della scuola, che riconoscono nel teatro un potente strumento pedagogico capace di favorire la crescita personale, relazionale e cognitiva dei più giovani, si affiancano i corsi di teatro per tutte le età, centrati non sul risultato scenico ma sul processo di esplorazione, crescita e confronto che accompagna ciascun partecipante, in un ambiente inclusivo fondato sull’ascolto e sul rispetto delle differenze.

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