Oscar 2021: vince Nomadland. Delusione per Laura Pausini. Chi ha vinto e i momenti memorabili della serata - Magazine

Oscar 2021: vince Nomadland. Delusione per Laura Pausini. Chi ha vinto e i momenti memorabili della serata

Cinema Magazine Lunedì 26 aprile 2021

© facebook.com/LauraPausini/photos

Magazine - La Notte degli Oscar 2021 al Dolby Theatre è stata diversa dal solito ma, nonostante critiche e polemiche sui social, è riuscita a portare sugli schermi di tutto il mondo grandi emozioni. Numerosi sono stati infatti i momenti di commozione sul palco, dal ricordo del giovane Chadwick Boseman (mancato lo scorso anno e nominato alla candidatura come Miglior attore non protagonista nel film Ma Rainey’s Black Bottom) alle lacrime di Thomas Vinterberg per la figlia scomparsa da poco in un incidente, a cui ha dedicato la statuetta per il Miglior film straniero vinta con Un altro giro.

Vincintrice indiscussa di quest’anno è risultata la regista cinese Chloé Zhao, che con il suo Nomadland ha ottenuto l’Oscar per Miglior film e Miglior regia, oltre che portare Frances McDormand sul palco per il premio come Miglior attrice protagonista.

Ma quali sono gli altri vincitori di questa 93esima edizione degli Oscar?

Il premio a Miglior film e Migliore regia, come abbiamo già detto, va a Nomadland (2020) di Chloé Zhao. Racconta la vita dei nuovi nomadi americani, in particolare la vicenda di una donna che, dopo aver perso il marito, decide di attraversare gli Stati Uniti con il suo furgone, alla ricerca di se stessa. Il film della regista cinese-americana aveva già conquistato la critica, sia a Venezia con il Leone d’oro, sia ai Golden Globe, dove gli fu riconosciuto il primio come Miglior film drammatico.

Chloé Zhao, dopo aver ritirato il premio e raccontato un aneddoto sulla sua infanzia, ha recitato le prime parole di una poesia imparata da bambina: «Le persone alla nascita sono intrinsecamente buone. Continuo a crederlo anche oggi. Questo Oscar è per tutti quelli che hanno il coraggio a tener fede alla bontà in se stessi e negli altri nonostante le difficoltà».

Ed è Nomadland che vince anche il premio per la Miglior attrice protagonista, grazie alla pluripremiata Frances McDormand, al terzo Oscar dopo Fargo nel 1997 e Tre manifesti a Ebbing, Missouri  nel 2018. L’attrice ha dedicato il suo premio alla resilienza e alla gentilezza della comunità di nomadi, che ha potuto conoscere nei cinque mesi di viaggio per sette diversi stati americani. Ha esortato il pubblico a guardare il film sullo schermo più grande possibile, spalla a spalla, e poi, donando alla serata uno dei momenti più memorabili, ha ululato sul palco, in ricordo del sound mixer del film Michael Wolf, morto a 35 anni.

Contro ogni previsione del pubblico, il premio al Miglior attore protagonista va a Anthony Hopkins per il ruolo che assume in The Father – Nulla è come sembra (2020), film che racconta la difficile storia di un uomo che soffre di demenza senile e che arriva a non riconoscere più la premurosa figlia, interpretata da Olivia Colman. L’attore, a ben 83 anni, diventa il più anziano in assoluto a ricevere un Oscar, ma alla cerimonia non si fa vedere, perché attualmente risiede in Galles. La polemica sui social si è subito scatenata, alimentata anche dalla delusione per il mancato premio al favorito Chadwick Boseman, protagonista in Ma Rainey’s Black Bottom.

I premi come Miglior attrice e Miglior attore non protagonisti vanno invece rispettivamente a Yuh-Jung Youn, per il suo ruolo di nonna nel film drammatico Minari di Lee Isaac Chung, e a Daniel Kaluuya (già famoso per Scappa-Get out ed episodi di Skins e Black Mirror), per la sua interpretazione del leader delle Pantere Nere, in Judas and the Black Messiah di Shaka King. La famosa attrice coreana ha fatto ridere il pubblico, dopo aver ricevuto la sua prima statuetta dalle mani di Brad Pitt, esclamando: «Signor Brad Pitt, finalmente. Piacere di conoscerla» e aggiungendo poi: «Dov’è andato?» per farlo tornare sul palco con lei.

Il premio al Miglior film di animazione va a Soul, prodotto dai Pixar Animation Studios e diretto da Pete Docter e Kemp Powers. Il cartone, grazie ai raffinati brani di Jon Batiste, Trent Reznor e Atticus Ross, è un vero inno all'amore per il jazz e per questo ha vinto l’Oscar anche per la Migliore colonna sonora.

Parlando sempre di musica, il premio alla Miglior canzone originale è andato a H.E.R per Fight for you, canzone del film Judas and the Black Messiah. Delusione per il pubblico italiano che faceva il tifo per Laura Pausini e per la sua Io sì – Seen, canzone vincitrice del Golden Globe Awards 2021, per il film di Edorardo Ponti La vita davanti a sé. La cantante italiana comunque afferma: «Torno in Italia felice di aver vissuto un'esperienza irripetibile, nata per un messaggio importante che condivido completamente e per la grande passione che dopo ventotto anni ho ancora per la musica che non è solo il mio lavoro, ma è la mia vita».

Altri premi mancati per gli italiani per quanto riguarda la categoria Miglior trucco e acconciature e Migliori costumi, che speravano di vincere grazie al lavoro della squadra make-up, composta da Marl Coulier, Francesco Pegoretti e Dalia Colli, per il Pinocchio diretto da Guillermo del Toro. Entrambi i premi sono andati invece al film Ma Rainey’s Black Bottom di George C. Wolfe, che vanta la celebre Viola Davis tra i protagonisti. A vincere il premio sono Sergio Lopez-Rivera, Mia Neal e Jamika Wilson.

Il premio alla Miglior sceneggiatura originale va a Una donna promettente di Emerald Fennell, mentre alla Miglior sceneggiatura non originale al già citato The Father.

Mank, il film di David Fincher che racconta il retroscena di Quarto Potere, non riesce a vincere le statuette a cui aspirava, ma si aggiudica comunque il premio per la Miglior fotografia e quello per la Miglior scenografia.

Il premio come Miglior film internazionale va quest’anno a Un altro giro, del già citato danese Thomas Vinterberg. Il Miglior documentario è invece Il mio amico in fondo al mare, che racconta l’incredibile storia vera di amicizia tra un uomo e un polpo, diretto da Pippa Ehrlich e James Reed.

The Sound of Metal di Darius Marder vince il premio per il Miglior sonoro e il Miglior montaggio, mentre è Tenet di Christopher Nolan a vincere per i Migliori effetti speciali.

Tra i cortometraggi, vince il fantascientifico Due estranei, diretto da Free e Martin Desmond Roe; il premio a Miglior cortometraggio animato va al drammatico Se succede qualcosa, vi voglio bene, scritto e diretto da Will McCormack e Michael Govier; quello invece per il Miglior cortometraggio documentario a Colette di Anthony Giacchino.