Sciopero Amazon lunedì 22 marzo 2021: modalità e perché dello stop - Magazine

Sciopero Amazon lunedì 22 marzo 2021: modalità e perché dello stop

Attualità Magazine Martedì 16 marzo 2021

Centro Amazon
© Aboutamazon.it

Magazine - Amazon si ferma per un giorno. La trattativa tra Filt Cgl, Fit Cisl, Uiltrasporti e Assoespressi, sulla piattaforma per la contrattazione di secondo livello della filiera Amazon, «si è interrotta bruscamente a causa dell'indisponibilità dell'associazione datoriale ad affrontare positivamente le tematiche poste dal sindacato». Lo fanno sapere le tre sigle sindacali, in comunicato ai lavoratori, che hanno per questo indetto uno sciopero generale nazionale di 24 ore di tutto il personale della filiera di Amazon, quindi addetti degli hub e gli addetti alle consegne (i driver), nella giornata di lunedì 22 marzo 2021. Sono anche previsti presidi nelle singole città italiane.

Lo sciopero, che è di fatto il primo stop in Italia di tutta la filiera, riguarda tutto il personale dipendente di Amazon Logistica Italia cui è applicato il CCNL Logistica, Trasporto Merci e Spedizione, Amazon Transport Italia e di tutte le società di fornitura di servizi di logistica, movimentazione e distribuzione delle merci che operano per Amazon Logistica ed Amazon Transport.

Oltre all'indisponibilità dell'associazione datoriale ad affrontare positivamente le tematiche poste dal sindacato, i sindacati denunciano anche «la latitanza di Amazon sul tavolo del delivery e l'assenza di risposte della multinazionale americana in relazione alla prosecuzione del confronto, avviato a gennaio, relativamente al personale dipendente ed a quello che opera negli appalti dei servizi di logistica. Amazon manifesta - affermano - col suo comportamento inaccettabile, l'indisponibilità cronica ad un confronto con le rappresentanze dei lavoratori in spregio alle regole previste dal CCNL e ad un sistema di corrette relazioni sindacali».

«Il colosso di Seattle deve prendere atto, suo malgrado - dicono le tre sigle - che il sindacato fa parte della storia e del percorso costituente del nostro paese e con questo deve confrontarsi, in Italia». Molti i punti rivendicati da Filt, Fit e Uilt, che vanno dalla verifica dei carichi e dei ritmi di lavoro imposti nella filiera, una nuova organizzazione del lavoro, la stabilizzazione dei precari, la clausola sociale e la continuità occupazionale per tutti in caso di cambio appalto o cambio fornitore.