Drastico calo dello smog in Pianura Padana: le eloquenti immagini dell'Agenzia Spaziale Europea - Magazine

Drastico calo dello smog in Pianura Padana: le eloquenti immagini dell'Agenzia Spaziale Europea

Attualità Magazine Giovedì 19 marzo 2020

© contains modified Copernicus Sentinel data (2020), processed by ESA

Magazine - La notizia sembra narrarsi da sé attraverso le immagini, quelle di una “nuvola di smog” che, con la sua carica rossa, si riduce progressivamente fino a lasciare sulla Pianura Padana un alone giallo, molto meno intenso. Merito del lockdown conseguente all’emergenza sanitaria in Italia. A mostrare l’eloquente video è l'Esa, Agenzia Spaziale Europea, che rielabora visualizzandola sulla cartina italiana i rilevamenti del satellite Copernicus Sentinel-5P, capace di registrare diversi inquinanti atmosferici. Una netta diminuzione dello smog, in particolare del biossido di azoto, specialmente per quanto riguarda l’area della Pianura Padana, nord Italia, proprio la zona vessata dall’epidemia di Coronavirus.

Un’evidenza sottolineata da Claus Zehner ,che dirige la missione Copernicus Sentinel-5P: «la riduzione delle emissioni di biossido di azoto NO2 sulla Valle del Po in nord Italia è particolarmente evidente – dice – sebbene ci possano essere piccole variazioni dei dati dovute alla nuvolosità o al meteo, siamo inclini a credere che la riduzione delle emissioni coincida con il lockdown italiano, che ha generato una riduzione di traffico e di attività industriali».

L’Italia è in lockdown dal 12 marzo dopo una serie di decreti governativi sempre più stringenti deliberati per arginare un’emergenza che ha fatto del paese il secondo per morti dopo la Cina: chiuse scuole, attività commerciali e vietato uscire se non per strette necessità.

Il video-animazione dell’Esa mostra le variazioni delle emissioni in Europa dal 1 gennaio all’11 marzo 2020, con uno scatto di 10 giorni. «Copernicus Sentinel-5P Tropomi è il più accurato strumento con cui oggi possiamo misurare l’inquinamento dallo spazio – afferma Josef Aschbacher, ESA’s direttore dell’Earth Observation Programmes – i dati, disponibili in tutto il mondo grazie alla politica degli open data, forniscono informazioni cruciali per cittadini e i decision makers».

Come tuttavia osserva Arpa Piemonte, questa sola evidenza, basata su dati scientifici dell’ESA, non dà conto del fenomeno dell’inquinamento in Pianura Padana nella sua complessità. «Nel primo scorcio del mese di marzo si è assistito anche in Piemonte a una complessiva diminuzione dei valori di PM10 e biossido  di azoto, i due inquinanti  caratteristici dei mesi invernali – scrive infatti nel suo bollettino l’Agenzia Regionale per l’Ambiente - Poiché nello stesso periodo sono entrati in vigore a seguito dell’emergenza coronavirus i provvedimenti più restrittivi di limitazione degli spostamenti , può risultare  spontaneo pensare a un legame diretto  tra  i due fenomeni».

È necessario analizzare gli inquinanti rilevati e la loro presenza in atmosfera: la diminuzione dei valori di PM10 e biossido  di azoto NO2 nel mese di marzo avviene infatti ogni anno nelle regioni del  bacino padano, si tratta di un fenomeno legato alle condizioni meteorologiche e alla stagionalità: la primavera porta solitamente condizioni che favoriscono la dispersione degli inquinanti.

Se, inoltre, il biossido di azoto ha tra le fonti principali il traffico veicolare, il PM10, anche in area urbana, si genera dalla combustione di biomassa legnosa per il riscaldamento civile, portando il traffico veicolare al secondo posto in ordine di importanza.

«Le limitazioni alla mobilità entrate in vigore in questo periodo, a seguito dell’emergenza coronavirus, hanno quindi effetti  diversi  per i due inquinanti – spiega Arpa -  Nel caso del biossido di azoto vi è unicamente un effetto di diminuzione delle emissioni complessive, legato principalmente alla riduzione del traffico veicolare (sia rispetto alla media del periodo, sia in assoluto); per il PM10 l’effetto di riduzione delle emissioni invece può  parzialmente essere annullato da maggiori emissioni  da riscaldamento legato al maggior  numero di ore che i cittadini passano nelle loro case».

L’Agenza piemontese riporta come esempio i rilevamenti effettuati a Torino in una centralina di fondo e una di traffico (Lingotto per il PM10 e Rebaudengo e Consolata per NO2), dal primo gennaio al 15 marzo del 2020 rispetto a quelli misurati nello stesso periodo negli anni che vanno dal 2012 al 2019.

Per il PM10 è possibile notare nell’ultima settimana analizzata una diminuzione delle concentrazioni nel corso del 2020 che tende ad essere maggiore rispetto a quanto mediamente osservato negli anni passati. Per il biossido di azoto si conferma la tendenza del PM10, ma con una diminuzione meno evidente man mano che ci si avvicina alla primavera e una diminuzione più netta nella seconda settimana di marzo. Concludendo, secondo Arpa: «la diminuzione delle concentrazioni di PM10 e biossido di azoto delle ultime settimane è legata principalmente alle mutate condizioni meteorologiche, che dal periodo primaverile sono maggiormente favorevoli alla dispersione degli inquinanti, tuttavia si osserva anche un effetto dei provvedimenti di limitazione delle attività entrati in vigore a seguito dell’emergenza coronavirus. A causa delle differenti caratteristiche e della diversa influenza delle sorgenti emissive, quest’effetto principalmente legato alla riduzione del traffico veicolare, è più evidente per il biossido di azoto che per il PM10, nelle stazioni di traffico piuttosto che in quelle di fondo».