Rinoplastica: rischi e tempi di recupero dell'operazione al naso - Magazine

Rinoplastica: rischi e tempi di recupero dell'operazione al naso

Attualità Magazine Martedì 28 gennaio 2020

Magazine - Perfezionare alcuni lineamenti, specialmente del viso, è il sogno di molti. Si pensi per esempio che la rinoplastica, l’intervento per rimodellare la forma del naso, è tra gli interventi di chirurgia estetica più richiesti: il naso, infatti, occupa una posizione centrale nel viso e influenza l’intera immagine della persona.

È però molto importante informarsi prima di procedere, visto che per quanto riguarda la rinoplastica i rischi sono dietro l’angolo se ad eseguire l’intervento fosse un soggetto privo della competenza necessaria. Il parere di professionisti del settore, in particolare di chirurghi plastici o maxillo facciali con anni di esperienza nel settore, in questo caso è fondamentale. Così come è essenziale rivolgersi a studi e/o chirurghi con alle spalle una struttura attrezzata.

La rinoplastica non è un’operazione che può essere realizzata ovunque e da chiunque – afferma infatti a riguardo Alessandro dall’Antonia, chirurgo plastico della Clinica San Francesco di Verona - si tratta infatti di un vero e proprio intervento chirurgico e per questo deve essere effettuato all’interno di una struttura attrezzata da personale medico preparato, per non incorrere in rischi per la salute”.

Rinoplastica, rischi e possibili complicazioni. Ogni intervento chirurgico, vale anche per la rinoplastica, non è esente da rischi. Vediamo quali sono i principali, nell’ottica di rendere il potenziale paziente il più possibile consapevole.

  • Rischio estetico

Una forma asimmetrica del naso è un risultato possibile: più che di un intervento mal riuscito, si tratta però di un risultato del tutto naturale e prevedibile, considerato che il naso di per se non è mai perfettamente simmetrico. Che fare però in caso di forte insoddisfazione del paziente? La prima soluzione è pensare ad un intervento correttivo, che possa rimediare ad eventuali errori della chirurgia precedente. Questo del secondo intervento correttivo è un fenomeno in aumento negli ultimi anni perché alcuni medici, senza le competenze necessarie, si presentano al paziente come chirurghi plastici ed effettuano una prima operazione non sempre soddisfacente. È bene però sottolineare che, rispetto ad una rinoplastica primaria, il secondo intervento risulta sempre più difficoltoso.

  • Funzionalità del naso danneggiata

Un altro rischio, che può derivare da una operazione di rinoplastica, è un danno alla funzionalità del naso, che nei casi peggiori potrebbe tradursi in difficoltà respiratorie di diversa entità. Nel caso in cui il chirurgo, in un primo intervento, avesse rimosso troppe parti del naso, è necessario intervenire sulle stesse con innesti cartilaginei o ossei (sempre appartenenti allo stesso paziente). Anche nel caso di malformazioni o gravi traumi, che hanno colpito il paziente dopo la prima operazione, un secondo intervento è necessario.

  • Destabilizzazione psicologica del paziente

Un intervento mal riuscito può portare facilmente il paziente - uomo o donna che sia - ad una destabilizzazione psicologica. Chi decide infatti di rimodellare il naso lo fa, spesso, per una motivazione psicologica: avere un naso più bello e naturale, è un ragionamento comune, mi renderà più felice e sicuro di me. In presenza però di un risultato deludente, specialmente dal punto di vista estetico, non può che esserci un risvolto psicologico opposto e negativo. Se mal eseguito, dunque, l’intervento di rinoplastica può incidere sulla psicologia del paziente, sulla considerazione estetica e sulla funzionalità del naso della persona. Ecco perché è importante scegliere il chirurgo e la struttura a cui affidarsi considerando in primis la competenza e l’esperienza, e non soltanto l’aspetto economico, per affrontare l’intervento con maggiore sicurezza e serenità.

  • Rinoplastica: durata dell’intervento e tempi di recupero

Il ricorso alla chirurgia estetica, come abbiamo anticipato, non è più un tabù perché sempre più persone, sia uomini che donne, si affidano a ritocchini salva-bellezza. Ma come ci si prepara ad un intervento di rinoplastica? Quanto tempo si rimane sotto ai ferri? Esistono due metodi di intervento: il primo è l’accesso dalle narici, più invasivo per il paziente e con tempi di recupero più ampi. Il secondo è l’accesso con una piccola incisione sotto il naso, che permette un risparmio della mucosa. Tramite questo metodo, meno invasivo per il paziente, è garantita una ripresa più rapida e l’ematoma, fisiologico dopo una rinoplastica, viene riassorbito in pochissimo tempo.

Generalmente l’intervento di rinoplastica dura dall’una alle tre ore; può essere fatto in anestesia totale oppure locale con sedazione assistita, motivo per cui non è un intervento doloroso. Negli otto giorni successivi il paziente indosserà una ingessatura mentre, dopo 15 giorni, il naso si sgonfierà e riprenderà forma e funzionalità. È poi possibile che, nei giorni dopo l’intervento, possano verificarsi infezioni, gonfiori persistenti, sanguinamento o parestesie (sensibilità cutanea modificata). Sintomi che non sono gravi né ad alta incidenza. Per vedere i risultati definitivi dell’intervento, anche dal punto di vista estetico, bisogna però attendere dai 9 ai 12 mesi. Diffidate, quindi, da chi assicura un nuovo naso in un mese!