Magazine, 12/10/2026.
Nelle fiere e negli eventi professionali il biglietto da visita resta lo strumento con cui si conclude un primo contatto. Chi lo riceve al termine di un colloquio allo stand, dopo un convegno o durante un incontro con un potenziale cliente lo conserva come riferimento da cui ripartire nei giorni successivi, per chiedere un preventivo o fissare un appuntamento.
Il sistema fieristico italiano offre molte di queste occasioni. Secondo i dati certificati da AEFI e Prometeia e presentati a giugno 2026, nel 2025 in Italia si sono svolte 915 manifestazioni, con 152.000 espositori e 18,5 milioni tra visitatori e operatori professionali (il 6% in più rispetto al 2024), tra i quali 1,5 milioni di buyer esteri. Con numeri di questa portata, in una giornata di fiera un visitatore raccoglie i biglietti di molti espositori e li riprende in mano tutti insieme soltanto in un secondo momento. Per un'azienda, distinguersi significa consegnare un biglietto che si riconosce tra gli altri e che arriva in buone condizioni fino al momento del ricontatto.
Tra il momento in cui viene consegnato e quello in cui qualcuno lo riprende in mano, un biglietto raccolto in fiera compie un percorso più lungo di quanto si immagini. Dallo stand passa al portadocumenti o alla tasca della giacca, poi a una borsa insieme a cataloghi, brochure e campioni, dove resta per il resto della giornata e spesso per l'intera durata della manifestazione. Soltanto al rientro in ufficio il visitatore riordina i contatti raccolti e decide quali aziende ricontattare. Per i buyer esteri il viaggio prosegue in aereo o in treno, nel bagaglio, fino alla sede della loro azienda.
Anche dal lato dell'espositore il biglietto attende a lungo prima di essere consegnato: resta nella scatola sul bancone dello stand o nel portafoglio dei commerciali per tutti i giorni della fiera. Dato il percorso da intraprendere, converrebbe proteggere il cartoncino con la plastificazione, un sottile film applicato sulla superficie stampata, su un solo lato o su entrambi. Il film protegge il biglietto dall'usura, lo rende resistente all'abrasione e allo sporco e ne mantiene l'aspetto nel tempo.
L'effetto si vede nel momento in cui conta di più. Quando, giorni dopo, il biglietto torna sulla scrivania di chi deve decidere a chi rivolgersi, conserva l'aspetto che aveva allo stand, e con esso l'attenzione ai dettagli che l'azienda ha voluto comunicare.
Oltre a resistere, un biglietto raccolto in fiera deve farsi notare tra i tanti che il visitatore porta con sé. La plastificazione aiuta anche in questo, perché la finitura scelta cambia la sensazione del cartoncino tra le dita e il modo in cui riflette la luce. La finitura soft touch rende la superficie vellutata e morbida, mentre la finitura in rilievo UV le conferisce un effetto 3D: in entrambi i casi il biglietto si riconosce al tatto, anche quando si trova in mezzo ad altri dalla superficie liscia.
La resa visiva dipende invece dal contenuto grafico. Quando il biglietto riporta immagini di prodotto o fotografie, la plastificazione lucida ne rende più brillanti i colori, mentre per grafiche essenziali, costruite sul logo e sui testi, sarebbe preferibile quella opaca, che attenua i riflessi e dà al biglietto un aspetto sobrio.
La consistenza del cartoncino contribuisce all'impressione che il biglietto lascia in mano. La grammatura, cioè il peso della carta per metro quadrato, ne determina lo spessore: un cartoncino da 400 grammi risulta più rigido e corposo di uno da 300 e trasmette un'idea di solidità già nel momento della consegna. Per distinguersi si può lavorare anche sul formato. Accanto ai classici formati orizzontali da 8,5×5,5 e 9×5,5 centimetri esistono versioni verticali, formati stretti come il 9×4 e formati quadrati come il 5,5×5,5, che in una pila di biglietti rettangolari si notano subito. Gli angoli stondati, a loro volta, ammorbidiscono la sagoma del cartoncino.
Nella stampa dei biglietti da visita plastificati converrebbe sfruttare anche il retro. Vista la presenza di 1,5 milioni di buyer esteri nelle fiere italiane, un biglietto con il fronte in italiano e il retro in inglese permette a chi arriva dall'estero di ritrovare con facilità nome, ruolo e recapiti della persona incontrata.
Per dare vita a biglietti da visita plastificati di qualità è possibile rivolgersi a un punto di riferimento come Sprint24, tipografia online attiva da oltre vent'anni nella stampa personalizzata. Per chi vuole valutare dal vivo la differenza tra una superficie vellutata e una ruvida prima di scegliere, la tipografia mette a disposizione il campionario Carte e Lavorazioni, che raccoglie tutte le carte disponibili insieme alle nobilitazioni e alle plastificazioni.
Una fiera richiede di solito biglietti per più persone: commerciali, tecnici, responsabili dell'export, ciascuno con il proprio nome e il proprio ruolo sulla stessa grafica aziendale. Sprint24 permette di inserire fino a sei nominativi nello stesso ordine, così che la stampa biglietti da visita plastificati per l'intero stand si concluda con un'unica commessa, con le soluzioni per ciascuna persona imballate in una scatolina separata.
Le aziende che dispongono di un progetto grafico partono dai modelli scaricabili per ogni formato e caricano il proprio PDF. Il file viene sottoposto a una verifica automatica di dimensioni e font, e i colori impostati in RGB, il sistema degli schermi, o in Pantone vengono convertiti in CMYK, la quadricromia usata in stampa.
Su richiesta un tipografo controlla anche l'abbondanza di 5 millimetri per lato, lo spazio di sicurezza che permette al colore di arrivare fino al bordo una volta rifilato il biglietto, e la corrispondenza tra fronte e retro. Le aziende senza un progetto grafico possono invece affidare l'impaginazione a un grafico di Sprint24, che dopo l'ordine contatta l'azienda per definire il biglietto partendo dai modelli della tipografia o da esempi forniti dal cliente.