Orridi in Lombardia: cosa sono e come raggiungerli, dal Lago di Como all'Oltrepò Pavese - Lecco

Orridi in Lombardia: cosa sono e come raggiungerli, dal Lago di Como all'Oltrepò Pavese

Cultura Lecco Mercoledì 1 giugno 2022

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Orrido di Bellano
© Carlo Borlenghi

Lecco - La natura è spesso capace di regalare paesaggi o ambienti mozzafiato, luoghi unici in cui riesce a mostrare tutta la sua potenza e magnificenza. È il caso per esempio dei cosiddetti orridi, profonde gole rocciose presenti soprattutto nei pressi di fiumi o torrenti. Queste formazioni naturali, infatti, si vengono a creare quando le acque dei corsi d’acqua scorrono verticalmente, precipitando per anfratti o grotte, formando vere e proprie cascate che scavano nella roccia.

Grazie dunque alla forza dell’acqua che sbatte nel corso dei secoli sulle rocce, scavando e modellando, si vengono a formare questi profondi canyon, detti appunto orridi. Essi possono assumere forme di ogni tipo, ma sono accomunati dall’essere luoghi strettissimi, spesso freddi, bui e quasi spaventosi. Anche per questo vengono chiamati - appunto - orridi, formazioni naturali certamente spettacolari da osservare in tutta la loro maestosità, ma allo stesso tempo con un aspetto che incute un po’ di timore soprattutto per la loro profondità

In Italia la Lombardia è tra le regioni più ricche di orridi, per via di molti corsi d’acqua e valli rocciose presenti sul territorio. Quali sono i più spettacolari e dove vederli? Ecco un elenco di quelli da vedere, partendo da quelli nella zona del Lago di Como fino ad arrivare a quelli più a sud nel pavese

1 - Orrido di Bellano (Lecco) 

Nei pressi della località di Bellano, sulla sponda lecchese del Lago di Como, si trova l’orrido di Bellano. Una gola naturale generatasi circa 15 milioni di anni fa, la cui origine è ancora incerta. Alcuni dicono si sia formata dall’erosione della roccia provocata dal torrente Pioverna, altri sostengono si sia creata per via di alcuni movimenti tettonici e terremoti. Il luogo è visitabile grazie ad alcune passerelle in legno fissate nella roccia, che consentono di ammirare le cascate, la vegetazione e scorci che affacciano sull’acqua azzurrissima. Il percorso è adatto a tutte le età, comprese le famiglie con bambini, ed è facilmente raggiungibile dal centro di Bellano. Nello specifico bisogna recarsi nella piazza della chiesa di San Nazaro e Celso, salire le scale alla sua destra: lì si trova il cancello d’ingresso all’orrido, con la biglietteria e un comodo percorso pedonale per raggiungere la destinazione. 

2 - Orrido di Nesso (Como)

Sempre nei pressi del Lago di Como, stavolta sulla sponda orientale comasca del lago, si trova l’orrido di Nesso. Una spettacolare gola naturale all’interno del borgo di Nesso, formatasi grazie all’azione di due torrenti, il Tuf e il Nosè, che poi unendosi si gettano nel Lago di Como. Ciò che si può ammirare è una vera e propria cascata, un salto d’acqua con un dislivello di 200 metri. Raggiungere l’orrido è davvero semplice, grazie ad un percorso pedonale che dal Belvedere di Nesso porta all’orrido. Occorre infatti seguire le indicazioni per Ponte della Civera, salire una scalinata di oltre 340 gradini eraggiungere il ponte passando a piedi sotto un portico: così si raggiunge l’orrido di Nesso. Un luogo in cui respirare un’atmosfera magica, ascoltare il rumore dell’acqua che scorre e ammirare un bellissimo panorama sul lago, come lo descriveva anche Leonardo da VinciNesso, terra dove cade un fiume con grande empito, per una grandissima fessura di monte. 

3 - Orrido di Caino (Como) 

Presso la località di Crevenna, vicino ad Erba in provincia di Como, si trova l’orrido del Caino. Un luogo ricco di pareti rocciose, grotte e boschi con fitta vegetazione, creatosi per l’azione dell’acqua del torrente Bova all’interno della omonima valle. L’orrido si trova infatti al termine della vallata ed è raggiungibile tramite un percorso a piedi di circa 40 minuti di camminata da Crevenna. Il sentiero presenta inizialmente un tratto pianeggiante, poi una mulattiera sterrata in salita con una pendenza media e infine una discesa presso la località di Sambrughera, che porta alla fine della valle e quindi all’orrido di Caino. Il nome deriva dalla credenza antica secondo la quale, nel 1600, questo luogo fosse spesso un rifugio per briganti di ogni tipo. Una volta giunti a destinazione dunque è possibile ammirare le rocce scavate dall’erosione del torrente Bova, la cascata che passa tra di loro e l’ambiente di natura incontaminata lì presente.  

4 - Orrido di Ponte Oscuro (Como) 

Alle spalle della località di Asso, in provincia di Como, si trova l’orrido di Ponte Oscuro. Una gola stretta, profonda e tortuosa, in cui scorrono verticalmente le acque del fiume Lambro. Tutto ciò e ammirabile dal Ponte Oscuro, lungo circa 15 metri, che sovrasta l’orrido e permette di avere una visione panoramica del luogo, essendo 25 metri più in basso. Allo stesso tempo è possibile passeggiare nell’ambiente che circonda l’orrido grazie ad una passerella pedonale detta del Fili, dedicata all’attrice di teatro Filiberta Berlingeri. Sia dal ponte, sia dalla passerella sono ammirabili, dunque, le insenature, le rocce e un suggestivo spettacolo di salti, schiuma e vortici d’acqua tra le vasche scavate dalla corrente d’acqua.  

5 - Orrido di Cunardo (Varese) 

Nel comune di Cunardo, in provincia di Varese, si trova un omonimo orrido, composto da una serie di cavità carsiche sotterranee formate dall’azione del torrente Margorabbia. Il luogo è accessibile dalla cavità principale detta Antro dei Morti, a pochi minuti di cammino dalla strada provinciale, e presenta un percorso con una serie di gallerie e grotte molto suggestivo. La parte iniziale è adatta a tutti, seppur necessita l’uso di catene fornite sul posto, mentre la parte più interna dell’orrido è riservata agli escursionisti più esperti. Le insenature e i cunicoli sono infatti molto stretti e senza le necessarie competenze potrebbero risultare pericolosi.  

6 - Orrido di Bracca (Bergamo) 

All’interno della Val Serina, dall’erosione prodotta dalle acque del torrente Ambria, sorge l’orrido di Bracca. Una grande gola profonda e spettacolare, soprattutto nel periodo invernale quando l’acqua del torrente, che scorre tra le rocce del luogo, si ghiaccia e forma delle fantastiche stalattiti. Spesso infatti l’orrido di Bracca viene soprannominato, la cascata di ghiaccio, dando proprio questa impressione con l’arrivo del freddo e delle basse temperature. L’orrido è ammirabile poi grazie ad una strada, che si snoda al suo interno, costruita tra il 1872 e il 1882. Un lungo percorso scavato nella roccia e costruito sui muri di sostegno ai margini del fiume, largo cinque metri e composto da ben otto ponti e due brevi gallerie.  

7 - Orrido di Castro (Bergamo) 

Sulla sponda orientale del Lago d’Iseo, tra le località di Riva di Solto e Castro, sorge l’Orrido di Castro. Precisamente si trova a Zorzino, piccola frazione di Riva di Solto, ed è composto da due grandi faraglioni rocciosi a strapiombo sul lago. Lo spettacolo naturalistico offerto è davvero suggestivo, osservando la presenza di differenti insenature nelle rocce che compongono l’orrido. Quest’ultimo inoltre è raggiungibile percorrendo la litoranea in uscita da Castro, in direzione sud, costeggiando il lago e passando sotto alcuni tratti di gallerie. La passeggiata è assolutamente piacevole e in un’ora e trenta/due ore, si può godere di uno spettacolo naturalistico non indifferente. 

8 - Orrido della Val Taleggio (Bergamo) 

Tra la frazione di Roncaglia Entro e la frazione Sottochiesa, nel bergamasco, sorge l’orrido della Val Taleggio, detto anche orrido dei Serrati o di San Giovanni Bianco. Una gola lunga circa 3 chilometri, formatasi grazie all’azione erosiva delle acque del torrente Enna. L’intero paesaggio è caratterizzato da natura incontaminata e pareti a strapiombo su cui scorrono cascate, che nel periodo invernale si ghiacciano completamente. L’orrido inoltre è facilmente raggiungibile grazie ad una strada tracciata tra il 1902 e il 1910, percorribile con qualsiasi veicolo. Il consiglio è quello però di passeggiare o di percorrere in bici la strada, per godere al meglio tutte le bellezze naturalistiche del posto. 

9 - Orridi della Via Mala (Brescia) 

Per gli amanti del trekking di montagna, un percorso tra le rocce e gli orridi della Via Mala del Dezzo è davvero ideale. La Via Mala univa la Val d’Angolo con la Val di Scalve, all’interno del territorio bresciano, e venne chiamata così perché la parola Mala indicava una strada accidentata e inquietante in alcuni tratti. Attualmente le due valli sono collegate da una strada provinciale, ma una parte dell’antico percorso è tranquillamente realizzabile a piedi per circa un chilometro. Per fare ciò è necessario partire a Darfo Boario Terme, in Val Camonica, salire ad Angolo Terme e proseguire in direzione della Val di Scalve. Realizzando questo percorso si passa attraverso strade strette e gallerie, circondate da rocce e orridi prodotti dall’azione erosiva del fiume Dezzo

10 - Orridi di Sant'Antonino (Pavia) 

All’interno dell’Oltrepò Pavese, in prossimità della località di Torrazza Coste, si trovano gli orridi di Sant'Antonino. Un luogo suggestivo caratterizzato da rocce e burroni, creati dall’azione erosiva del Rio Fossone. Le pareti sono bianche per via del calcare e al loro interno si possono trovare minerali o addirittura fossili marini, facendo pensare che nella zona un tempo ci fosse il mare. Il punto migliore per ammirare gli orridi è nel piccolo paese di Nebbiolo, situato in altura lungo una strada chiusa. Quest’ultima è molto stretta e non sempre accessibile, quindi è raccomandabile percorrerla con automobili di piccole dimensioni. Allo stesso tempo gli orridi di Sant'Antonino sono raggiungibili anche a piedi, con una passeggiata di circa un’ora, partendo dal cimitero di Torrazza Coste e seguendo le indicazioni del sentiero n.1 o dei Tre Campanili. 

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