Le macerie del Ponte Morandi nel nuovo Parco del Polcevera: ecco come sarà - Genova

Le macerie del Ponte Morandi nel nuovo Parco del Polcevera: ecco come sarà

Attualità Genova Giovedì 23 aprile 2020

Il Memoriale
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Genova - Dopo l'aggiudicazione del concorso internazionale del masterplan di rigenerazione del Quadrante Polcevera e del nuovo parco urbano, il raggruppamento temporaneo composto dallo studio Stefano Boeri Architetti, capogruppo del team di progettazione, Metrogramma di Andrea Boschetti, Inside Outside di Petra Blaisse, con Mobility in Chain, Transsolar Energietechnik, Studio Laura Gatti, Secondo Antonio Accotto e la consulenza specialistica di H&A Associati, Temporiuso e dell’artista Luca Vitone, ha avviato un processo partecipativo insieme al comune di Genova, l’assessorato all'Urbanistica ed Urban Lab.

A seguito di diversi incontri con la cittadinanza e una serie di soggetti, pubblici e privati, portatori d’interesse (in primis, il Comitato dei familiari vittime, i cittadini di Via Porro e Via Fillak e di Certosa, le scuole e il Municipio, il Comune, la Regione, Confindustria, FILSE, Ansaldo Energia, San Giorgio Seigen, Ireti),  Il Parco del Ponte ha ora un progetto ben definito, con il nuovo Campus dell’innovazione sulla sponda occidentale del Polcevera, il Memoriale e la Serra della biodiversità mediterranea tra la sponda est, il quartiere di via Porro e via Fillak, il Parco della Nora verso il fronte collinare est; sono state coinvolte anche aree di Rete Ferroviaria Italiana, a completamento della piazza denominata Genova nel Bosco, grazie a un protocollo di intesa con il comune.

Come espresso fin dalle prime fasi del concorso, l’obiettivo dell’intervento, oltre a creare un nuovo spazio pubblico di qualità e un giardino della biodiversità, è quello di connettere, attraverso una nuova infrastruttura ciclo-pedonale e di energia, il Cerchio Rosso, aree che oggi sono tra loro separate. Il sistema delle piazze e dei parchi, insieme al nuovo anello immaginato nella fase di concorso, saranno luoghi rigenerati che correranno sotto il nuovo ponte di Renzo Piano, la cui inaugurazione è prevista per il mese di luglio 2020; elementi simbolici e manifesto di una ricucitura urbana tra le due sponde della vallata.

«Il Parco del Ponte è un progetto di rigenerazione urbana che sarà d'esempio per tutta Europa», sostiene il sindaco di Genova Marco Bucci: «andiamo a riqualificare e valorizzare un territorio con evidenti ricadute positive per la città ma soprattutto per i quartieri limitrofi all'area sottostante il nuovo viadotto sul Polcevera. Abbiamo lavorato perché i cantieri potessero essere avviati una volta pronto il ponte e siamo nei tempi prestabiliti. Arriviamo alla definizione del progetto preliminare grazie anche al contributo della cittadinanza coinvolta nei tavoli di consultazione e devo ringraziare in modo particolare il Comitato dei familiari delle vittime di Ponte Morandi per avere accettato di essere parte attiva di questo progetto nella parte relativa alla definizione dello spazio, fruibile alla cittadinanza, che ci ricorderà cosa è accaduto il 14 agosto 2018 e le 43 persone che hanno perso la vita in quella tragedia».

«La presentazione del progetto di fattibilità era un passaggio atteso ed è significativo che avvenga proprio ora, perché è il segnale del fatto che l'iter sta procedendo nei modi e nei tempi previsti», commenta Paolo Raffetto, presidente dell'Ordine degli Architetti Ppc di Genova: «anche alla luce della situazione del tutto particolare venutasi a creare per l'emergenza Coronavirus, il cui impatto è stato particolarmente pesante anche per molti colleghi, è importante e motivo di conforto sapere che un progetto così rappresentativo per la nostra città vedrà presto la luce». Ma veniamo ai dettagli del progetto.

Il Parco come sistema idraulico resiliente

Il sistema dei parchi ripristina l’originale permeabilità dell’area rimuovendo le pavimentazioni e sostituendole con un sistema vegetazionale, sportivo, ludico, produttivo e di orti comunitari che porterà qualità climatica, ambientale, acustica e quindi sociale per la comunità. I giardini, i percorsi e le piazze sono progettati per gestire al meglio le acque meteoriche: saranno intensamente piantumati con alberi, arbusti, prati e piante perenni. Le piazze sono progettate con sistemi di raccolta e rilascio delle acque meteoriche tramite infiltrazione negli strati profondi del sottosuolo. Questo aumenterà la capacità di ritenzione nel sito, diminuendo il carico sulla rete di smaltimento delle acque piovane e in definitiva sul torrente.

Il Cerchio Rosso come connettore efficiente

Grazie alla realizzazione del Cerchio Rosso, parte di un reticolo di mobilità sostenibile sviluppato in collaborazione con Mobility in Chain, l’infrastruttura ciclo-pedonale, il landmark urbano e la rete di percorsi del Parco del Ponte collegheranno e animeranno tutte le aree verdi costruite a diversi livelli, in modo che l’intero parco possa diventare non solo un’esperienza attraente per tutti, ma anche un efficiente connettore urbano e sociale. Il Cerchio Rosso fungerà anche da dispositivo di distribuzione dell’energia rinnovabile nel nuovo network energetico del Polcevera, messo a punto grazie al contributo di Transsolar Energietechnik, che si potrà sviluppare in futuro per il quartiere.

Il parco come ecosistema urbano equilibrato

Questo obiettivo va di pari passo con l’ambizione di creare, in questa porzione complessa della città di Genova, le giuste condizioni (suolo, acqua, microrganismi) per collezionare un insieme vario di piante, arbusti e alberi. Questi potranno attirare la fauna locale, l’entomofauna e l’avifauna. I vari giardini saranno intrecciati con giochi d’acqua, impianti sportivi, aree wellness, aree aperte per molteplici usi e parchi giochi per bambini siti a pochi passi da case e scuole. La Serra della biodiversità mediterranea sarà una anticipazione di questa varietà vegetale e faunistica.

Il parco come spazio pubblico e aperto tutti

Trasformando l’area in un insieme attivo e diversificato, il paesaggio creerà punti di vista sorprendenti invitando le persone a divertirsi e a farne esperienza in molti modi ogni giorno. Utilizzato, come Campus sulla sponda ovest, per la ricreazione, l’istruzione, lo sport, la meditazione; o come luogo della memoria e di incontro sociale e culturale sulla sponda est e nel quartiere, il sistema dei parchi e degli spazi pubblici da est-ovest collegherà le diverse comunità che abitano entrambi i lati del torrente Polcevera e attirerà anche nuovi fruitori dal resto della città e del territorio.

Il parco come luogo della memoria

Come concordato nei diversi incontri nei mesi di novembre, dicembre e marzo, con i familiari delle vittime del crollo del Ponte Morandi, il luogo della memoria, già immaginato in fase di concorso, corrisponde nel progetto attuale al sedime della Pila 9 dell’ex Ponte Morandi, dove sarà accolto il Memoriale. Nel quartiere di via Porro e via Fillak nascerà invece la nuova piazza, chiamata Genova nel Bosco che ricuce l’area residenziale brutalmente interrotta dalle demolizioni successive al crollo del Ponte Morandi. Una scultura/installazione concepita con l’artista Luca Vitone e fatta da un doppio anello di alberi, esemplari selezionati tra le specie presenti nel parco.

Il Memoriale

Il Memoriale, pensato da Stefano Boeri insieme ai familiari delle vittime, si svilupperà in una sequenza di ambienti con diversi gradienti di intimità e trasparenza, dall’interno verso l’esterno: uno spazio destinato ai familiari delle vittime del crollo del Ponte Morandi accessibile tramite un ingresso riservato su via Campi; il Museo della Memoria aperto a tutti, al quale sarà possibile accedere anche attraverso il Giardino della Memoria; e la Serra della biodiversità mediterranea, affacciata sulla promenade pedonale lungo torrente.

L'intervento architettonico andrà a recuperare la parte nord-est del fabbricato industriale dell’ex Amiu, che ospiterà parte delle macerie del Ponte Morandi e materiali informativi ed audiovisivi sulla storia e le vicende del crollo. Le parti ovest e sud dell’edificio saranno, invece, demoliti e sostituiti da una struttura leggera e trasparente, la Serra, che accoglierà tra gli altri la collezione delle felci arboree del comune di Genova. Il piano terra dell’edificio che ospita attualmente gli uffici Amiu, a sud del lotto, potrà essere dedicato ai bambini grazie alla possibile riconversione in ludoteca. Il Memoriale sarà immerso in una sequenza di stanze verdi, giardini mediterranei con graminacee e perenni, alberi di mandarino in vaso, alberi da frutta, tigli e salici, e pavimentazioni in basalto e legno. Dalla promenade si potrà entrare in questo sistema di spazi intimi e protetti, ribassati rispetto alla strada.

«Quando ho visitato per la prima volta il capannone ex Amiu dove sono ospitate le macerie del Ponte Morandi, ho capito che in quel luogo, senza grandi trasformazioni, esistevano già le condizioni per un Memoriale», spiega Stefano Boeri, capogruppo del team. «Un luogo che fosse insieme rispettoso del dolore dei parenti delle vittime e potente nella denuncia e nella documentazione della tragedia del 14 agosto 2018. Insieme ai miei colleghi abbiamo parlato a lungo con i parenti delle vittime, ascoltato la loro sofferenza insieme al desiderio di un ricordo indelebile e anche privato dei loro cari. È nata così l’idea del Memoriale che sarà realizzato sotto l’ex Pilone 9 del Ponte Morandi (dove sono morte la maggior parte delle vittime) in un manufatto esistente. Al suo fianco nascerà una nuova architettura leggera e trasparente dedicata - come tutto il nostro progetto per il Polcevera - ad una rigenerazione botanica e verde ispirata al grande valore della biodiversità».

La Green Factory, un nuovo Campus dell’innovazione e della ricerca

Sulla base di quanto immaginato nel progetto di concorso, si è affrontato parallelamente con Metrogramma, l’amministrazione comunale e i portatori di interesse della realtà ndustriale della sponda occidentale della valle (Filse, Ansaldo Energia, San Giorgio Seigen, Ireti, Confindustria Genova) il possibile futuro sviluppo della Green Factory, un nuovo Campus dell’innovazione e della ricerca. Si prevede il recupero dell’edificio del Bic (Filse) cui si affiancheranno due nuove architetture a servizio della ricerca avanzata e dello sviluppo delle tecnologie di domani. In questo modo, a seguito del processo necessario di concertazione e di reperimento dei relativi finanziamenti, sarà possibile sviluppare il Campus in maniera integrata con Parco del Polcevera, che nella sponda ovest del torrente avrà dunque un carattere di parco industriale e di ricerca.

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