Coronavirus in Liguria: l'ordinanza per chi è arrivato da aree a rischio. Divieti e numeri utili - Genova

Coronavirus in Liguria: l'ordinanza per chi è arrivato da aree a rischio. Divieti e numeri utili

Attualità Genova Lunedì 9 marzo 2020

© Pixabay

Genova - «Abbiamo chiesto a tutti i cittadini provenienti dalla Lombardia o dalle zone equiparate alla Lombardia (zone rosse e arancioni), che sono venuti in Liguria dalla mezzanotte del 24 febbraio e non vi siano residenti, i cui spostamenti verso la Liguria e dalla Liguria non siano per comprovate esigenze lavorative o dettate da situazioni di necessità o da motivi di salute (nel caso compilare l'apposito modulo), di segnalare la loro presenza e il loro domicilio in Liguria attraverso la casella di posta elettronica sonoinliguria@regione.liguria.it o comunicarlo ai numeri telefonici 010 54857767 - 010 548679  e soprattutto di restare a casa e non uscire. L’obbligo di segnalazione scatta dalle ore 14 di lunedì 9 marzo 2020».

Lo ha comunicato il presidente di Regione Liguria Giovanni Toti dopo aver lavorato insieme alla task force regionale all’ordinanza regionale emanata oggi, a seguito del dpcm del governo per contrastare la diffusione del Coronavirus. I numeri telefonici, attivi da domani alle 14, sono contattabili, dalle ore 9 alle 12.30 e dalle 14 alle 16. La segnalazione deve riportare le seguenti informazioni, per ogni componente del nucleo familiare: nome e cognome; data di nascita; contatto telefonico; data di arrivo in Liguria e provenienza; indirizzo completo del domicilio in Liguria.

L’ordinanza del presidente di Regione Liguria vieta, inoltre, alle strutture ricettive e ai proprietari degli appartamenti a uso turistico della Regione Liguria di ospitare soggetti nei confronti dei quali si applichino le limitazioni previsti dal dpcm del governo, e cioè che siano residenti in Lombardia oppure nelle province di Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Rimini, Pesaro e Urbino, Alessandria, Asti, Novara, Verbano Cusio-Ossola, Vercelli, Padova, Treviso e Venezia. L’ordinanza regionale con la prevista disposizione resta in vigore fino al 3 aprile 2020.

«Si tratta di disposizioni di buon senso e ci aspettiamo che le persone le rispettino per senso civico - ha sottolineato il presidente Toti -  Ci aspettiamo collaborazione. In questo momento siamo ancora in una fase di relativa tranquillità rispetto alla disponibilità dei posti letto in terapia intensiva. Per questo dobbiamo fare in modo di evitare il più possibile il diffondersi del contagio e abbiamo il dovere e diritto di sapere dove sono le persone in questione per evitare l’aumento del contagio che può mettere in difficoltà le nostre strutture. Tutto questo non si applica a coloro che sono qui per ragioni di lavoro».

Il presidente Toti ha ricordato che «in un momento come questo serve rarefare il più possibile i contatti perché i cluster del passato non esistono più, dobbiamo sapere a quante persone eventualmente servono cure di terapia intensiva per poter offrire a tutti le cure più adeguate. Siamo convinti che le persone ci aiuteranno»

Il presidente ha voluto anche lanciare un messaggio ai liguri, visto quello che è accaduto a Boccadasse con centinaia di persone e di bambini sulla spiaggia. «Tutto le nostre prescrizioni sono in utili - ha detto Toti - Se i nostri concittadini si affollano su una spiaggetta tutti insieme, non ha senso infatti per le famiglie sobbarcarsi del peso di non mandare i figli a scuola per evitare il contagio e poi procurarselo andando tutti insieme al mare».

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