Cultura Genova Domenica 12 maggio 2019

Genova, riapre il Museo di Villa Croce con biblioteca, collezione e Art Spaces: le foto

© Andrea Sessarego
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Genova - Dopo un anno, riapre il Museo d’arte contemporanea di Villa Croce, che torna a nuova vita per riprendere il suo posto nel panorama della cultura contemporanea a Genova. Tutti gli spazi di Villa Croce sono stati ripensati per la riapertura, con un nuovo progetto illuminotecnico e l’esposizione della collezione permanente lungo i tre piani del museo (170 opere), aperti ad accogliere i visitatori e genovesi. Ricordiamo che il patrimonio artistico di Villa Croce conta, in tutto, 4000 opere di artisti tra cui Lucio Fontana, Osvaldo Licini e Alberto Magnelli.

Una speciale project room è destinata ai nuovi linguaggi espressi da giovani artisti e studenti dell’Accademia Ligustica di Belle Arti per creare un rapporto privilegiato di scambio nella realizzazione di progetti e situazioni artistiche. Si riattivano i laboratori didattici per le scuole in un nuovo ambiente e riapre la biblioteca specializzata in arte contemporanea, che ha aumentato la sua capacità di accoglienza e si ripresenta sotto una veste artistica come ideale prosecuzione del museo. La biblioteca, per studenti e non solo, è da 24/25 posti (disponibile dal lunedì al venerdì) e circondata da opere d'arte.

Nel "nuovo" Museo di Villa Croce, per cui ancora non esiste una programmazione e non ci sono tempi certi per il ritorno di un curatore, sono allestite mostre di arte contemporanea in mezzo alle opere della collezione, e programmate conferenze ed eventi legati alle ricerche e alla cultura attuale. Si parte, dal 9 maggio e fino al primo settembre 2019 con la mostra Art Spaces, visitabile dal venerdì alla domenica. Gli spazi dell’arte, una rassegna curata da Sandro Parmiggiani, che parte da un progetto scientifico-ecologico relativo alla denuclearizzazione dei territori, per ragionare su temi contemporanei e particolarmente sensibili per le generazioni future. 52 opere di altrettanti artisti (italiani e stranieri) sul tema della tutela ambientale.

I 52 artisti coinvolti sono intervenuti su un fusto cilindrico d’acciaio nero, di dimensioni 90 x 60, destinato a contenere e a fare decantare i rifiuti radioattivi, realizzando, attraverso tecniche, materiali e modalità espressive assai diversi, legati al linguaggio che ciascun artista ha sviluppato e adottato nel corso del suo percorso, opere che in un qualche modo tendono anche a misurarsi con gli obiettivi enunciati con questa iniziativa.

Profondamente diverse sono stati modalità di creazione ed esiti delle opere: alcuni artisti sono intervenuti sul
fusto del barile, considerato alla stregua di nuovo, insolito supporto, non più bidimensionale (come lo sono quelli tradizionali quali la tela, la carta, le superfici lignee), dipingendovi sopra immagini figurative o astratte. Altri hanno aperto il coperchio superiore del fusto, facendovi fuoriuscire forme ed elementi in vari materiali. Altri artisti, soprattutto scultori, hanno utilizzato il fusto come base per loro creazioni, che s’inoltrano nello spazio; altri, hanno sezionato o tagliato il fusto, apponendovi poi scritte al neon o facendovi transitare una lastra di cristallo dipinta. Altri ancora, hanno concepito il fusto come scrigno nel quale va in scena un video o dal quale si propaga un suono.

Tutti gli artisti hanno descritto e motivato le loro scelte di intervento, e il messaggio che intendevano proporre. Su temi delicati e attuali come ambiente e disattivazione nucleare, interrogano le loro coscienze e la loro visione del futuro, e non casualmente l’esposizione, concepita fin dall’inizio come itinerante, vuole essere il messaggero di un progetto scientifico fondamentale per il nostro presente e per il futuro delle generazioni che verranno.

La collezione patrimoniale si è formata in più di 30 anni di vita del museo grazie ad acquisti, donazioni e premi d’artista e comprende oltre 4mila opere tra sculture, dipinti, foto, grafiche, installazioni e wall painting. Le 170 opere esposte sono datate dalla metà degli anni ’20 fino al 2014 e presentano ricerche artistiche nazionali e internazionali tra le più interessanti sviluppate in quell’arco di tempo, con un’attenzione precisa al territorio.

Il progetto allestitivo della permanente non è definitivo, ma sarà soggetto a modifiche e innesti allo scopo di far conoscere e valorizzare il maggior numero possibile di opere. Per festeggiare il 50° anniversario della nascita del Liceo Artistico Nicolò Barabino, sarà fornita una mappa dei molti artisti presenti in mostra che sono stati docenti e hanno fatto la storia del noto Istituto d’arte di Genova.

L’assessore alla Cultura del Comune di Genova Barbara Grosso: «Questa è una grande giornata. Da quando sono assessora, una delle prime domande che mi sono state fatte è: "Quando riapre Villa Croce?" Oggi siamo qui. Esiste un progetto a lungo termine per Villa Croce, al quale stiamo lavorando. Ci sarà la necessità di nominare un curatore, che dovrà pensare come riempire questi spazi di eventi e opere, ma stiamo ancora ragionando su come dovrà essere scelto».

Questi gli orari di Villa Croce: il Museo venerdì ore 14/18; sabato e domenica ore 10/18; Biblioteca aperta da lunedì a venerdì ore 14/18. Laboratori didattici: su prenotazione a questa e-mail. L'ingresso a Villa Croce è gratuito.

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