Concerti Genova Giovedì 21 febbraio 2019

C'è da fare: canzone per Genova di Paolo Kessisoglu con 25 artisti, da Giorgia a Morandi

Genova - Dalle difficoltà può nascere una canzone per ricominciare, per restare uniti e aiutare chi, in pochi secondi, ha perso tutto. Successe già nel 2009, quando il supergruppo italiano Artisti Uniti per l'Abruzzo, formato dai più popolari cantanti di musica leggera e rap italiana, diede vita alla canzone Domani, in ricordo del terremoto dell'Aquila. Lo stesso succede esattamente dieci anni dopo: C'è da fare è la nuova canzone che l’attore comico genovese Paolo Kessisoglu ha scritto e cantato per la sua città, con lo scopo di raccogliere fondi per la comunità colpita dalla tragedia del crollo di Ponte Morandi a Genova. La solidarietà si è propagata in breve tempo e ha toccato il cuore di tanti altri artisti della musica italiana.

Sono 25  i big della musica italiana coinvolti dal comico genovese Paolo Kessisoglu e dall’associazione Occupy Albaro per la realizzazione del brano C’è da fare. La canzone è stata presentata giovedì 21 febbraio 2019 nella sede della Sony a Milano ed è rilasciata il giorno successivo, venerdì 22 febbraio 2019 il ricavato è devoluto in beneficenza e investito in progetti nella Valpolcevera, una delle zona che ha sofferto di più in seguito alla tragedia del 14 agosto 2018. Il singolo di C'è da fare si può prenotare o acquistare su ibs oppure tramite Feltrinelli.

Gli artisti che hanno preso parte al progetto sono AnnalisaArisaBoostaFiorella Mannoia, Gianni Morandi, Gino PaoliGiorgia, Giuliano Sangiorgi, Ivano FossatiIziJ-Ax, Joan ThieleLo Stato Sociale, Luca Carboni, Malika Ayane, Mario Biondi, Massimo Ranieri, Mauro Pagani, Max GazzèNek, Nina ZilliNitro, Raphael GualazziRon e Simona Molinari.

Paolo Kessisoglu ha indicato in Occupy Albaro l’associazione a cui destinare le somme che saranno raccolte. Il sogno è che, con le donazioni in arrivo grazie alla canzone, si possa costruire un centro sportivo polifunzionale. Una struttura permanente che simboleggi la solidarietà a favore dei genovesi da parte di tutta la popolazione italiana e che attraverso l’esercizio sportivo dia svago e piacere a chi lo pratica e a chi ne è spettatore. Per capire se il progetto è realizzabile bisognerà però aspettare e conoscere l’importo delle donazioni, che, in caso contrario, saranno comunque destinate ad un’iniziativa di assistenza socio-sanitaria nella zona della Valpolcevera. 

«C’è da fare è nato dalla pancia, dal ventre, anche se mio e non quello di una donna, e per questo è come un figlio», racconta Paolo Kessisoglu. «Lo è stato nel periodo di gestazione, circondato dall’affetto di tutti quelli che gli hanno voluto bene: i 25 cantanti che hanno donato la loro arte, i collaboratori che lo hanno seguito con dedizione e continua ad esserlo anche dopo la sua nascita ufficiale, attraverso le cure e l’amore doverosi per sostenerlo e farlo crescere sano e forte».

Il comico genovese spiega come è nata la canzone: «Il giorno del crollo del ponte Morandi mi trovavo lontano da Genova, negli Stati Uniti: non potendo fare nulla, trovato un pianoforte in una libreria di San Francisco, mi sono seduto e ho scritto questa canzone per Genova, di getto. Le note scivolavano giù dalle mie dita senza fatica, erano l’espressione della mia incredulità e del mio sgomento. Tornato in Italia, ho ripreso quelle note e ho scritto il testo. Ne è nata una canzone d’amore per la mia città, uno stimolo a non mollare, a non chiudersi ma ad aprirsi chiedendo aiuto in un momento difficile».

Paolo Kessisoglu scuote i genovesi e crede nel progetto C'è da fare: «L’Associazione Occupy Albaro, che gestirà i proventi, in accordo con Regione Liguria e Comune di Genova, destinerà quanto raccolto al progetto mirato alla riqualificazione territoriale e alla migliore vivibilità della Valpolcevera. Ma ora tocca alla gente, tutti possono far parte di questo progetto, comprando la canzone negli store online: sono sicuro che saranno numerosi».

La canzone C'è da fare, oltre alla musica, presenta parole ricche di significato e di speranza. Ecco di seguito il testo della canzone C'è da fare:

Genova città da capire
Genova aria da bere
Genova nuvole e sale
e vento a imperversare

Genova da perder la via      
solo vicoli e nicchie
che alla fine dei Giovi
ci si stappa le orecchie

Quando finite le curve
finalmente si schiaccia il pedale
con il buio negli occhi
all’improvviso c’è il mare
è una luce che esplode
non la riesci a guardare

Poi ti affacci sul porto
dalla sopraelevata
elevata di poco
che sfrega i palazzi

Qui si guida un po’ storti
perché si guarda il mare
è come far geometria
se in TV c’è il mondiale

Genova è grigia
non ti sorride
è lontana, è interrotta
è il Bisagno
è troppo corta la pista
è un rumore continuo
a noi piace cosi
lo chiamiamo mugugno

E allora vieni qui
togliti quel muso
e fatti abbracciare
sto vento freddo che soffia
ti voglio scaldare
sei sempre la stessa
ma se stavi male
me lo potevi dire
ma adesso basta parlare
c’è da fare

Sei respiro di onde
marea di commerci
sei natura che bussa
dai caruggi del centro

Sei l’insegna dei posti
che a distanza ritrovi
sei città che non cambia
come i veri orgogliosi

C’è una cosa che mi manca
come l’aria, come il cielo in una stanza
e allora vorrei fermare
chi urla, chi viaggia
per sentire solamente
il rumore del mare

E allora vieni qui
togliti quel muso
e fatti abbracciare
sto vento freddo che soffia
ti voglio scaldare
sei sempre la stessa
ma se stavi male
me lo potevi dire
ma adesso basta parlare
c’è da fare.

«La sensibilità con cui è stata scritta la canzone è la stessa che ha portato Paolo e l'associazione Occupy Albaro a coinvolgere le istituzioni, a partire da Regione Liguria per il sostegno e la condivisione della destinazione dei fondi che saranno raccolti dalla commercializzazione del brano», spiega l'assessore alla cultura della Regione Liguria Ilaria Cavo. «Nessun euro verrà sprecato e il ricavato sarà destinato alle reali necessità della Valpolcevera in base all'entità della cifra raccolta. Chi acquisterà il disco farà un regalo alla città e un regalo e a se stesso».

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