Teatro Genova Venerdì 12 gennaio 2018

Teatro della Tosse stagione 2018: attenzione al presente, residenze e contaminazioni

Balletto Civile

Genova - Con la presentazione della prima parte della nuova stagione solare del Teatro della Tosse - gennaio-maggio 2018, Emanuele Conte, regista e presidente della Fondazione Luzzati - Teatro della Tosse, coglie l'occasione per fare un bilancio del triennio appena trascorso 2015-2017 (quello post-nomina ministeriale a TRIC) e per anticipare le linea guida del prossimo 2018-2020 insieme a Amedeo Romeo - rinnovato nell'incarico di direttore artistico del teatro anche per i prossimi tre anni. «Si è confermata la crescita del pubblico anche per il 2017 e, in particolare c'è un dato che ci ha piacevolmente sorpreso: sono cresciuti gli spettatori delle scuole superiori. Questo vuol dire che, finalmente, è cambiata la mentalità: noi siamo stati riconosciuti come istituzione che può formare e c'è una maggiore apertura verso tematiche più contemporanee. Una nuova visione che premia la nostra attenzione verso un presente che cambia».

La parola "presente" è il concetto chiave su cui è incardinata la programmazione dei prossimi sei mesi teatrali in salita Sant'Agostino. «Con il nuovo triennio - prosegue Conte - si conferma e si rilancia. Oltre all'operato di Romeo, si consolida e rinnova la relazione con Balletto Civile» il gruppo di teatro-danza di Michela Lucenti con cui nel 2015 è cominciata un'attività di residenza e collaborazione che ha dato vita a due produzioni Orfeo rave e Eurydice e al festival Resistere e creare. «L'identificazione da parte loro nel nostro spazio e da parte nostra nel loro lavoro è cresciuta e così l'impegno reciproco per un cantiere artistico in divenire, tra approfondimenti di temi, crescita artistica e studi che poi diventino spettacoli. Ci confermiamo anche in un'altra delle nostre missioni: essere casa e sostegno per compagnie che non hanno una loro sede, che fa necessariamente parte della nostra capacità di recepire il presente».

Tempo presente, incontri, collaborazioni e contaminazioni sono le parole chiave che ricorrono anche nel dettaglio che Romeo offre sulle prossime date, produzioni, progetti. «La stagione è cominciata con un assaggio da Il maestro e Margherita a dicembre, la nuova co-produzione della Tosse che vede Conte e Lucenti di nuovo all'opera insieme in un incontro tra prosa, danza, immagini e arti visive». Entra nel dettaglio dello spettacolo in corso di finitura Conte, regista: «per un po' di anni ho lavorato sulla ribellione nei confronti delle istitutizioni e del potere con la trilogia ora con Il maestro e Margherita - ma già da Orfeo e Eurydice - ho voglia di parlare d'amore. È uno dei romanzi più complessi che abbia mai letto: è contorto e dispersivo e, come sappiamo, un incompiuto, in cui forse la moglie ha tentato di ricomporre alcune parti - addirittura nel 2006 sono state aggiunte altre cose. Un po' mi spaventava per la sua ampiezza però poi un po' con la danza un po' con l'arte pensiamo di avere recuperato tante delle emozioni che suscita. Per un musical un po' storto». Rispetto all'anteprima, lo spettacolo verrà arricchito dagli interventi pittorici di Gianpaolo Bonfiglio: «lui produrrà delle tele che verranno poi proiettate e animate a partire da un vero e proprio storyboard in cui Bonfiglio realizza tutta la parte della storia su Ponzio Pilato e Gesù». Lo spettacolo è in scena dal 2 all’11 febbraio in prima nazionale (sala Trionfo - Tosse).

L'apertura, come già in autunno è prevista «fuori dal teatro - riprende Romeo -  al Museo Doria di Scienze Naturali con lo spettacolo Habitat naturale di Elisabetta Granara (16-17 gennaio). È capitato quasi per caso, ma corrisponde perfettamente ai nostri intenti. E nello specifico a restituire un'anima al museo. Insomma, è un altro modo per andare verso il pubblico».

Come lo scorso anno la stagione è articolata tra produzioni e ospitalità ma anche attraverso Focus, il primo è sulla Germania e in collaborazione con il Goethe Institut Genua. «Si chiama Sprechstücke - Pezzi Parlati, focus sulla Germania - afferma Roberta Canu, direttrice del Goethe - e corrisponde in pieno all'idea di contaminare con proposte di teatro, letteratura e arte. Partiamo il 18 gennaio con l'inaugurazione di Past Euphoria – Post Europa, una mostra fotografica del palermitano Fabio Sgroi per poi proseguire con gli spettacoli fino ad aprile». La mostra, che proviene dalla Galleria X3 di Palermo, a cura di Salvatore Davì, è solo una parte di un più ampio progetto in cui Sgroi «ha fotografato l'evoluzione dell'Europa centro orientale, nell'arco di diversi anni, dalla fine degli anni ottanta nella prima euforia della caduta del muro fino ai momenti più recenti di malinconia per il passato, alla delusione per il presente. Tutto il progetto è confluito in un impresa editoriale il cui esito è una pubblicazione raffinata, realizzata attraverso un progetto di crowdfunding» con crowdbooks. Tra i titoli in scena per il Focus Germania: Autodiffamazione (18 e 19 gennaio) di Peter Handke «che ha al suo centro - sottolinea Romeo - lo scambio tra scena e platea», per la regia di Lea Barletti e Werner Waas che ragionano sul livellamento culturale della società contemporanea e una produzione italo-tedesco Intime Fremde (19 e 20 gennaio) di Welcome Project, per una «riflessione sui confini e sulla nazione, per cui questo focus diventa anche occasione per puntare lo sguardo sull'Europa» - la regia è di Chiara Elisa Rossini. infine, in aprile, il ritorno di Familie Flöz con il loro nuovo spettacolo Dr.Nest  (12-14 aprile) «alla Tosse in prima nazionale dopo il debutto berlinese».

Tra gli altri titoli internazionali, «ospitiamo dopo cinque anni di assenza, Peter Brook, con Battlefield  (2-4 marzo) che riprendendo il lavoro di trentacinque anni fa, Mahabharata, riparte dal testo fondamentale della religione induista per far rivivere una storia di violenza e rimorso che si consuma tra fazioni della stessa famiglia, i Bharata. Lo spettacolo di Brook dedicato al terrore apre un mese dedicato al terrorismo, su cosa è su come viene raccontato il terrore. Il primo Piombo. una canzone vi seppellirà (8-10 marzo) che tratta gli anni di piombo come un musical; il secondo Utoya, (15-17 marzo), dal nome dell'isola norvegese dove è avvenuta la strage di giovani democratici, un testo di Edoardo Erba con la regia di Serena Sinigaglia in cui si indaga del terrore nel cuore dell'Europa. Chiude, (22-24 marzo), La lotta al terrore, una produzione Capotrave/Kilowatt, una storia drammatica e comica su un attacco terroristico dal punto di vista di una piccolissima cittadina».

Quindi sempre tra le ospitalità estere, all'interno della seconda edizione della rassegna Passaggi - sguardi sulla morte (ancora in fase di definizione), uno spettacolo di Chris Lynam, clown e performer, che in Eric TheFred (29-31 marzo) attraverso il circo contemporaneo affronta il tema della morte.

Un nuovo spunto tematico nasce da una serie di spettacoli dedicati al tema dell'adolescenza. «Si parte con la ripresa di Tropicana spettacolo di Irene Lamponi, una nostra produzione ora a Udine. A seguire (1-3 febbraio) Short skin di Massimiliano Cividati che si rivolge sia agli adulti che ai ragazzi raccontando dello sconvolgimento rispetto al corpo che cambia - questo è uno spettacolo segnalato dalla rivista Eolo. Poi, il 3 febbraio, Le ragazzine stanno perdendo il controllo, spettacolo-concept nato da un graphic novel che vede in scena un gruppo di adolescenti che Eleonora Pippo seleziona in ogni città in cui va in scena  e conduce in un laboratorio intensivo fino alla messa in scena».

La prima metà di febbraio ospita un focus che lascia spazio a Balletto Civile, con due proposte: Bad lambs (13-15 febbraio) in coproduzione con la Tosse e Nell'aere/Inferno #5 (17-18 febbraio) di cui Emanuele Conte cura la scenografia. «Il primo prevede l'incontro tra i danzatori della compagnia di Lucenti e danzatori diversamente abili; l'altro è  un lavoro sul quinto canto della Divina Commedia, dedicato agli amanti, per la prima volta a Genova dopo il debutto al Mittelfest».

Fuori dai focus: Cessi pubblici del drammaturgo cinese Guo Shixing  (22-24 febbraio) «che lavora sulla storia e la società della Cina tracciando l'evoluzione dei bagni pubblici»; dal Teatro Filodrammatici di Milano N.E.R.D.s - Sintomi di Bruno Fornasari dedicato alle nevrosi del contemporaneo e della famiglia (5-7 aprile); poi Esilio ideazione, drammaturgia e regia di Mariano Dammacco, con la giovane attrice Serena Balivo che attraverso la trasformazione del proprio corpo, racconta dell'evoluzione di un personaggio di mezza età che perde il lavoro. Una maschera non maschera». Torna in ospitalità Fabrizio Arcuri con Cenerentola/Pinocchio (20-21 aprile) dell'autore francese  Joël Pommerat, uno dei drammaturghi più interessanti degli ultimi anni che riscrive due fiabe classiche smascherandone il contenuto latente. «Poi ospiteremo la compagnia dei Demoni, con Super! (26-29 aprile) un progetto di Mauro Parrinello su potere, supereroi  cambiamenti e rivoluzioni, ma anche Linguaggi Creativi, una compagnia milanese, il cui spettacolo La nebbiosa da un testo di Pasolini, è stato selezionato attraverso il progetto Next (edizione 2017), a cui abbiamo aderito come Teatro della Tosse, per sostenere insieme a una rete di altri teatri italiani compagnie under 35 e favorirne la circuitazione. Ambientato in un night, lo spettacolo sarà in scena a La Claque e prevede ospiti a sorpresa ogni sera per uno spettacolo nello spettacolo».

Drammaturgia contemporanea a maggio con The effect di Lucy Prebble (4-6 maggio) e Autobiografia erotica di Domenico Starnone (10-13 maggio). Quindi dal 18 al 20 maggio una nuova edizione di Life festival dedicato alle esperienze di vita omosessuale per smontare pregiudizi, etichette e stereotipi - il cui programma è ancora in costruzione.

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