Paolo Francesco Peloso presenta il libro La razza guerriera

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Giovedì23Ottobre2025
Evento terminato

Giovedì 23 ottobre 2025, alle ore 18 presso la Libreria Feltrinelli di Genova, Paolo Francesco Peloso presenta il libro La razza guerriera (Erga).

Con il progresso scientifico della fine del XVIII secolo nel mondo cosiddetto civile, Europa e Stati Uniti, cominciarono ad affermarsi idee per migliorare l'umanità attraverso interventi violenti sul processo riproduttivo, sulla selezione degli individui, sulla definizione di un tipo razziale umano perfetto, e il suo dominio sugli altri. Attraverso le teorie della degenerescenza, dell'atavismo di Cesare Lombroso, e dell'eugenetica si è giunti così a pensare che la guerra per la selezione umana potesse essere scatenata attraverso interventi violenti dentro il gruppo, impedendo la riproduzione o anche l'esistenza di coloro che erano considerati vite indegne di essere vissute. In Italia ci si mantenne a questo riguardo prudenti, e prudente fu in genere l'atteggiamento degli psichiatri, ma queste teorie fecero danni negli Stati uniti, con la sterilizzazione obbligatoria, e più ancora in Germania con lo sterminio dei malati di mente.

L'Italia seguì invece le altre nazioni nella diffusione dei pregiudizi razziali verso le popolazioni di colore e nell'avvio di una politica coloniale feroce, la guerra fuori, già nel corso dell'Ottocento, e la psichiatria contribuì a vestire di scienza questi pregiudizi. Il Fascismo ereditò il razzismo coloniale dall'Italia liberale inasprendolo, e inventò improvvisamente il razzismo antisemita, nonostante molti quadri dirigenti dello stesso Partito Fascista fossero ebrei. Gli ebrei italiani furono così umiliati con le Leggi razziali del 1938 che aprirono per molti di loro, dopo l'occupazione tedesca le porte dei lager. Ci furono psichiatri che aderirono alle leggi razziali e altri che ne subirono le conseguenze, fino a perdere in qualche caso la vita, come anche i malati e rifugiati ebrei prelevati nei manicomi, e altri che nascosero gli ebrei, a loro rischio, nelle corsie. Ricordare queste pagine dolorose della storia europea può aiutare a ragionare sulla deumanizzazione e il razzismo che oggi ancora tanti subiscono, perché individualmente più fragili o perché appartenenti a gruppi etnici dotati di minore potere.

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