Pedalando tra le storie, progetto di animazione territoriale di Daniele Ronco

©Giorgia Di Gregorio ©Giorgia Di Gregorio
Teatro del Ponente Cerca sulla mappa 19.30
Giovedì23Ottobre2025
Evento terminato

Giovedì 23 ottobre 2025, al teatro del Ponente, alle ore 19.30 va in scena Pedalando tra le storie, messa in scena finale di un progetto teatrale di animazione territoriale a basso impatto ambientale, che punta al recupero della memoria collettiva, alla narrazione delle eccellenze, a stimolare lo spirito di comunità. 

Lo spettacolo nasce, nelle diverse piazze di replica, raccogliendo “sul campo” storie, di volta in volta raccolte da abitanti e residenti dei luoghi interessati, cui la compagnia fa visita in bicicletta. Una fotografia in tempo reale dei luoghi toccati dal progetto, sulla loro storia passata e presente, con una attenzione particolare alle tradizioni popolari, ai racconti, alle leggende, al sapere orale tramandato dagli anziani alle nuove generazioni. Un viaggio in bicicletta tra borghi e comunità, dove ogni tappa diventa uno spettacolo fatto di racconti, memorie e leggende locali. Un’esperienza sostenibile che dà voce ai territori e a chi li vive.

Mulino ad Arte è una compagnia teatrale fondata nel 2012 da Daniele Ronco, Jacopo Trebbi e Costanza Frola e oggi diretta da Daniele Ronco con un team di lavoro affiatato, che da anni lavora per trasformare i sogni in progetti realizzati con e per il pubblico.

Negli anni si sono affiancati a Mulino ad Arte molti artisti, fra i quali Riccardo Bellandi, Daniele Salvo, Raffaele Latagliata, Luigi Saravo, Marco Lorenzi, Marco Cavicchioli, Elena Aimone, Tullio Solenghi, Ugo Dighero, Pierpaolo Congiu, Lia Tomatis, contribuendo ad arricchirne il percorso artistico. Dopo diversi anni di ricerca Mulino ad Arte ha focalizzato la propria energia creativa in favore della produzione green. La compagnia ama il nostro Pianeta e vuole far riflettere attraverso il teatro sulle grandi sfide del presente. Sente forte la necessità di vivere in armonia con la “casa” che la ospita, perché senza questa armonia non rimarrà nulla di noi. Si vuole sfatare il mito per cui il green non fa “show” e per questo la compagnia ha cambiato radicalmente la forma mentis, passando da un teatro fatto per il pubblico a un teatro fatto con il pubblico.

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