Bisogna lavorare l'argilla, spettacolo musicale dedicato a Violeta Parra

Sala Mercato Cerca sulla mappa 20.30
Martedì21Ottobre2025
Evento terminato

Primo debutto nazionale al XXI Festival dell'Eccellenza al Femminile: martedì 21 ottobre 2025, ore 20.30, alla Sala Mercato del Teatro Nazionale di Genova (via del Monastero. Sampierdarena) va in scena Bisogna lavorare l’argilla con Floriana Cangiano, in arte Flo, e Francesco Argirò, uno spettacolo musicale dedicato a Violeta Parra, una delle voci più potenti e rivoluzionarie del Novecento latinoamericano.

Lo spettacolo, prodotto da Factory Tac e Radicondoli Festival, è diretto da Massimo Luconi. Con questo spettacolo prende il via 30 minuti fuori scena, la serie di incontri di approfondimento post spettacolo. Dopo la rappresentazione, salgono sul palco a dialogare con gli attori e il pubblico il regista Massimo Luconi e le protagoniste di Lilith Festival Sabrina Napoleone e Valentina Amendolese.

Qui la terra della nostalgia è l’argilla, è la terra che sta nella musica di Violeta Parra, nella forma delle sue ceramiche e delle sue sculture, è la terra polverosa del Cile, la terra del ritorno al sud e della sua morte. L’arte e la vita di Violeta diventano simbolo e narrazione di un ostinato rifiuto al conformismo: la drammaturgia di Massimo Luconi e Flo si costruisce intorno a questa tensione, attingendo ai suoi scritti, alle sue canzoni e alle sue poesie, per restituirne la forza e la modernità. Cantautrice, pittrice, scultrice, ceramista, prima artista sudamericana a essere esposta al museo del Louvre, Violeta Parra (1917-1967) è stata un’artista e una donna coraggiosa, una straordinaria cantante dalla voce struggente, provocatoria e anticonformista che ha unito nelle sue opere la malinconia di un paese in piena evoluzione, cantando le ingiustizie sociali e l’eterna lotta dell’uomo contro il suo destino.

Lo spettacolo mette in luce la figura di Violeta Parra, esplorando la sua ricerca incessante di una nuova identità artistica e culturale, il suo conflitto con la società che la circondava, la sua lotta per essere una donna libera e creativa in un mondo dominato da convenzioni e aspettative. Sul palco non c’è solo la sua musica, ma la sua indole ribelle, la sua frenetica autenticità, la sua corsa in “direzione ostinata e contraria”, come avrebbe detto De André.

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