Rolli Days: il confronto tra Giacomo Montanari e Anna Orlando in Consiglio comunale accende gli animi

Genova, 02/10/2025.

Il mese di settembre si è concluso all'insegna di una querelle tra Anna Orlando e Giacomo Montanari, avvenuta durante il Consiglio Comunale di martedì 30. Al centro della discussione tra la consigliera comunale e l'assessore alla Cultura del Comune di Genova alcune tematiche riguardanti le edizioni dei Rolli Days fino alla fine del 2025, in particolare l'edizione che si è svolta in contemporanea al sessantacinquesimo Salone Nautico Internazionale.

Durante il weekend del 20 e 21 settembre, infatti, otto palazzi storici di Genova, compresi nel sistema dei Rolli, hanno aperto le porte al pubblico, che ha così potuto godere non solo delle bellezze delle imbarcazioni esposte al Waterfront di Levante, ma anche del patrimonio artistico della nostra città. Tuttavia va chiarito che l'edizione ufficiale dei Rolli Days dell'autunno 2025 si svolgerà in realtà dal 17 al 19 ottobre, con l'apertura di numerose residenze e ville, per un numero che si attesta tra 40 e 45 palazzi, come normalmente accade in occasione di questa iniziativa culturale e turistica che da quasi dieci anni richiama per le vie di Genova visitatori da tutto il mondo. L'appuntamento che ha accompagnato il Salone Nautico Internazionale, quindi, è una versione ridotta, che non avrebbe tutte le caratteristiche necessarie per essere definita a tutti gli effetti un'edizione di Rolli Days.

Un appuntamento extra che, però, non è la prima volta che si svolge, in occasione di altri grandi eventi. Lo stesso era successo durante Euroflora 2025, quando i palazzi dei Rolli avevano aperto le loro porte e i loro giardini per due weekend consecutivi, tra la fine di aprile e l'inizio di maggio. Tutto ciò per aumentare l'offerta culturale e turistica della città di Genova, lavorando su più fronti.

Nonostante questa differenza, però, la prima domanda di Orlando è stata riferita proprio alla ragione dell'aumento del numero di edizioni. Gli altri punti in questione, di cui Orlando ha chiesto chiarimenti, e sempre riferiti alle iniziative di apertura di alcuni palazzi storici in occasione del Salone Nautico, sono l'entità dei fondi e capitoli di spesa interessati, l'eventuale utilizzo della tassa di soggiorno, l'effettiva presenza di una sinergia tra gli assessorati alla Cultura e al Turismo e le ragioni per la stampa di volantini cartacei contenenti informazioni lacunose.

I volantini della discordia sono quelli riguardanti l'iniziativa AperiRolli, che si è svolta durante la serata di sabato 20 settembre, in cui cinque palazzi storici di via Garibaldi hanno aperto le porte al pubblico, mentre lungo la via si potevano gustare aperitivi e partecipare al dj-set organizzato sulla balconata di Palazzo Tursi. Secondo Orlando le informazioni erano raffazzonate, senza un numero di telefono di riferimento e quindi le spese di stampa sarebbero ingiustificate.

Aperirolli, foto da facebook.com/ComunediGenova

Non sono mancate le risposte di Montanari, in consiglio comunale, ma anche durante un nostro confronto telefonico che abbiamo richisto ed effettuato a pochi giorni di distanza dal dibattito nella sala rossa. 

«Partiamo dal presupposto che rispondere alle domande che vengono depositate dai consiglieri, i cosiddetti articoli 54, non è assolutamente un problema, ma questo sorge, come in questo caso, quando oltre a quelle depositate, ne seguono altre, rendendo molto difficile fornire dei dati in tempo reale», commenta Giacomo Montanari.

Oltre alle questioni già citate, Orlando ha infatti chiesto delucidazioni su un possibile cambio della guardia all'interno della posizione di Curatore Scientifico proprio di Rolli Days, ora che Montanari ricopre un ruolo politico e sulle motivazioni che avrebbero da sempre relegato le guide turistiche ad un ruolo marginale, favorendo invece l'attività dei giovani divulgatori che si occupano di accompagnare i visitatori alla scoperta dei palazzi storici del sistema dei Rolli: «La decisione riferita alla prima questione non posso prenderla io in autonomia, sarà la direzione, eventualmente, a richiederla. Per quanto riguarda il mancato coinvolgimento delle guide, posso affermare che da almeno 3 anni, l'organizzazione di Rolli Days dialoga con tutte le associazioni di categorie che riuniscono le guide turistiche, che sono quindi a conoscenza del fatto che possono organizzare tour da loro curati, ovviamente coordinandole con quelle dei giovani divulgatori. È ovvio che, in caso non siano presenti i tour con le guide turistiche, si riaprano gli slot curati dai nostri divulgatori»

Divulgatori che contano tra i 90 e i 110 giovani provenienti da tutta Italia, per lavorare a questo progetto che ha come obiettivo, oltre a far conoscere i palazzi dei Rolli, anche quello di formare e far crescere nuove figure professionali in ambito culturale e turistico. «I divulagatori, inoltre, non effettuano itinerari cittadini come le guide, rimangono  all'interno dei palazzi, occupandosi quindi di una divulgazione interna», chiarisce Montanari. «Va anche sottolineato che in tutta la Liguria sono abilitate quasi quattrocento guide ed è molto difficile pensare che in un weekend si possano coinvolgere tutte» .

Sempre in tema di numeri, un altro punto rovente della questione ha riguardato la partecipazione di soli diecimila visitatori nei palazzi dei Rolli durante l'edizione (o non edizione, che dir si voglia) di Rolli Days contemporanea al Salone Nautico: «I palazzi aperti erano solo otto, contro gli oltre quaranta delle edizioni ufficiali. Un numero di visitatori quindi assolutamente ragguardevole, che è lo stesso dei partecipanti globali delle ultime due edizioni di Genova Jeans», sottolinea l'assessore alla Cultura.

Genova Jeans, il nome di una manifestazione che suscita sentimenti contrastanti, tra chi l'ha sempre sponsorizzata come occasione di far conoscere un lato della nostra città unico nel suo genere, in quanto patria del tessunto più indossato al mondo e chi si è spesso chiesto se l'iniziativa abbia mai fatto centro o meno, visti gli afflussi moderati di pubblico e un programma di mostre e appuntamenti che non ha mai raggiunto un'effettiva popolarità, tanto che al momento non si prevedono nuove edizioni.

Giacomo Montanari ha quindi richiesto nuovamente i numeri ufficiali di spesa relativi a Genova Jeans, che non sono ancora arrivati in Consiglio nonostante le numerose richieste: «Partiamo dal presupposto che le domande che mi sono state poste da Orlando sono assolutamente legittime, così come lo sono le mie risposte e le mie altrettante domande. Visto che si parla di numeri, conoscere anche quelli di Genova Jeans sarebbe una buona opportunità. Se poi ci vogliamo addentrare nei calcoli, contando che Genova Jeans è costata un milione e trecento mila euro, dividendo questa cifra per i diecimila partecipanti, risulta un costo di oltre cento euro a testa, a parere mio una cifra enorme».

Da notare che, quando si parla di spesa pro capite in riferimento a manifestazioni, anche gratuite, si parla di un calcolo relativo alla sostenibilità degli eventi, non di spesa viva che fuoriesce direttamente dalle tasche dei visitatori, ma di una stima necessaria a calcolare quanto pubblico è necessario proprio per coprire gli esborsi di organizzazione: «Mediamente le edizioni dei Rolli Days non superano i dieci euro a cittadino», chiarisce Montanari, che aggiunge «il capitolo di bilancio che comprende l'edizione parallela al salone Nautico e quella di ottobre, dal 17 al 19 e che sarà dedicata alla tematica Genova dell'Ottocento, ammonta a centomila e ottocento euro, di cui sarò lieto di fornire lo scorporo relativo alle varie voci di spesa» .

Il concetto di sostenibilità si è anche toccato anche in merito al volantino della discordia: «Non nego che la mancanza di un numero di telefono di riferimento possa essere stato un errore, ma va specificato che il target di età di questa iniziativa era abbastanza giovane. I volantini, inoltre, sono stati consegnati proprio all'interno del Salone Nautico per dare la possibilità anche a chi lavorava agli stand di poter conoscere l'iniziativa serale in via Garibaldi. Dal 2020, quindi da 5 anni, lavoriamo senza stampare neanche un foglio di carta, per ridurre l'impatto ambientale, ma in questa circostanza volevamo comunicare semplicemente la presenza delle postazioni cibo lungo la via, la musica e le visite senza prenotazione. Ci stavamo riferendo a un pubblico di persone già ingaggiate, piuttosto che a una platea fredda. Aperirolli ha comunque registrato 2500 utenti solo per la parte di musica e cibo e di fatto significa che il messaggio è passato.

«Prima di concludere» , prosegue Montanari, «ci tengo a sottolineare che gli assessorati alla Cultura e al Turismo lavorano in stretta sinergia. Con l'assessora Tiziana Beghin siamo da poco tornati da un incontro tenutosi a Palaix de Luxembourg, sede del Senato francese, che a fine settembre ha un evento che ha visto unite la città di Genova e Toscana Promozione Turistica e che davanti a numerosi giornalisti del settore turistico si è trasformato in un vero e proprio simposio di cultura, arte e storia».

Proprio cultura, arte e storia sono da considerare tre tematiche caldissime che, anche in un periodo che vede Genova al centro di manifestazioni e iniziative per la pace, continuano ad accendere gli animi e gli entusiasmi. Tutto sommato - e al di là delle polemiche - un segno che la città è viva e vegeta e continua a guardare al futuro.

Di Paola Popa

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