Contenuto in collaborazione con AMIU Genova
Genova, 29/09/2025.
Li abbiamo tutti. Abitano nei nostri cassetti, nelle cantine, nei ripostigli. Non parlano, non mangiano, non pagano l’affitto, ma occupano spazio come fossero ospiti fissi: sono i RAEE, i Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche. Secondo recenti indagini, in media ogni italiano convive con nove dispositivi elettronici inutilizzati. Un numero che sembra incredibile. È come avere un’intera classe di studenti annoiati che bighellonano tra vecchi cellulari, caricabatterie senza più fili compatibili, telecomandi di televisori estinti e frullatori che non hanno superato l’esame di maturità.
E il paradosso? L’81% di questi apparecchi funziona ancora, ma nessuno li usa. Restano lì, imbalsamati, come souvenir di un’era tecnologica ormai passata. Nel frattempo, i nostri cassetti diventano veri e propri musei del digitale.
Sapete quali sono gli apparecchi che rimangono di più nei cassetti? Semplice: i cellulari. Qualcuno li tiene “perché può sempre servire”, come se un giorno potessimo ad usare il Blackberry oppure ritornare al T9, altri semplicemente non sanno dove conferirl. Risultato: “cassetti dei sogni perduti” che crescono anno dopo anno. Eppure i RAEE, se trattati bene, non sono solo rifiuti inutili: sono vere e proprie miniere piene di metalli preziosi, plastica e materiali che possono rinascere in nuove forme.
In Italia nel 2023 ne sono state raccolte oltre 348.000 tonnellate, e nel 2024 si è registrato un piccolo aumento. Diciamo bene, ma non benissimo perché siamo ancora lontani dall’obiettivo europeo: raccogliamo 6 kg per abitante all’anno, mentre l’UE ce ne chiede almeno il doppio.
Insomma, è come presentarsi al compito in classe con metà dei fogli consegnati: l’impegno c’è, ma la sufficienza ancora no. La morale? Se in casa hai un cellulare che non vede la luce da due traslochi, un frullatore muto o un ferro da stiro sfiancato, è tempo di liberartene.
Non in un cassetto, non nell’indifferenziato, ma nei centri di raccolta AMIU, agli Ecovan oppure partecipando alle giornate di Sbarazzo o, ancora, a quelle che saranno organizzate durante la prossima Settimana Europea dei rifiuti - SERR2025 (22 al 30 novembre) che avrà il suo focus proprio su questo tipo di materiale.
Perché i RAEE, se restano con noi, sono solo polvere e rimpianti. Mentre noi vediamo altro.