D'Oria e Fieschi a confronto in piazza San Matteo

Piazza San Matteo Cerca sulla mappa 21.15
Sabato02Agosto2025
Evento terminato

Il Festival in una notte d’estate prosegue con il consueto mix di prosa, musica e danza che contraddistingue da sempre la storia rassegna di Lunaria Teatro, giunta quest’anno alla 28ª edizione e che continua ad avere in piazza San Matteo il proprio epicentro.

Sabato 2 agosto 2025, a conclusione della settimana, uno degli appuntamenti più attesi e significativi di questa edizione del Festival, che coincide con i 900 anni della fondazione dell’abbazia di San Matteo. Un anniversario che viene celebrato con lo spettacolo DOria e Fieschi a confronto e i due monologhi che lo compongono: il “Ritratto di Principe con gatto” scritto da Elena Bono e interpretato da Francesco Patanèè dedicato naturalmente al grande ammiraglio Andrea DOria e preceduto da una visita guidata ad alcune dimore storiche della famiglia, mentre il secondo monologo, “Gian Luigi e la gloria” di Vico Faggi, affronta la stessa storia dal punto di vista di Gian Luigi Fieschi, interpretato da Alessio Zirulìa.

Programma della settimana

GIAN LUIGI E LA GLORIA

di Vico Faggi
con Alessio Zirulìa
e Francesco Adamo,
Iris Sanguineti, Silvia Morelli

e

RITRATTO DI PRINCIPE CON GATTO

di Elena Bono
con Francesco Patanè
e Matilde Palazzo
coreografia Patrizia Genitoni
effetti sonori Luca Nasciuti
scene Giorgio Panni Giacomo Rigalza
regia Daniela Ardini
produzione Lunaria Teatro

Ritratto di Principe con gatto di Elena Bono: Andrea D’Oria, nell’ultima notte della sua vita, si “confessa” al suo gatto, ricordando le cose buone fatte e soprattutto “giustificando” le sue azioni più riprovevoli come la distruzione di tutti coloro che parteciparono alla congiura contro di lui. Così la regista Daniela Ardini: “di quella che è stata una delle regie che considero meglio riuscite nel mio curriculum sottolineo l’impianto visivo perché il gatto c’è, non è un interlocutore fittizio o un peluche, ma è una danzatrice che interpreta sì il gatto ma soprattutto diventa la madre, la madre che lo chiama dall’aldilà, dall’altra stanza. La gatta ballerina “polimorfa” – in un gioco scenico – perché il pubblico capisce benissimo che questo gatto è soltanto un segnale, si chiama Dragut dal pirata, è il simbolo dei Fieschi, è la madre che chiama Andrea nell’aldilà, ma è anche la Madonna al quale il chiaroscurale Ammiraglio si rivolge per intercedere con il padrone del Palazzo nell’ultima notte di vita.”
La stessa autrice apprezzò particolarmente la scenografia di Giorgio Panni: il letto di morte che si trasforma nel cassero della galea che porta Andrea nell’altra stanza in un finale di profonda emozione. Interpreta Andrea D’Oria il talentuoso Francesco Patanè, attore pluripremiato per le sue interpretazioni cinematografiche.
Seguendo il filone della storia nei luoghi della storia Vico Faggi scrive per noi Gian Luigi e la gloria. Il monologo è interpretato dal giovane Alessio Zirulìa, recentemente insignito Premio Hystrio alla vocazione. La regia presenta un Fiesco-fantasma in una ambientazione che vuole essere “sottacqua” grazie alle fantasiose proiezioni e ambientazioni sonore di Luca Nasciuti e alla scena spoglia ma incisiva di Giorgio Panni che su crea il doppio del Fiesco , uno scheletro interpretato da un ballerino, che dà il senso della inutilità dell’uomo di fronte alla Storia.

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