spettacolo musicale di e con Gianni De Feo
testo di Ennio Speranza
fisarmonica, arrangiamenti e musiche originali Marcello Fiorini
scene e costumi Roberto Rinaldi
Produzione Florian Metateatro
Storie leggere, oniriche, ironiche, tenere, trasversali, fluttuanti come sogni impalpabili, come nuvole passeggere che disegnano nel blu forme monocromatiche e stravaganti al tempo stesso. Storie raccontate da un uomo qualunque. Un personaggio quotidiano senza nome e senza una propria storia, immerso nell’attesa, un’attesa che è indugio, sospensione, inquietudine, ma anche serenità, distensione e appagamento. Un appagamento che scaturisce da questa stessa condizione e soprattutto dalle storie che egli, ciclicamente, a ogni risveglio, si racconta e ci racconta. E in questa attesa costellata di storie, emergono le canzoni.
Canzoni d’amore di sguardi di promesse e tradimenti. Canzoni di addii e di ritorni. Canzoni notturne canzoni di viaggi e canzoni sopra le nuvole. Canzoni scritte da due artisti apparentemente opposti ma accumunati dallo stesso gusto per l’avventura e dal loro essere sognatori.
L’irrequieto e apparentemente impetuoso Jacques Brel che concepisce le sue canzoni come vere e proprie pièces teatrali in miniatura, graffianti e tormentate. Spirito libero e avventuroso tanto da ritirarsi negli ultimi anni della sua vita nella Polinesia francese dove ora è sepolto a pochi metri dall’adorato pittore Paul Gauguin.
Il pacato e apparentemente elegiaco Sergio Endrigo che racconta l’amore puro e quello malato. Autore politico e autore per bambini, vanta collaborazioni significative con altri grandi personaggi del panorama musicale e culturale internazionale come Vinicius de Moraes, Pierpaolo Pasolini, Gianni Rodari attingendo, tra l’altro, alla tradizione dei cantautori francesi e alle loro radici, senza mai tradire il suo stile.
Due cantautori a confronto, portatori di quella cifra poetica che rende tutti gli artisti unici e riconoscibili nell’infinita costellazione stellare. Alcune tra le loro canzoni più note (e le meno note) si intrecciano al ritmo cadenzato delle storie costituendone il sottile filo conduttore.