Sestri Ponente, chiude l'edicola di Michela e Simona in via San Tomaso d'Aquino, un presidio di quartiere

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Genova, 01/07/2025.

Dopo vent’anni di attività chiude uno dei punti di riferimento del quartiere di Sestri Ponente: il chiosco di giornali gestito dalle sorelle Michela e Simona Schiavon, all'incrocio tra via Carlo Corsi, via San Tomaso d'Aquino e via Briscata. 

L'edicola situata in un punto di passaggio, nelle vicinanze di scuole e asili, era aperta dal 2006 (anche se precedentemente era più piccola e si trovava in via Vado) ed era diventata un luogo di quotidianità e socialità per chi cercava non solo giornali, riviste e fumetti, ma anche una parola gentile, un sorriso, una presenza costante. Anche durante la pandemia, Michela e Simona erano tra le poche attività rimaste aperte, diventando un punto di ascolto per tanti che passavano a fare acquisti. Una geografia di quartiere fatta di abitudini, relazioni e affetti. Bambini che venivano a comprare storie illustrate, giochi e bustine, anziani che cercavano il giornale del mattino e passanti che si fermavano anche solo per scambiare due parole.

«Fare l'edicolante è anche conoscere le persone, i loro gusti e le loro passioni. C'era chi amava la storia, chi il mondo e i viaggi, chi l'enigmistica. Chiudiamo a malincuore» racconta Michela, che precisa come la decisione non sia legata a motivi economici, ma: «è stata una scelta di vita». Le sorelle, infatti, entrambe collaboratrici scolastiche part-time, da anni gestivano l'edicola incastrando i rispettivi turni, ma oggi, seppure con malinconia, hanno deciso di vendere l'attività.

«La nostra speranza è che l'edicola venga presa in gestione da nuovi proprietari (fino a dicembre è in vendita in cessione) perché il lavoro c'è e non manca». Le sorelle, infatti, grazie alla presenza delle scuole tengono anche materiale di cartoleria e fungono da presidio del territorio. «Speriamo che che il chiosco non venga smantellato, ma che ci siano giovani che abbiano voglia di mettersi in gioco, perché è un bel lavoro, in questi anni per noi è stato un luogo vivo, un punto di incontro umanamente importante».

L’augurio delle sorelle, che dal 30 giugno 2025 hanno abbassato la saracinesca, è che qualcuno voglia continuare a farlo vivere, mantenendo intatto lo spirito di un piccolo grande presidio di comunità.

Di Chiara Pieri

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