Con Le assaggiatrici di Silvio Soldini, martedì 27 maggio 2025, alle ore 15.30, si conclude la rassegna Al cinema con tè al cinema Sivori (salita S. Caterina 54 r., Genova, tel. 010 5532054). Al termine, nel foyer viene servita una tazza di tè accompagnata da biscotti, come nella migliore tradizione inglese. I posti per la combinazione film e tè sono limitati. Consigliato l’acquisto in prevendita on line o al botteghino. Biglietto: 7 euro consumazione inclusa.
Le assaggiatrici, tratto dall’omonimo romanzo di Rosella Postorino vincitore del Premio Campiello 2018, offre uno sguardo inedito sul nazismo. Nasce dalla testimonianza di Margot Wölk, che nel 2012 a 95 anni, poco prima di morire, rivela di essere stata una delle giovani tedesche costrette ad assaggiare i pasti di Hitler, per verificare che non fossero avvelenati. Nessuno aveva mai saputo dell'esistenza delle assaggiatrici. Margot Wölk è stata l'unica tra loro a sopravvivere alla fine della guerra. Libro e film raccontano questa storia. Siamo nell’autunno del 1943. La giovane Rosa, in fuga da Berlino colpita dai bombardamenti, raggiunge un piccolo paese isolato vicino al confine orientale. Qui è dove vivono i suoceri e dove il marito, impegnato al fronte, le ha scritto di rifugiarsi in attesa del suo ritorno.
Rosa scopre subito che il villaggio, apparentemente tranquillo, nasconde un segreto: all’interno della foresta con cui confina, Hitler ha il suo quartier generale, la Tana del Lupo. Il Führer vede nemici dappertutto, essere avvelenato è la sua ossessione. Una mattina all’alba Rosa viene prelevata, assieme ad altre giovani donne del villaggio, per assaggiare i cibi cucinati per lui. Divise tra la paura di morire e la fame, le assaggiatrici stringeranno tra loro alleanze, amicizie e patti segreti. Rosa, la berlinese, fatica a farsi accettare. Ma quando finalmente vince la diffidenza verso di lei, accade qualcosa che la farà sentire in colpa. Un ufficiale delle SS, contro ogni razionalità e a dispetto di sé stessa, risveglia in lei l’amore. O forse il semplice bisogno di sentirsi viva, nonostante tutto.
«Ho amato molto - dice Silvio Soldini in un’intervista a Vanity Fair - la scrittura di Rosella Postorino e soprattutto Rosa, la protagonista: una donna piena di umanità nelle sue debolezze e nei suoi istinti. Del libro mi ha colpito l’atrocità dell’operazione stessa delle assaggiatrici. Queste donne, per più di un anno, hanno partecipato a una sorta di roulette russa visto che quello che mangiavano poteva costare loro la vita».