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Genova, 23/05/2025.
Si chiamano Pig Brig Trap i dispositivi di origine americana adottati dalla Regione Liguria per catturare i cinghiali. Sistemi di trappole che, nei giorni scorsi, hanno attirato l'attenzione e le proteste di diverse associazioni impegnate nella difesa degli animali: Animalisti Genovesi, Gaia Animali e Ambiente, Lav, La Collina dei Conigli e AnimaLiberAction: «Non vogliamo finanziare la guerra ai cinghiali e alla fauna selvatica con i soldi pubblici - dichiaravano le associazioni in una nota congiunta - Ogni trappola ha un costo di circa 3mila dollari, pari a 2.600 euro. Il sistema è composto da una rete di nylon sostenuta da pali e ancorata al suolo con picchetti. Dopo un periodo di foraggiamento per attirare i cinghiali, la rete viene sollevata, intrappolando più esemplari contemporaneamente».
All'indomani delle dichiarazioni, anche Europa Verde si scaglia contro Regione Liguria, colpevole secondo le proteste di aver adottato «un dispositivo costoso, crudele e privo di una reale strategia ecologica, che ha già portato, come tristemente documentato nel recente episodio avvenuto a Levanto, alla strage di un’intera famiglia di cinghiali».
A dare voce alla protesta di Europa Verde Liguria sono stati Simona Simonetti e Andrea Bassoli (Co-portavoce di Europa Verde della Liguria), Leonardo Parodi e Giorgia Parodi (Co-portavoce di Europa Verde di Genova), Paola Tognetti e Giovanni Cortelezzi (Co-portavoce di Europa Verde di La Spezia) e i candidati alle elezioni amministrative di Genova Maria Giovanna Occhipinti, Rudy Benvenuto e Francesca Facco.
Il gruppo chiede con urgenza «Il ritiro immediato della Pig Brig Trap dal territorio ligure; una moratoria sugli abbattimenti indiscriminati; l’avvio di un piano regionale serio di prevenzione e convivenza con la fauna, fondato su studi scientifici e metodi non cruenti e trasparenza sull’utilizzo dei fondi pubblici destinati alla gestione».
«L’impiego di questa trappola non è più giustificabile nemmeno con la scusa del contenimento sanitario per la Peste suina africana o in veste di protezionismo per la comunità agricola - continua Europa Verde Liguria - Siamo ben oltre il concetto di abbattimento mirato: ciò a cui stiamo assistendo è una vera e propria guerra sistematica contro la fauna selvatica, condotta con metodi disumani e senza alcuna visione a lungo termine. Le immagini e i resoconti dei 17 cinghiali intrappolati, molti dei quali cuccioli, uccisi a sangue freddo da agenti regionali e, in parte, ceduti ai cacciatori per l'autoconsumo, sono inaccettabili in una regione civile».
«Troviamo intollerabile - spiegano gli esponenti di Europa Verde Liguria - che risorse pubbliche, ovvero i soldi di tutti i cittadini, vengano utilizzate per alimentare questa macchina della morte: dalle trappole di importazione americana dal costo di oltre 2.600 euro ciascuna, al foraggiamento appositamente acquistato per attirare gli animali verso una morte annunciata. Denunciamo da tempo l’assenza di politiche strutturate e preventive, volte alla convivenza tra l’essere umano e la fauna selvatica, come suggerito da esperti, ricercatori e tecnici del settore. È ormai evidente che la Regione Liguria, invece di investire in metodi ecologici, etici ed efficaci, preferisce proseguire su una linea dettata da logiche predatorie, che favoriscono esclusivamente l'interesse di una ristretta minoranza legata al mondo venatorio e dell’industria armiera».
«Questa non è gestione faunistica. È accanimento. Eppure - conclude Europa Verde - i metodi alternativi esistono, sono a portata di mano e funzionano: ne sono prova i risultati già ottenuti in alcune aree del territorio ligure grazie all’installazione di recinzioni e altre misure dissuasive promosse da associazioni animaliste locali. In questi contesti, si è dimostrato come sia possibile ridurre significativamente i danni alle coltivazioni senza alcuna uccisione, adottando soluzioni non cruente e basate su prevenzione, convivenza e rispetto. Serve una svolta culturale e politica, serve rispetto per gli ecosistemi che l’uomo continua a distruggere con urbanizzazione selvaggia, consumo di suolo e politiche miopi. Serve un immediato stop all’uso della Pig Brig Trap e una revisione totale della strategia regionale sulla fauna selvatica».