Genova, 14/05/2025.
Si dice spesso che i sestresi e le sestresi amino talmente tanto Sestri Ponente da riferirsi al loro quartiere con l'espressione Sestri Capitale. Potrà sembrare esagerato, ma il fatto che la delegazione (come si diceva un tempo) in cui hanno trovato spazio industrie come Fincantieri e numerosissime attività commerciali, anche storiche, sia più viva che mai non è un casuale.
Come per tutti i quartieri genovesi, anche Sestri Ponente si è trovata negli ultimi anni ad affrontare cambiamenti sociali, economici, urbanistici e abitativi importanti. Le notizie più recenti si riferiscono infatti alla possibilità di chiusura di Giglio Bagnara, negozio storico, che ha impiegato tantissimi abitanti della zona, frequentato da intere famiglie che, negli anni, hanno trovato qui i vestiti per occasioni sia importanti, sia quotidiane. Ci sono però anche grandi ritorni, come la riapertura del Teatro Verdi che, scongiurata l'ipotesi della chiusura, è tornato in tutto il suo splendore, con una nuova gestione che dà tantissimo spazio non solo alla prosa, ma anche alla musica indipendente.
Continua a fare da sfondo il gigante Esselunga, che dovrebbe aprire anche a Sestri Ponente uno dei suoi grandi supermercati, trovando sulla sua strada non poche polemiche, soprattutto da parte dei cittadini, dei comitati di quartiere e degli operatori commerciali, che temono l'ennesima omologazione del territorio, dal punto di vista economico e sociale.
Di Sestri Ponente e della sua vitalità abbiamo parlato con Monia Modarelli, presidente del Civ di Sestri Ponente, che da anni lavora nel negozio 0/16 Abbigliamento, di cui la mamma è titolare, Patrizia Nanì Terra, titolare insieme alla sorella della Boutique Nanì e presidente del Consorzio Operatori Sestri Ponente e Agostino Gazzo, consigliere del Civ e presidente dell'Associazione Gioiellieri Genova di Confcommercio. Anche lui gestisce a Sestri un'attività, insieme alla sorella, la Gioielleria Magnone 1914: «La maggior parte di noi, di coloro che sono dietro al bancone di un negozio sestrese, allo stesso tempo vive qui. Sestri è una realtà molto particolare, una città nella città e a noi commercianti sta veramente a cuore un quartiere che definiamo un centro commerciale all'aperto con più di cinquecento negozi e oltre mille persone impiegate».
Cuore è proprio la parola giusta, perchè il passeggio di via Sestri e delle zone limitrofe, come via Alfredo D'Andrade, piazza dei Micone e piazza Tazzoli, scorre sotto una coperta di cuoricini rossi, appesi da un edificio all'altro: «Un'ulteriore dimostrazione di amore e di affetto che, come commercianti, ci ha fatto piacere proporre e mettere in pratica», ci racconta Monia.
Ovviamente questa è solo una piccola goccia nel mare di iniziative di cui il Civ di Sestri Ponente si fa promotore: «Il territorio, per essere in salute, ha bisogno di tanti tipi di interventi», continua Monia. «Noi cerchiamo di intervenire e supportare la rigenerazione urbana, soprattutto nelle aree che sono più abbandonate, la pulizia delle strade e la loro sicurezza, l'illuminazione, inoltre ci interessiamo dei cambiamenti del tessuto sociale. Chiaramente a monte ci sono le istituzioni, con il loro ruolo decisivo e indispensabile, ma noi ci definiamo una sorta di ponte tra loro e la cittadinanza. Il nostro dialogo diretto con il Comune di Genova e il Municipio, attraverso le associazioni di categoria che nel nostro territorio sono molto attive, è indispensabile».
E a proposito di attività e iniziative, Sestri Ponente si distingue per creatività: «Quando possiamo organizziamo eventi, puntando soprattutto sulla loro qualità», racconta Patrizia. «Nel 2025 ha avuto molto successo Le Cirque du Mon Coeur, iniziativa che si è svolta nel mese di aprile e che ha visto via Sestri trasformarsi in un circo en plein air, coinvolgendo artisti e artiste circensi e che ha avuto una partecipazione altissima di famiglie, che hanno trascorso un weekend di festa e divertimento. Un altro evento a cui teniamo particolarmente è Sestri come Montmartre, che quest'anno giunge alla sua ventottesima edizione e che si svolgerà venerdì 6 e sabato 7 giugno. Parteciperanno circa un centinaio di artisti e artiste, tra pittura e scultura, che esporranno le loro opere in via Sestri. In ricordo di una cara amica, recentemente scomparsa e da sempre coinvolta nell'organizzazione della manifestazione, abbiamo anche istituito un concorso per decretare gli artisti più interessanti».
«Facciamo tutto con molto piacere», sottolinea Monia, «dalle illuminazioni natalizie ai cuoricini appesi, fino all'organizzazione delle manifestazioni. Tutto ciò corrisponde però anche ad un esborso di denaro da parte nostra, ma crediamo siano buoni investimenti per mantenere Sestri vivace e competitiva. Ovviamente abbiamo comunque bisogno di un continuo e costante aiuto da parte delle istituzioni, perchè da soli le difficoltà da combattere ci appaiono sicuramente più grandi».
«Sestri è un quartiere attivo, sia da punto di vista sociale, sia da quello economico e commerciale», continua Agostino, «ma servirebbe un'attenzione particolare, da parte delle istituzioni. Lo ripetiamo da oltre vent'anni. L'esperienza di acquisto non è più solo quella che si fa in negozio, ma si estende anche al di fuori, nel territorio circostante, che deve essere accesibile, sicuro e pulito, con un arredo urbano piacevole e un'illuminazione che dia sicurezza. Si tratta di tante piccole cose, ma che sono assolutamente necessarie, altrimenti si rischia la chiusura di molte attività».
«Le potenzialità di Sestri Ponente sono molto alte», conclude Patrizia, che fa un riferimento interessante anche sugli acquisti online. «Ultimamente mi è capitato di leggere alcune statistiche che ne hanno dimostrato un leggero calo. Il contatto con il negoziante è ancora parecchio sentito e questo non deve essere dimenticato, soprattutto dall'alto. Un quartiere curato, sicuro e vivo fa da contorno allo shopping, lo aiuta e lo incentiva. E in questo, Sestri Ponente, non vuole essere seconda a nessuno, nè al centro città, nè ai centri commerciali».
Di Paola Popa