Natura morta con gioco, con Cristiano Fabbri

Teatro della Tosse Cerca sulla mappa
Sabato22Marzo2025
Evento terminato

Natura morta con gioco guarda al mistero del tempo, al suo trascorrere, dove si cela come in un’illusione il ciclo inesorabile della natura, dei ricordi, del fluire della vita sulla pietra muta che la sostiene.

Da una suggestione legata alla lettura di Quattro Quartetti di Eliot, la decisione di porre in scena una scala di legno e diverse pietre, elementi quotidiani e simbolici della nostra storia, dell’architettura dell’esistenza umana. Il legno, la pietra, l’uomo. Una visione pittorica in cui si riflettono permanenza e assenza: un quadro che contiene la contrapposizione tra levità e gravità, come tra bambino e adulto, tra abitato e disabitato, tra vivo e detrito. Un quadro animato da un gioco di opposizioni, che realizzano un racconto fatto di immagini attraverso il movimento e l’organizzazione della materia inerte – compresenza pittorica e scenica.

In questo percorso tra principio e fine, vive il mistero, quel tratto invisibile, rituale, che lega ogni nostro procedere attraverso la quotidianità. Una sorta di via crucis, dove ognuno porta la propria “scala” per provare ad arrivare più in alto o scendere, inevitabilmente immerso in un mondo che ancora oggi non conforta, ma chiama alla preghiera e all’attenzione; perché questa realtà che ha in seno ogni orrore e meraviglia, incita la nostra anima alla ricerca di un senso, di una possibile rinascita e riconciliazione; ed è qui, ora, nei nostri panni, in questo corpo che lascia la scena, ad un mucchio di sassi ed una scala nel vuoto.

Così tra una verticalità e un orizzonte l’uomo gioca la sua parte e cerca, risposte o nuove domande, pretesti, per differire il ritorno all’oscurità, per illudersi ancora che la luce che vede, alla fine, non lo accecherà.

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