Il rito di Ingmar Bergman al Teatro Duse, con Arcuri e Zavatteri

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Teatro Eleonora Duse Cerca sulla mappa
DA Giovedì27Febbraio2025
A Domenica02Marzo2025
Evento terminato

Era il 1969 quando la televisione svedese mise in onda Il rito di Ingmar Bergman. La spinta che guidò il grande regista alla realizzazione di questo testo, inizialmente pensato per il teatro, fu una decisa presa di posizione contro quelle censure che lui stesso aveva dovuto sopportare. Con un tono ironico, a tratti grottesco, Bergman immaginò una situazione davvero intrigante: tre attori-clown della compagnia “I Niente” sono stati denunciati per oscenità, per quello che si definisce “oltraggio al pudore”. E il giudice, incaricato di condannarli o meno, pretende che i tre facciano, in privato, solo per lui unico spettatore, l’intero spettacolo. Lo spettacolo va in scena al Teatro Eleonora Duse con repliche dal 27 febbraio al 2 marzo 2025.

Sono nove scene che prendono vita in ambienti claustrofobici, con un gioco metateatrale che è una corsa al massacro. Non è solo questione di censura, infatti, perché i temi evocati sono altissimi: la relazione dell’arte con il potere; il gioco di verità e finzioni tra processo e teatro come riti collettivi e individuali; il desiderio sessuale e la violenza; l’ossessione e la libertà; la fede e il giudizio di Dio. E come sempre in Bergman, l’indagine sulle inquietudini umane è inarrestabile, inesorabile.

Il rito arriva in scena con l'adattamento e regia di Alfonso Postiglione che guida un compattissimo cast formato da Alice Arcuri, Giampiero Judica e Antonio Zavatteri nei panni dei comici. Scrive il regista Postiglione: «Il rito è una partitura di parole e rapporti fisici tesi e affilati. Nell’istruttoria che il giudice conduce, si dispiegano la fragilità e la nevrosi della bellissima Thea, la vanità violenta di Sebastian, la razionalità noiosa di Hans. Ma progressivamente, lo stesso giudice viene stanato nella sua più oscura e repressa identità. E allora è soprattutto la vita che viene messa sotto processo».

Durata dello spettacolo: 1 ora e 40 minuti (escluso intervallo).

Produzione
Ente Teatro Cronaca, Teatro di Napoli - Teatro Nazionale, Fondazione Campania dei Festival - Campania Teatro Festival
Traduzione
Gianluca Iumiento
Adattamento e regia
Alfonso Postiglione
Interpreti
Alice Arcuri, Giampiero Judica, Alfonso Postiglione, Antonio Zavatteri
Scene
Roberto Crea
Costumi
Giuseppe Avallone
Musiche
Paolo Coletta
Disegno luci
Luigi Della Monica
Partitura fisica
Sara Lupoli
Aiuto regia
Serena Marziale.

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