Roma, 2019 © TerraProject
Investimenti in sicurezza, tecnologie di sorveglianza e nuove barriere difensive stanno trasformando radicalmente il volto e l'economia delle metropoli europee. A indagare questo fenomeno è la mostra fotografica Il paesaggio della sicurezza, inaugurata giovedì 27 agosto 2026 negli spazi di Primo Piano a Palazzo Grillo, a Genova.
Il progetto, firmato dal collettivo di fotografia documentaria TerraProject Photographers (fondato da Simone Donati, Pietro Paolini, Rocco Rorandelli e Michele Borzoni), offre un’analisi visiva sull’impatto dell'industria della protezione sulla pianificazione urbana contemporanea.
Il paesaggio è, al tempo stesso, personale e di tutti: un riflesso dell’identità culturale, plasmato dalla percezione e dall’interazione umana. Non è un’entità statica, ma uno spazio vivo e in continua evoluzione, che si adatta ai cambiamenti sociali, dalle paure ai valori condivisi. In un’epoca di crescenti preoccupazioni per la sicurezza, gli spazi pubblici in tutta Europa vengono rimodellati da barriere visibili e invisibili, dai sistemi di sorveglianza e dalle strutture di protezione alle zone ad accesso limitato. Queste trasformazioni, spesso attuate in risposta a minacce percepite, ridefiniscono il modo in cui viviamo e ci muoviamo negli ambienti urbani.
Secondo il World Travel and Tourism Council (WTTC), gli attacchi terroristici del 2001 negli Stati Uniti hanno causato la perdita di 100 milioni di posti di lavoro nel settore turistico a livello mondiale e una riduzione del 7,4% dei flussi turistici. Altre indagini dimostrano un calo del 18% del turismo a Bruxelles, dopo i 3 attentati suicidi avvenuti in città nel marzo 2016, e un calo del 14% degli arrivi turistici a Parigi dopo gli attacchi terroristici del novembre 2015.
Mentre blocchi di cemento, recinzioni, telecamere, forze dell’ordine e altre misure di sicurezza si integrano nel tessuto urbano, quale storia racconta questo paesaggio in continua fortificazione? In che modo questi interventi plasmano la nostra memoria collettiva e il nostro senso del luogo? E quale eredità lasceranno alle generazioni future?
Il lavoro è stato realizzato in collaborazione con l’Università di Siena e le immagini esposte, di grande formato, sono state scattate tra Milano, Firenze, Pisa, Roma, Napoli e Parigi.
Tra i primi collettivi fotografici nati nel nostro paese, TerraProject è ben presto divenuto un’importante piattaforma di confronto e promozione per i suoi membri, che con gli anni hanno inoltre sviluppato un’originale metodologia di “scrittura collettiva”, con progetti di gruppo definiti da una ricercata uniformità stilistica. Gli autori hanno da sempre incentrato la propria ricerca su temi sociali e ambientali, sia a livello globale che nazionale.
Il paesaggio della sicurezza sarà visitabile a Primo Piano di Palazzo Grillo in vico alla Chiesa delle Vigne 18R a Genova dal 27 agosto al 27 settembre 2026, nelle seguenti giornate: giovedì – venerdì dalle 16 alle 20; sabato - domenica dalle 14 alle 20. Ingresso libero e gratuito.
TerraProject Photographers è un collettivo di fotografia documentaria fondato a Firenze nel 2006 da Michele Borzoni, Simone Donati, Pietro Paolini e Rocco Rorandelli.
In Italia hanno costruito nel tempo un importante archivio di documentazione del territorio, grazie a rilevanti commissioni pubbliche e private.I lavori del collettivo sono regolarmente pubblicati sulle pagine delle principali riviste italiane e internazionali e sono stati esposti in gallerie, festival e prestigiosi musei internazionali, tra cui Institut du Monde Arabe (Paris), MAXXI (Roma), Fondazione MAST (Bologna), MACRO (Roma), Benaki Museum (Atene), Palazzo Ducale (Genova), UCCA Center for Contemporary Art (Pechino), Katzen Arts Center (Washington), National Gallery of Victoria (Melbourne), Les Rencontres d’Arles (Arles), Cortona on the Move Festival (Cortona), Festival della Fotografia Etica (Lodi) e il Parlamento Europeo (Bruxelles). TerraProject ha pubblicato numerosi libri monografici e collettivi e le loro opere sono conservate in importanti collezioni pubbliche e private. I membri del collettivo hanno ricevuto prestigiosi riconoscimenti internazionali, tra i quali il World Press Photo (2010 e 2012), Premio Canon (2010), Fund for Investigative Journalism (2011), Premio Pesaresi per la fotografia contemporanea (2013), Premio Graziadei (2014), Celeste Prize-Streamers (2016), Landskrona photobbook dummy award (2018) e il Premio Gabriele Basilico (2020).