'68. Un anno di confine, mostra fotografica di Uliano Lucas a Palazzo Grillo

Piazzale Accursio Milano, 1971 Piazzale Accursio Milano, 1971
Palazzo Grillo Cerca sulla mappa
DA Giovedì02Luglio2026
A Domenica09Agosto2026

Inaugura giovedì 2 luglio 2026, alle ore 18 a PRIMO PIANO di Palazzo Grillo (vico alla Chiesa delle Vigne 18R), la mostra fotografica di Uliano Lucas dal titolo '68. Un anno di confine, che ripercorre e interpreta le trasformazioni sociali e politiche che hanno segnato il lungo Sessantotto italiano. Curata da Tatiana Agliani e Fulvio Magurno, l’esposizione propone un viaggio attraverso gli scatti di uno dei più importanti fotografi italiani, testimone diretto di una stagione che ha profondamente inciso sulla storia del Paese.

In mostra fino al 9 agosto 2026 (orari: giovedì-venerdì dalle 16 alle 20; sabato-domenica dalle 14 alle 20; ingresso libero e gratuito), le fotografie restituiscono le speranze e le tensioni che animarono le mobilitazioni studentesche e operaie tra il 1967 e il 1969, documentando al tempo stesso momenti cruciali della storia del Paese. L'obiettivo di Lucas coglie l'evoluzione del movimento antiautoritario e l'emergere di nuove istanze sociali: dalle battaglie per i diritti civili e per il diritto alla casa alla nascita del movimento femminista, fino agli ideali del terzomondismo e alle battaglie contro le “istituzioni totali”.

Più che un singolo anno, il '68 italiano rappresenta una stagione di profonde trasformazioni culturali, politiche e sociali. ''Questa esposizione mostra il Sessantotto come io l’ho visto e l’ho vissuto, un Sessantotto legato sicuramente più all’onda lunga che ha generato che non al momento germinale della contestazione all’interno delle università, più alle proteste dell’autunno caldo operaio e delle lotte del proletariato urbano, che non alla stagione beat e al mondo hippie da cui mi separavano età e formazione sociale e culturale'', sottolinea Uliano Lucas.

Oggi queste fotografie rappresentano una preziosa testimonianza di un periodo segnato da grandi aspettative di cambiamento e da un intenso fermento sociale. ''Sono immagini che si intrecciano per evocare e aiutare a capire una stagione complessa, entusiasmante e dolorosa, che ho vissuto con passione in un ‘collettivo’ di speranze, impegno e utopie e che continuo a leggere innanzitutto come una dirompente breccia aperta nel conformismo della nostra società. Naturalmente, c’è anche il mio sguardo, il mio tentativo di allora di dare voce a questo moto antiautoritario che cercava di spezzare le gerarchie di classe, di affermare nuovi diritti, di svecchiare la mentalità e di proporre anche nuovi modi di vivere'', conclude Lucas.

Dalle mobilitazioni studentesche e operaie prese avvio un percorso di partecipazione e rivendicazione che coinvolse progressivamente fasce sempre più ampie della popolazione, contribuendo a ridefinire il rapporto tra cittadini e istituzioni. Questo processo favorì importanti conquiste civili e sociali, tra cui la riforma del diritto di famiglia, l'approvazione dello Statuto dei lavoratori, il riconoscimento dell'obiezione di coscienza al servizio militare, nonché le leggi sul divorzio, sull'interruzione volontaria di gravidanza e il superamento del sistema manicomiale. Pur attraversati dalla strategia della tensione e del terrorismo, quegli anni hanno lasciato un'eredità significativa, contribuendo a trasformare profondamente il Paese.

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