La poesia insita nel lavoro di Antoine de Saint-Exupéry prende vita in scena attraverso un teatro essenziale e suggestivo: parola, musica e immagini danno forma a un universo sospeso tra realtà e immaginazione. “I viaggi del piccolo principe” è un racconto che sa parlare a ogni età, restituendo intatta la meraviglia, la delicatezza e la profondità di una delle storie più amate di sempre. Al centro della scena c’è un baule “infinito”, oggetto scenico e scrigno dell’immaginazione: da lì emergono pianeti, personaggi e piccoli oggetti che alimentano il viaggio del protagonista. Cappelli da volpe, mappe, lanterne, corone e altri elementi diventano tracce visive di un racconto affidato alla semplicità e alla capacità evocativa del gesto. La scena si trasforma così con pochi segni, lasciando spazio alla fantasia dello spettatore. Il narratore-pilota e il Piccolo Principe sono interpretati rispettivamente da Giampiero Mancini e Gianfranco Massimini, mentre Giulia Pellicciaro dà voce e corpo ai personaggi incontrati durante il viaggio. Al pianoforte Angelo Nasuto e al violino Dino De Palma costruiscono dal vivo il paesaggio musicale dello spettacolo, in un dialogo continuo con la scena. Le pagine di Faurè, con la trascrizione della meravigliosa Pavane, i preludi di Debussy, le Gymnopedye e altre pagine di Satie, le note del Bolero e della Pavane di Ravel e brani da Ma Mère l’Oye, oltre a suggestivi momenti della Carmen di Bizet e di brani di Dukas, rendono il viaggio tutto “francese”, alla volta di incontri, domande e scoperte: un racconto rivolto ai più giovani e, nello stesso tempo, capace di restituire agli adulti uno sguardo dimenticato.
"Non si vede bene che col cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi."