Pensato come un assolo dell’autore e performer Carmine Dipace (1991), con la partecipazione dal vivo di una trombettista dal vivo, Sofia Weck, la pièce si sviluppa a partire da una relazione personale con lo strumento. Questa connessione viene esplorata attraverso il corpo, per investigare un legame che, nonostante il tempo, continua a manifestarsi in modi nuovi e inattesi. Oltre al suono, i linguaggi si integrano con lo spazio e con il pubblico in una performance che contiene l’approccio site- specific.