((MO!)) è un’espansione dell’urgenza interiore. Come percepiamo, metabolizziamo e rigeneriamo ciò che scuote le nostre coscienze? La ricerca de Il Corpo Futuristico indaga la percezione sinestetica nell’esperienza della danza, attraverso un’interazione innovativa e multidimensionale che intreccia movimento, videoarte, luce, suono, spazio e pubblico. Ispirato alla quasi perduta cinematografia futurista e all’universo poetico e visionario di Jean Cocteau, l’artista attraversa una scena psico-sensoriale in cui il proiettore, partner fedele e utilizzato in modo non convenzionale, sfida e seduce il corpo, che somatizza la ripetitività dell’io cristallizzata nell’immagine, fino a generare una nuova economia di movimento e trasformare l’individuo in un dispositivo vivente. Il mo’, avverbio radicato nell’identità culturale del Sud Italia, si fa emissione viscerale: rilegge l’archivio, esplora il futuro e vibra nell’estemporaneità del contemporaneo.