Veronica Iurich
Giovedì 18 dicembre 2025 alle ore 18.45 la Casa degli Artisti di Milano (corso Garibaldi 89/A; ingresso da via Tommaso da Cazzaniga) ospita la presentazione del libro Ho visto un sogno, un saggio di Veronica Iurich, dedicato al rapporto profondo e spesso inesplorato tra immagini e identità. Insieme all’autrice dialogano Enrico Rassu (artista visivo) e Pier Costantini (fotografo), modera Giulia Restifo (Casa degli Artisti). Ingresso libero fino a esaurimento posti.
Attraverso un approccio che unisce psicologia del profondo, counseling e cultura visiva, l’autrice analizza come le immagini modificano la percezione del reale, influenzano la costruzione del sé e, allo stesso tempo, possano essere utilizzate come strumenti utili a ritrovare l’identità più autentica.
Il libro restituisce al linguaggio immaginale il suo potere evocativo, trasformativo e terapeutico, invitandoci ad impiegarlo come pratica di autoconoscenza per favorire la consapevolezza e la ri-connesione a sé. Ho visto un sogno attraversa il mondo immaginale come fosse un territorio da esplorare: un luogo dove convivono le immagini esteriori (fotografie, opere d’arte, schermi, frammenti di realtà( e quelle interiori (sogni, memorie, intuizioni, visioni e immaginazione). Questo intreccio, che la società contemporanea tende a dare per scontato o a trattare in modo superficiale, viene restituito nella sua complessità e nella sua potenza generativa. Senza il mondo immaginale la coscienza rischia di impoverirsi, in quest’ottica viene riabilitata l’importanza dell’immaginazione, intesa come atto creativo e percettivo che permette di accedere ad una dimensione altra, un luogo in cui i confini si ampliano e l’individuo può recuperare la propria interezza.
Il saggio affronta anche una questione urgente: la crisi identitaria che attraversa il nostro tempo. L’estetica dominante, spesso costruita sull’idea di perfezione e performance, spinge verso un divario crescente tra ciò che siamo e ciò che pensiamo di dover essere. In questo scenario, l’immagine rischia di diventare strumento di mascheramento, contribuendo a una sorta di invisibilità del sé, dove il desiderio di apparire finisce per oscurare la possibilità di esistere pienamente. Il libro invita invece a un ribaltamento di prospettiva: utilizzare le immagini non per falsificarsi, ma per vedersi davvero, per tornare a un’identità autentica, dove risiede una bellezza fortificata, quella bellezza che nasce dalla nostra specificità, dal nostro essere unici e irripetibili.
Veronica Iurich propone al lettore non solo riflessioni teoriche ma anche esempi, racconti ed esercizi pratici per imparare a dialogare con le proprie immagini. Un libro che invita a compiere un viaggio interiore, passando dal dovrei essere all’io sono, una transizione che non ha nulla di autocelebrativo, ma che diventa strumento di cura e radicamento. Ho visto un sogno si offre quindi come un saggio accessibile e al tempo stesso rigoroso, pensato per lettori curiosi, professionisti del counseling e della psicologia, artisti, creativi e chiunque senta il bisogno di interrogarsi sulla relazione tra il visibile e l’invisibile. Un libro attuale, che mette al centro la possibilità di costruire un’identità più consapevole, così da poter partecipare in modo attivo ai processi creativi e sociali del nostro tempo, contribuendo alla nascita di un collettivo fatto di voci autentiche, non di presenze omologate.