Dove porto i bambini Genova - Giovedì 18 maggio 2017

Dove portare i bambini in gita? Itinerari al Parco di Portofino

di Cesare Lombardo, Manuele Vecchi
Cesare Lombardo, Emanuele Vecchi
© Girigiritondi - Bimbi in gita su per i monti (Erga edizioni)
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Pubblichiamo un estratto dal libro Girigiritondi - Bimbi in gita su per i monti (Erga Edizioni, 2017, 128 pagg.) di Cesare Lombardo e Manuele Vecchi. 

Genova - Se c’è una cosa per cui vale la pena essere ripetitivi, questa è l’andare a camminare nel Parco di Portofino: è così per gli adulti, a maggior ragione per i bambini. Il Promontorio di Portofino - U Munte come lo chiamiamo noi genovesi - ha una varietà tale d’itinerari e una ricchezza di vegetazione e di flora da rendere ciascuna visita una scoperta nuova e affascinante. C’è qualcosa di caratteristico che resta nella mente e nei sensi quando si pensa a un luogo familiare e nel caso del Monte tali suggestioni sono molteplici, dai profumi delle erbe aromatiche alla diversità di piante: dal corbezzolo al leccio, dal pino marittimo al castagno. E poi i panorami: dalle finestre che si aprono sui golfi Paradiso e Tigullio e più oltre sino alle Alpi Marittime, agli sguardi sui monti dell’entroterra.

Il bello di Portofino - ricordate che quando un genovese dice Portofino non intende la piazzetta impellicciata, ma il Monte - è che è proprio lì davanti, dovunque tu sia, guardi la costa e in mezzo c’è lui, il promontorio, il cui profilo, a guardarlo bene, ricorda un po' la testa di un capodoglio, ci avevate mai fatto caso? Per noi è un luogo pieno di ricordi ed è sempre la meta della salvezza, la giornata in cui ti alzi tardi, quella in cui il tempo è incerto, perché il Parco di Portofino - diamo il giusto risalto a uno dei primi parchi naturali in Italia - è facile da raggiungere e innervato da una rete di sentieri infinita, tanto che anche a noi assidui frequentatori qualcosa ancora sfugge.

Tutte le strade portano a Portofino: la meta più ambita, più chic, e chi se ne frega se ci si arriva col fondo dei pantaloni sporco di terriccio, tra chi passeggia in piazzetta in camicia e golfino sulle spalle. Una merenda, un gelato, e si può ripartire su e giù per itinerari che sembrano infiniti, che regalano emozioni uniche come quella del falco pellegrino che volteggia sopra i crinali più esposti e a picco sulla celebre Cala dell’Oro. È un mosaico talmente vario quello del promontorio, composto da così tante tessere, che è persino difficile suggerire da dove cominciare ad ammirarlo e dove terminare. Partire da Camogli mostra subito ai bambini che il mondo è fatto a scale, ben ripide peraltro, e che loro sono privilegiati perché il destino li ha chiamati a salirle. Quindi gambe in spalla: la nostra prima meta, San Rocco, verrà raggiunta dopo venti minuti buoni di ascesa su gradini ora più fitti ora più distanziati e tra muretti a secco così tipici di quelle che sono universalmente note come creuze de ma.

A San Rocco c’è una chiesetta, una fonte, una focacceria e una straordinaria veduta del Golfo Paradiso, di Genova e della Riviera di Ponente con il mare blu cobalto laggiù in fondo, irretito dalle tonnare. San Rocco è un crocevia di sentieri e, conseguentemente, di scelte. Si può continuare a salire, gettandosi nel bosco, verso la località cosiddetta Gaixella in direzione di Portofino vetta, oppure scendere a capofitto a Punta Chiappa, ma questo soprattutto nella bella stagione quando è forte il richiamo di un bagno in mare, rigorosamente di scoglio (spiagge qui non esistono). Oppure, si può proseguire verso le case di Mortola e, più oltre, raggiungere le Batterie, punto panoramico di straordinaria unicità. Da lì il sentiero condurrebbe a San Fruttuoso, ma si tratta di un itinerario assai difficoltoso, in gran parte attrezzato con catene e quindi sconsigliato per i più piccoli. Meglio, piuttosto, tornare leggermente indietro e salire alla località di Toca da dove è possibile percorrere l’anello alto dei due Semafori - Nuovo e Vecchio - sul sentiero cosiddetto del Paradiso, il cui nome tutto dice.

Ideale per un pic nic è l’area verde e pianeggiante di Semaforo Vecchio dove i bambini si potranno divertire a estrarre acqua da una vecchia pompa manuale per pozzo, mentre gli adulti daranno libero sfogo alle loro velleità fotografiche dal vicino punto panoramico. Dopo il pranzo e gli svaghi è tempo di ripartire. Da Semaforo Vecchio scenderemo a Pietre Strette e, da qui, condurremo la truppa giù verso San Fruttuoso, lungo un sentiero immerso nella fitta boscaglia, a tratti piuttosto ripido e difficoltoso. Il premio sarà quello di giungere in uno dei luoghi più suggestivi della Liguria, con gli uliveti che sembrano fare da corona alla spiaggia pietrosa bagnata da un mare cristallino, la nota Abbazia, la torre Doria. Ecco un bel posto dove fermarsi, fare un bagno se la stagione lo consente, giocare sull’arenile, fare un po’ di didattica visitando il sito monumentale gestito dal FAI. Infine, potrete regalare ai bambini un’ulteriore emozione: il rientro a Camogli in vaporetto, solcando in circa mezz’ora quel tratto di mare che, da Punta Chiappa, è conosciuto come il miglio blu.

(© Erga edizioni)

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